Archivi categoria: pipponi

e ti pareva?

Avevo scoperto che il governo aveva deciso di detassare i premi di risultato, ed ero tutto felice. Ieri ho letto il comunicato aziendale a riguardo, e ho visto che era tutto vero: i premi fino a 6000 euro anni (cose mai viste da queste parti) avranno una tassazione secca del 10% e non entreranno a far parte dell’imponibile.
Ero tutto ringalluzzito: poi ho continuato a leggere e ho scoperto che il tutto vale solo se si ha un reddito inferiore ai 35000 euro lordi annui. È già un limite relativamente alto, ma ad esempio io lo supero di brutto, e credo che lo stesso valga per praticamente tutti i miei colleghi. Questo significa che se ci sono due colleghi che guadagnano rispettivamente 34999 euro e 35001 euro l’anno e hanno ricevuto un premio di risultato di 3000 euro, il secondo pagherà 840 euro di tasse più del primo. Infatti lo scaglione di riferimento è tassato al 38% e quindi la differenza di aliquota è del 28%.
Direi che non vale molto la pena di migliorare i risultati aziendali.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-12 07:00

spam telefonico: il Parlamento “si muove”

Leggo da Guido Scorza racconta di cosa è successo nella Commissione Affari Costituzionali del Senato, che sta discutendo sulla conversione in legge del “decreto milleproroghe” (quello che classicamente tutti i governi emanano per san Silvestro, per festeggiare l’anno nuovo prorogando un po’ di termini). Con un emendamento sicuramente in linea con il nome del decreto, si proroga fino al 31 dicembre la possibilità di usare le vecchie banche dati telefoniche, quelle create prima dell’agosto 2005, per spammare tranquillamente la gente a casa. Lo so, lo so: tanto ci telefonano lo stesso: ma è commovente vedere come il nostro Parlamento ci voglia evitare la fatica di dover chiedere al povero callcentrista come fa ad avere il nostro numero telefonico.
Quello che Scorza non dice è l’appartenenza politico-regionale dei tre firmatari dell’emendamento. Fleres e Alicata sono del PdL ed entrambi siciliani, il che non mi stupisce affatto conoscendo la quantità di call center presenti nell’isola. Invece Legnini è PD e abruzzese. Chissà, magari il marziano a Pescara può raccontarci qualcosa in più…

Ultimo aggiornamento: 2009-02-11 14:17

uguale e contrario

Vedo in giro mugugni sulla decisione di PD e IDV di lasciare libertà di coscienza sul voto per la legge Englaro (non facciamo ridere i polli: una legge di una singola frase che non fa nessun distinguo è una legge ad personam, e comunque l’ha detto anche Schifani).
Beh, io ritengo che quello sia il comportamento corretto da tenersi. So di alienarmi la simpatia degli ultimi miei lettori, ma non ci posso fare molto: e comunque non sono né vorrei essere un leader. Fossi un parlamentare, io voterei contro la legge: non perché l’ha scritta Berlusconi, ma perché ritengo che per un paziente in stato vegetativo – non in coma, attenzione – da più di due anni l’alimentazione forzata sia un accanimento terapeutico, e non un semplice sostegno vitale. Detto in altro modo: se io avessi un incidente e rimanessi per due anni in stato vegetativo, io voglio che mi si tolgano alimentazione e idratazione.
Però questo è un tema etico, e io rispetto chi non la pensa come me e ritiene invece che il sondino non sia accanimento (oltre che naturalmente non pensare nemmeno a toglierlo a chi è di questa idea e finisse in stato vegetativo, e altre cose che mi porterebbero però fuori tema). Per me obbligare una persona a un voto, qualunque esso sia, su questi temi è una prevaricazione inaccettabile: anche se il voto imposto fosse il mio voto.
Poi lo so che con il Porcellum nessuno ha la possibilità di scegliere quale persona mandare in Parlamento: ma quello è un problema a monte.

Ultimo aggiornamento: 2014-03-05 11:05

Eluana e Silvio

Il nostro PresConsMin riesce a stare in sella da quindici anni seguendo due linee guida. La prima, a dire il vero, è ben nota dai tempi dei governi DC ed è quella delle promesse – che siano mantenute o no è irrilevante, anzi una promessa mantenuta è una promessa che non si può più fare e quindi è perniciosa. Ad esempio, pensate ai soldi promessi contro la crisi: se si fa la somma di tutti quelli indicati di volta in volta, si arriva a una cifra ben maggiore di quanto stanziato da Francia Germania Regno Unito. La differenza è che poi gli altri li cacciano fuori, ma non sottilizziamo. La seconda linea guida è invece un’invenzione di Berlusconi, che tra l’altro gli è riuscita benissimo: la cavalcata dei sondaggi. Se c’è qualcosa da scegliere, e non c’è nulla di esterno che lo faccia propendere per una posizione o l’altra, allora fa un sondaggio, e sceglie la posizione della maggioranza degli italiani. Un sistema indubbiamente vantaggioso, e lo si vede.
Prendiamo adesso il caso Englaro. Molti rappresentanti del centrodestra stanno tuonando contro la possibilità che vengano tolte alimentazione e idratazione forzate: il ministro del Welfare Sacconi, visto che la Salute sta sotto di lui, è in prima fila, e i media direttamente posseduti oppure organici alla politica del Cavaliere continuano a portare armi a favore dello status quo. Ma Lui? No; Lui non aveva detto nulla, anzi aveva esplicitato: «Non voglio intervenire». Ora, un’affermazione del genere sentita da uno che “se avesse le tette, farebbe anche l’annunciatrice” (cit.) è davvero incredibile, e secondo me significava solo una cosa: che nonostante tutti gli sforzi gli italiani sono per lo più a favore dell’eutanasia. Naturalmente non è che una cosa sia più o meno giusta a seconda di quanti siano d’accordo con essa, e tutto questo non l’ho affatto scritto per far cambiare idea a qualcuno: quello che penso io l’ho già espresso in precedenza, e non mi interessa fare proseliti.
Tutto questo mio bel ragionamento abduttivo, che avevo scritto ieri sera perché apparisse stamattina alle 8, si è brutalmente spezzato quando stamattina alle 7:30 ho scoperto che stanotte il premier si è smentito: «Sì, stiamo lavorando per intervenire». Ora, può darsi che il tutto dipenda dal fatto che – proprio come gli déi greci – c’è qualcosa sopra di Lui: per loro il Fato, qui il Vaticano. O molto più prosaicamente, mi sono completamente sbagliato.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-05 11:04

Silenzi

Leggo da vb la storia di Giuseppe Gatì.
Non so se la sua morte sia dovuta alla lupara bianca o sia un “banale” incidente sul lavoro; però una cosa la so. Non mi è capitato di sentir parlare della sua morte, come non mi era capitato di sentir parlare della sua protesta contro Sgarbi dello scorso mese. Non so, a me pare che Giuseppe sia morto due volte.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-03 13:42

cassa integrazione

Di per sé non so nulla del Grande Fratello 9, come non sapevo nulla di quelli da 1 a 8. Non sto nemmeno a dire che sarebbe da abolire: so bene come la curiosità morbosa, possibilmente unita a un po’ di sesso anche solo intuito, sia una forza della natura.
Però mi è capitato per sbaglio di leggere questo piagnisteo della settimana scorsa di Daniela Martani, hostess ex Alitalia e ora CAI nota per essere stata filmata con un cappio in mano e il cartello “ecco la cordata Alitalia” quando piloti e assistenti di volo protestavano per essere “svenduti” a Colaninno e soci. Da quanto ho capito, CAI la vorrebbe licenziare per assenza dal lavoro, e lei spiega così quello che ha fatto: «Prima di entrare al GF sono stata assunta a tempo indeterminato. Non ho avuto tempo di chiedere l’aspettativa, così ho chiesto tramite il mio avvocato la cassa integrazione.»
Che la signora o signorina Martani abbia un avvocato è una sua opportunità, sulla quale non metto becco. Mi chiedo solo quali attivazioni neuronali siano avvenute nella sua testolina per immaginare (a) che la cassa integrazione venga chiesta dal singolo dipendente e (b) che serva per permettere l’occasione di una vita. Sì, lo so che per Alitalia/CAI non cambia nulla sulla produttività globale, ma per una volta mi viene da dar loro ragione.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-02 13:59

Come Bompiani ti frega il lettore

Leggo da Hyperbola del “simpatico” disguido capitato a sua madre. La signora è entrata in una libreria, ha visto una raccolta di sf(il terzo volume delle Grandi Storie di Fantascienza curate da Asimov), e ha deciso di comprarla, anche perché l’indice mostrava cinque racconti di Heinlein, autore amato dalla mamma di Hyperbola. Peccato che i racconti non ci fossero, e al loro posto c’era un rimando a pagina 7 dove era scritta questa nota: «Preghiamo il lettore di notare che mancano i testi di Robert A. Heinlein perché non siamo riusciti a prendere accordi per la loro pubblicazione».
Ora, capisco che possano esserci problemi di cessione di diritti, anche se fa un po’ ridere che il lettore venga indirizzato all’antologia in inglese The Past Through Tomorrow. Capisco anche che un lettore molto attento avrebbe potuto notare che i “racconti di Heinlein” erano tutti di due pagine l’uno, manco fossero stati scritti da Frederic Brown o Achille Campanile. Ma io ingenuamente credevo che la cosa più corretta da fare in casi come questo fosse togliere dall’indice quei racconti, e nella nota a pagina 7 scrivere qualcosa tipo «Preghiamo il lettore di notare che nell’edizione originale ci sono anche i seguenti testi di Robert A. Heinlein (titoli), che in questa edizione mancano perché», eccetera eccetera. Così invece si illude il lettore che prima di comprare il libro ha sfogliato l’indice, e Ciò Non È Bello.
Chissà cosa dice ufficialmente Bompiani di questo comportamento…

Ultimo aggiornamento: 2014-03-05 11:05

fortuna che c’è la legge sulla privacy

Oggi con la posta è arrivata una lettera, indirizzata ad Anna, dove MIDAS le ricorda che la sua auto deve essere revisionata a febbraio.
Noi non siamo mai andati da MIDAS.
Domanda: chi ha dato i dati (che non saranno sensibili ma personali) a MIDAS?
(naturalmente c’è tutta la pappardella della Garanzia Riservatezza, il che fa incazzare ancora di più)

Ultimo aggiornamento: 2009-01-29 21:05