Archivi categoria: pipponi

Silenzi

Leggo da vb la storia di Giuseppe Gatì.
Non so se la sua morte sia dovuta alla lupara bianca o sia un “banale” incidente sul lavoro; però una cosa la so. Non mi è capitato di sentir parlare della sua morte, come non mi era capitato di sentir parlare della sua protesta contro Sgarbi dello scorso mese. Non so, a me pare che Giuseppe sia morto due volte.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-03 13:42

cassa integrazione

Di per sé non so nulla del Grande Fratello 9, come non sapevo nulla di quelli da 1 a 8. Non sto nemmeno a dire che sarebbe da abolire: so bene come la curiosità morbosa, possibilmente unita a un po’ di sesso anche solo intuito, sia una forza della natura.
Però mi è capitato per sbaglio di leggere questo piagnisteo della settimana scorsa di Daniela Martani, hostess ex Alitalia e ora CAI nota per essere stata filmata con un cappio in mano e il cartello “ecco la cordata Alitalia” quando piloti e assistenti di volo protestavano per essere “svenduti” a Colaninno e soci. Da quanto ho capito, CAI la vorrebbe licenziare per assenza dal lavoro, e lei spiega così quello che ha fatto: «Prima di entrare al GF sono stata assunta a tempo indeterminato. Non ho avuto tempo di chiedere l’aspettativa, così ho chiesto tramite il mio avvocato la cassa integrazione.»
Che la signora o signorina Martani abbia un avvocato è una sua opportunità, sulla quale non metto becco. Mi chiedo solo quali attivazioni neuronali siano avvenute nella sua testolina per immaginare (a) che la cassa integrazione venga chiesta dal singolo dipendente e (b) che serva per permettere l’occasione di una vita. Sì, lo so che per Alitalia/CAI non cambia nulla sulla produttività globale, ma per una volta mi viene da dar loro ragione.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-02 13:59

Come Bompiani ti frega il lettore

Leggo da Hyperbola del “simpatico” disguido capitato a sua madre. La signora è entrata in una libreria, ha visto una raccolta di sf(il terzo volume delle Grandi Storie di Fantascienza curate da Asimov), e ha deciso di comprarla, anche perché l’indice mostrava cinque racconti di Heinlein, autore amato dalla mamma di Hyperbola. Peccato che i racconti non ci fossero, e al loro posto c’era un rimando a pagina 7 dove era scritta questa nota: «Preghiamo il lettore di notare che mancano i testi di Robert A. Heinlein perché non siamo riusciti a prendere accordi per la loro pubblicazione».
Ora, capisco che possano esserci problemi di cessione di diritti, anche se fa un po’ ridere che il lettore venga indirizzato all’antologia in inglese The Past Through Tomorrow. Capisco anche che un lettore molto attento avrebbe potuto notare che i “racconti di Heinlein” erano tutti di due pagine l’uno, manco fossero stati scritti da Frederic Brown o Achille Campanile. Ma io ingenuamente credevo che la cosa più corretta da fare in casi come questo fosse togliere dall’indice quei racconti, e nella nota a pagina 7 scrivere qualcosa tipo «Preghiamo il lettore di notare che nell’edizione originale ci sono anche i seguenti testi di Robert A. Heinlein (titoli), che in questa edizione mancano perché», eccetera eccetera. Così invece si illude il lettore che prima di comprare il libro ha sfogliato l’indice, e Ciò Non È Bello.
Chissà cosa dice ufficialmente Bompiani di questo comportamento…

Ultimo aggiornamento: 2014-03-05 11:05

fortuna che c’è la legge sulla privacy

Oggi con la posta è arrivata una lettera, indirizzata ad Anna, dove MIDAS le ricorda che la sua auto deve essere revisionata a febbraio.
Noi non siamo mai andati da MIDAS.
Domanda: chi ha dato i dati (che non saranno sensibili ma personali) a MIDAS?
(naturalmente c’è tutta la pappardella della Garanzia Riservatezza, il che fa incazzare ancora di più)

Ultimo aggiornamento: 2009-01-29 21:05

Smemorati

Prima furono individuati, catalogati, schedati. Poi la propaganda di regime cominciò a dipingerli come causa di tutti i mali, esseri spregevoli, cancro da rimuovere. Poi furono privati dei beni, del lavoro, dei diritti civili. Poi usarono il ricavato delle espropriazioni per finanziare un meccanismo burocratico finalizzato ad espellerli una volta per tutte.
Gli ebrei furono trattati così dai nazisti e dai fascisti, molti anni fa.
Mai più!
Mai più? Come vengono trattati oggi — oggi, dico — come vengono trattati i rom, i sinti, gli immigrati? Quanti di noi sono rabbrividiti ascoltando un ministro della repubblica italiana dire che gli immigrati regolari devono pagare un tributo per finanziare l’espulsione degli irregolari? Chi di noi ha avuto paura — per sé stesso, dico, per i propri figli — quando quello stesso ministro chiamava “censimento” la schedatura di migliaia di rom e di sinti?
In quegli anni lontani, quando a partire dal 1933 gli ebrei furono ridotti in miseria e chiusi nei ghetti, i bravi cittadini applaudirono. Poi, il 27 gennaio 1945, fu loro mostrato l’orrore dei campi di sterminio. I bravi cittadini dissero: noi non lo sapevamo, noi siamo innocenti.
Cala il tramonto sull’ennesima giornata della memoria, sull’ennesimo coro di mai più! intonato da bravi cittadini che per il resto dell’anno applaudono chi si accanisce sulla miseria degli ultimi. I bravi cittadini che per tutto l’anno equiparano immigrati e “zingari” a un cancro da estirpare.
E gli ebrei?
Che senso ha commemorare sei milioni di ebrei morti per poi vomitare quotidianamente veleno su quelli vivi? Quanto sono smemorati quelli che versano una lacrimuccia annuale sulla Shoah e dedicano il resto dell’anno a bruciare bandiere israeliane, imbrattare sinagoghe e cimiteri ebraici, accostare il Maghen David alla svastica, negare a Israele il diritto di esistere come stato ebraico?
Anche oggi, come già un anno fa, il presidente Giorgio Napolitano ha ricordato che l’antisionismo è una nuova forma di antisemitismo e che occorre vigilare perché questo virus non faccia presa sulla società italiana. Qualcuno si ricorderà delle sue parole da qui al prossimo 27 gennaio?
Chi avesse ancora dei dubbi sull’identità fra antisionismo e antisemitismo potrà trarre giovamento dalla lettura di questa notizia che ho appreso dal blog di Deborah Lipstadt, la studiosa che ha segnato l’inizio della fine per il negazionista David Irving.
La notizia, in breve, è che uno dei maggiori negazionisti della Shoah ha deciso di cambiare mestiere, consapevole del fatto che il negazionismo ha perso la sua battaglia contro gli storici autentici. E che mestiere ha deciso di intraprendere questo negazionista frustrato dall’insuccesso? Semplice: farà l’antisionista. E, come commenta la Lipstadt, è tristemente facile prevedere che la sua nuova carriera sarà più gratificante.
(il post non è mio ma suo.)

Ultimo aggiornamento: 2009-01-29 09:43

testamento notaiologico

Leggo dal Corsera che il PdL ha portato in Commissione al Senato la sua proposta di legge sul testamento biologico.
Già capisco poco perché debba essere controfirmato da un medico, ma facciamo finta che sia perché così uno può capire cosa è lecito mettere dentro e cosa no. Ma perché mai deve essere depositato presso un notaio? Forse la categoria ha bisogno di lavorare un po’ di più? Com’è che se scrivo un testamento olografo posso stabilire dove vanno i miei soldi quando muoio senza dare prima soldi a nessuno? Sembra quasi inutile aggiungere che il testamento è a termine: dopo tre anni scade, come le medicine, e bisogna farne (e consegnarne) un altro. O magari è come il contratto collettivo di lavoro: quando scade bisogna fare la nuova piattaforma, un tiraemolla col medico, e finalmente chiedere l’intervento del notaio che faccia da mediatore. E non sognatevi di arrivare alla firma prima delle quattro del mattino.
Il tutto infine è assolutamente inutile: citando l’articolo, «è prevista la figura di un fiduciario che però non è vincolato a rispettare le indicazioni contenute nel documento». Diciamo che si direbbe che non si voglia che qualcuno osi stilare un testamento biologico?
(via Leibniz, che con Spinoza non c’entra nulla)

Ultimo aggiornamento: 2009-01-27 14:14

la soluzion al problemon

In Italia abbiamo un piiiiiccolo problema: non possiamo scegliere chi eleggere al Parlamento, grazie al Porcellum (che il governo Prodi si è ben guardato dal modificare, tra l’altro). Se non ve ne foste accorti, quello che conta è l’ordine dei candidati all’interno della lista: se questa prende N preferenze, passano i primi N. Risultato pratico: numero di preferenze esprimibili, zero.
Qualcuno se n’è accorto, a quanto pare: Paolo Guzzanti che ha promesso un progetto di legge «per chiudere per sempre l’indecente costume di sottrarre ai cittadini il potere di nomina dei candidati rappresentanti del popolo.» Come lo fa? Rendendo le primarie obbligatorie per tutti i partiti.
Ci vuole un bel senso dell’umorismo per tirare fuori una soluzione così, che da un lato ripropone esattamente i problemi che hanno portato alla scusa del Porcellum, vale a dire che la lotta interna ai partiti per riuscire ad acciuffare la cadrega costava troppo; e dall’altro raddoppierà i costi, perché resta ancora da fare la campagna elettorale vera. Ma in Italia i comici fanno i politici, e quindi i politici devono fare i comici…

Ultimo aggiornamento: 2009-01-26 17:25

posTEmpismo

Quando stamattina ho recuperato la posta nella buca delle lettere (sì, sono tornato) ho trovato una lettera della Disney per il rinnovo dell’abbonamento a Topolino che regalo a Natale a mio nipote. Considerando che Natale 2009 è un po’ lontano, mi sono stupito della cosa: poi ho guardato la data dell’avviso. 30 ottobre 2008. È vero che sono stato via, ma per una settimana: e comunque è passato da casa mio suocero, che ha lasciato in casa la posta della settimana, quindi credo che sia arrivata ieri. E io che mi lamentavo dei tredici giorni per ricevere una lettera.
(Che poi non capisca perché Disney Italia non possa mandare le cose solo per email, visto che pago con carta di credito, quello è un altro problema)

Ultimo aggiornamento: 2009-01-25 18:14