Archivi categoria: pipponi

parcheggi rosa

[parcheggi rosa] Occhei, questo è un mio periodo di segnaletica stradale, a quanto pare. Davanti alla Mangiagalli hanno appena creato alcuni posti auto pensati per le donne incinte e le neomamme: ottima idea, almeno in teoria. I posti sono molto ben visibili, visto che l’asfalto al loro interno è verniciato di rosa; c’è inoltre il bel cartello mostrato in fotografia. Ottima idea, vero?
Peccato che, se uno faccia un minimo attenzione, all’interno del cartello sia scritto “Questa indicazione non costituisce prescrizione ai sensi del Codice della Strada”. Tradotto in italiano corrente, significa “per favore, lasciate questi posti alle mamme in attesa e alle neomamme; ma non siete mica obbligati!” L’unico obbligo è mettere il disco orario e non stare più di 90 minuti. Secondo voi, che succede in Italia, e soprattutto in un posto dove non ci sono parcheggi (salvo quello a pagamento sotto via san Barnaba, ma lì sei costrettto a pagare)?
P.S.: un centinaio di metri indietro, in via Commenda, ci sono le strisce blu; e c’è il parcheggiatore, pardon il parchegiatore, abusivo. Solo che il tipo è abbastanza stanziale, come si può notare

Ultimo aggiornamento: 2009-09-26 08:00

TNT: consegnare è un optional

Mentre rientravo da pranzo, ho visto che davanti alla sede Telecom di Via Giacosa, in un punto in cui era chiaramente visibile la guardiola, un consegnatore TNT aveva lasciato il famigerato avviso di “cliente non trovato”, dove il nome del cliente era appunto Telecom Italia. Naturalmente a TNT non gliene può fregare di meno di quello che fa il consegnatore, e non credo proprio si metta a controllare se quello aziona il neurone quel tanto che basta a vedere che se sei in una sede Telecom e devi consegnare un pacco a Telecom magari può chiedere lumi al tipo che sta lì davanti e pagato per queste cose. O magari credeva che il pacco fosse per la signora o signorina Italia Telecom, e non avendo trovato il nome sul campanello – non garantisco nemmeno il campanello ci sia, quella è una sede presidiata 24 ore su 24 quindi le guardie sono là – se ne sia andato sconsolato. (anche se la guardia non avesse voluto ritirare il pacco, avrebbe comunque tenuto lui l’avviso, no? Quindi non è stato certo interpellato.)
Ma d’altra parte la chicca maggiore è stata vedere che il foglietto era stato corretto a mano in due punti. Dove c’era scritto “Numero verde 803 868”, la parola “verde” era stata sovrascritta da “199”. Numero a pagamento, fuori credo anche dalle promozioni varie. Tanto è colpa del cliente se il consegnatore non è riuscito ad accorgersi della sua esistenza, no?

Ultimo aggiornamento: 2009-09-25 13:31

Perché non si può fare la number portability

Forse sapete che l’AGCOM, cioè il Garante delle Comunicazioni, ha imposto agli operatori telefonici di metterci al più tre giorni per il trasferimento del proprio numero di telefono a un altro operatore. Meno probabile sappiate la storia successiva; il TAR del Lazio ha sentenziato che la direttiva AGCOM era illegittima, e la scorsa settimana il Consiglio di Stato ha sospeso la succitata sentenza. In attesa che si pronunci direttamente Napolitano, la Triplice ha emesso un comunicato al riguardo.
Il sindacalese, come sapete, è forse ancora peggiore del politichese. Quello che ho scritto sopra è stato riportato così: «Il 14 settembre 2009, il Consiglio di Stato con ordinanza n° 4602 ha sospeso la sentenza del TAR del Lazio che dichiarava l’illegittimità della delibera dell’AGCOM la quale imponeva, agli operatori di Telecomunicazioni, di effettuare la portabilità del numero mobile entro tre giorni dalla richiesta.». Vi giuro che ho fatto fatica a comprendere la frase, e ce l’ho fatta solo per il contesto successivo. Ma il pippone è per qualcos’altro.
Il documento continua infatti parlando di «ricadute negative in termini occupazionali che il provvedimento sta generando con la perdita di centinaia di posti di lavoro, dei quali 400 già annunciati in Calabria da parte di Abramo Customer Care.» che immagino sia un subappaltante Telecom, anche se non è detto visto che il problema dovrebbe essere comune a Vodafone. Quei posti di lavoro sono infatti i callcentristi che ti chiamano a casa per la cosiddetta retention, vale a dire il tentativo di trattenerti usando le subdole arti delle offerte speciali in cui scopri che puoi pagare molto meno di quanto sganci adesso. Il callcentrista, poveretto, non ci può fare molto; ma a me il pensiero di qualcuno che mette su un lavoro sfruttando la burocrazia e cercando di allungare a dismisura i tempi personalmente fa davvero schifo. (Ammesso naturalmente che sia così e non una scusa: per fare una singola telefonata di retention, non è che ci voglia comunque un mese, no?)
E anche il sindacato, invece di chiedere di continuare ad allungare i tempi per far lavorare questa gente e pietire le aziende di ricercare con loro soluzioni per il loro riutilizzo, sarebbe meglio iniziasse subito a fare proposte e chiederle di discuterle., no?

Ultimo aggiornamento: 2009-09-25 07:00

Trombature eccellenti

Scopro da letturalenta che la votazione per il leader dell’Unesco ha visto vincitrice Irina Bokova, che ha superato sul filo di lana il ministro della cultura egiziano Faruk Hosni; quest’ultimo era il candidato geopolitico ufficiale, perché toccava agli arabi.
In effetti, sia la compassata Wikipedia in inglese che il più sanguigno ferrariano Foglio raccontano di come Hosni avesse affermato di voler bruciare tutti i libri israeliani presenti nella biblioteca di Alessandria (poi naturalmente ha detto di essere stato frainteso) e che comunque ha sempre avuto posizioni fortemente antisioniste se non addirittura antisemite; non esattamente le referenze migliori per diventare capo del braccio culturale dell’Onu, diciamocelo.
Poi vorrei però sapere se è vero quanto scrive Meotti, che cioè due anni fa (alla prima trombatura) il suo nome è stato lanciato da Ugo “Palmiro” Intini per conto del governo Prodi II, e chi è stato ad assegnargli la cittadinanza italiana.

Ultimo aggiornamento: 2009-09-23 12:16

libertà di riproduzione

Lo scorfano si è accorto che da oggi i post di Alessandro Gilioli terminano con la frase “(riproduzione libera)“.
Uno bastardo dentro potrebbe dire che la scritta prende in giro il “© RIPRODUZIONE RISERVATA” degli articoli del Corsera; io invece credo che sia una scelta esplicita e apprezzabile, che da un lato ricorda la differenza tra quello che scrive come giornalista e quello che scrive come blogger, e dall’altro invita alla diffusione delle notizie.

Ultimo aggiornamento: 2009-09-22 14:43

voce ancora più fuori dal coro

Dal dorso bolognese del Corsera: Coro gay sfrattato dalla parrocchia, per ordine dell’arcivescovo che riporta una disposizione dell’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger.
Ovviamente ci sarà chi prenderà immediatamente su contro Santa Romana Chiesa che compie ingiuste vessazioni contro la comunità LGBT (ecco qua un esempio, anche se non capisco bene quale sia la relazione tra gli oratori lombardi e la città di Bologna). Magari ci sarà persino qualcuno che si chiederà come mai in una città retta da una giunta non di destra non esista la possibilità di avere in uso delle strutture pubbliche per le prove di un coro, che in fin dei conti è sicuramente un modo di fare cultura.
Io sono politically Scorrect, lo sapete bene, e mi faccio un’altra domanda. Perché mai dovrebbe esserci un coro gay? I gay cantano in maniera diversa dagli eterosessuali? E un bisessuale può cantare in un coro gay, oppure deve cercarsi un coro bisessuale? Secondo l’articolo, il coro Komos è “il primo coro in Italia solo al maschile e specializzato in musica classica”. Non ho grandissime esperienze di cori, e probabilmente controtenori e sopranisti cantano solo come solisti, ma mi pare strano che non esistano cori che decidano di cantare la musica medievale e rinascimentale come era stata scritta; e in ogni caso non capisco perché, se a un eterosessuale venisse voglia di cantare su registri acuti, non potrebbe farlo in quel coro.
Ottima idea, non c’è che dire.

Ultimo aggiornamento: 2009-09-16 14:26

Stavolta tocca al Garzanti

L’anno scorso vi avevo raccontato di come il sito del dizionario De Mauro avesse improvvisamente eliminato il suo dizionario italiano (che poi è rimasto online, anche se con un nome un po’ sfigato).
Ieri più o meno la stessa sorte è toccata al sito della Garzanti. Le funzionalità continuano ad esserci, anche se nascoste: il dizionario italiano si raggiunge ad esempio a http://www.garzantilinguistica.it/it/dizionario/it inserendo come al solito il nome utente e la password con la quale ci si era registrati. In compenso, la home pagine mostra una bellllllissssssima immagine con un circolo di dizionari che gira ora in senso orario ora in senso antiorario, presumo a seconda di dove il mouse sia posizionato. Assolutamente inutile e controproducente, oltre ad avere fatto smettere di funzionare tutti gli strumenti automatici collegati al dizionario – ma magari quello è stato voluto per evitare l’abuso. Resta il fatto che il risultato finale sarà che tutti salteranno la schermata iniziale, e la Garzanti Linguistica (che poi è della De Agostini, si direbbe) avrà ancora meno visibilità. Mah.

Ultimo aggiornamento: 2009-09-10 07:00

notizie che non lo sono – san Gennaro

Titolo del Corsera: Anche San Gennaro soffre per l’influenza: niente bacio sulla teca del suo sangue.
Poi leggi l’articolo e scopri che è da anni che non viene più permesso di baciare la teca (poco male, per quanto mi riguarda, non sono mai stato un devoto devozionista), e che l’unica differenza è che non lo potranno fare nemmeno le autorità (di nuovo, sai che roba).
L’isteria è incredibile: non credo che ci fossero tutte queste scene di panico nemmeno ai tempi dell’epidemia di colera nel 1973, o più banalmente un anno e mezzo fa con tutta la monnezza sulle strade. Il tutto per un’influenza che è più contagiosa ma meno mortale della solita influenza. Forse è proprio vero che san Gennaro dovrebbe fare il miracolo di mettere in moto un po’ di neuroni… sempre naturalmente che il sangue dell’ampolla non sia stato infettato dal virus H1N1.

Ultimo aggiornamento: 2009-09-07 16:42