Archivi categoria: pipponi

Antitrust all’italiana

Finché è il Codacons a tuonare e minacciare class action che tanto in Italia non si possono fare se non in teoria, la cosa non dà alcun problema; Rienzi e monnezza (l’accostamento è puramente casuale, giuro) hanno ormai affiancato pizza, mandolino e mafia come rappresentanti l’immaginario dell’Italia.
Comincia a farmi piuttosto specie invece che l’Antitrust italiana, pardon l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con un suo comunicato affermi che «Occorre eliminare il fenomeno delle ‘prevendite’ in saldo riservate a gruppi di consumatori». Intendiamoci: se uno legge Repubblica capisce tutta un’altra cosa, ma questo non è poi così strano: se uno legge Rep. per informarsi lo fa a suo rischio e pericolo. Il comunicato stampa dell’AGCM in effetti parte col lamentarsi che l’attuale disciplina dei saldi vieti le vendite promozionali a ridosso della stagione dei saldi, e questo è indubbiamente nel suo mandato. Che però ci si lamenti perché i negozianti eludano la legge facendo promozioni per i soli affezionati clienti mi pare andare fuori dal seminato: io vedo una bella differenza tra lo sconto indiscriminato e le politiche di fidelizzazione dei clienti, no? Ma mi sa che – come anche per l’istruttoria dopo la nevicata dicembrina contro le autostrade notoriamente in concorrenza tra di loro – Catricalà sia in un momento in cui voglia farsi pubblicità…

Ultimo aggiornamento: 2011-01-07 10:47

Be bop a Lula

Così non solo Ignazio Lula da Silva ha rifiutato l’estradizione di Cesare Battisti, ma soprattutto l’ha fatto dicendo che l’ha fatto perché temeva per l’incolumità di quella brava persona. Una cosa che fa quasi (quasi, non esageriamo…) essere d’accordo con il suo omonimo Ignazio La Russa, il ministro della Difesa italiano (ma perché il Tg3 intervista lui? Capisco che Frattini conta meno che zero, ma che ci azzecca la Difesa?)
Mettiamola in questo modo: vediamo ancora una volta quale considerazione il mondo ha della nostra grande e bella nazione.

Ultimo aggiornamento: 2010-12-31 19:10

Barbara Berlusconi e l’educazione civica

In un’intervista a Vanity Fair, la figlia di secondo letto del nostro PresConsMin si lamenta della ancor per poco signorina Mara Carfagna. Questi sono problemi loro, io non intendo metterci becco. Però ho trovato piuttosto particolare la risposta della signorina B. alla domanda di quel cattivone dell’intervistatore. Cito direttamente da Repubblica:

Nell’intervista si fa notare a Barbara che, in fondo, a portare le showgirl in Parlamento è stato proprio suo padre. Lei ribatte: “Non dimentichiamoci che sono gli italiani che le hanno votate. La democrazia propone delle scelte, poi si chiede il consenso. E non mi pare che Berlusconi abbia un problema di consenso. Certo, non voglio eludere così il problema, credo che siano state fatte valutazioni superficiali, e che queste abbiano sminuito la classe politica nel suo complesso”.

Lo so, la signorina è laureata in filosofia e non in giurisprudenza. Ma non credo ci vogliano alti studi per osservare come Carfagna è stata eletta in Parlamento nelle due ultime legislature, dove non si vota per il candidato, che viene pertanto in pratica nominato dal segretario del proprio partito (il su’ babbo, se non se ne fosse accorta). Per il resto, pur non volendo eludere il problema, la chiosa di BB dice semplicemente “il mi’ babbo è amato dal popolo, e quindi fa quello che gli pare perché il popolo lo ama”. Concordo con lei sulla fine analisi politica, ma a questo punto non capisco come possa lamentarsi degli affari di famiglia.
Mi sa che Gelmini abbia ragione: una riforma dell’università è dolorosamente necessaria.

Ultimo aggiornamento: 2010-12-22 07:00

Sessismo

Visto che erano sottocosto e il prezzo era buono, abbiamo acquistato un paio di confezioni formato famiglia di pannolini Pampers. La scatola, oltre che servire come vagone del treno per i giovini, aveva un codice che permetteva di poter vincere dei libri del Battello a Vapore; le istruzioni, rigorosamente col tu, spiegavano che per prima cosa bisognava iscriversi al sito. Ma è la frase seguente che mi ha lasciato perplesso: «Dopo esserti attivata, […]»
Detto in altro modo, si direbbe che i signori Pampers (le signore Pampers?) ritengano assurdo che un essere umano di sesso maschile possa non dico cambiare un pannolino a un bambino, ma anche solo comprarli e/o iscriversi a un concorso legato ad essi; probabilmente la cosa sarebbe perniciosa ed esporrebbe il poveretto al pubblico e muliebre ludibrio…

Ultimo aggiornamento: 2010-12-14 07:00

e se io non stessi con Alessandra?

Gilioli racconta di come lo Stato non abbia erogato un euro di risarcimento alla compagna di uno dei morti nella strage di Viareggio, perché appunto era una compagna e non la moglie; ed era una compagna perché l’altro era sposato e non divorziato. (Non scrivo “non ancora divorziato” perché se avevano una figlia di 11 anni immagino che quella fosse stata una scelta).
Io non pensavo nemmeno che il risarcimento potesse essere dato a un convivente, a dire il vero. Intendiamoci: fosse per me ci sarebbe un registro formale delle convivenze, e dopo un tot di tempo dall’inizio della convivenza (un anno, tanto per evitare truffe troppo bieche) scatterebbe tutta una serie di diritti. Il fatto che non esista nulla di simile è una grande ingiustizia, anche se in questo caso non sarebbe cambiato nulla. Però come fa lo Stato a sapere che un matrimonio formalmente allo stato di separazione non esiste più da almeno un decennio? per divinazione?

Ultimo aggiornamento: 2010-11-30 15:28

il polverone di Wikileaks

Seriamente. Una volta che avete letto che il funzionario dell’ambasciata USA a Roma afferma che Berlusconi fa i festini e poi gli manca il sonno, che sembra il portavoce di Putin e fa tanti affari con lui perché l’Italia ha bisogno di energia, che è un politico incompetente, sapete qualcosa di nuovo? E se leggete che Gheddafi si fa il botulino, è ipocondriaco e gira con una procace infermiera ucraina bionda, che la Merkel viene detta mancare di creatività, che Ahmadinejad è considerato il nuovo Hitler, che Sarkozy vuol fare l’imperatore ma non ne ha la possibilità? Bastava aprire non dico Dagospia, ma Cor&Rep per saperlo, e senza nemmeno finire nei colonnini morbosi. Che anche gli altri giornali europei aprano su queste notizie di gossip è un mal comune, ma non certo un mezzo gaudio. Tutto quello che si evince è che i funzionari USA riportano quello che si sente dire in giro.
Nei documenti di Wikileaks ci sono in effetti notizie molto interessanti, come la richiesta da parte dell’Arabia Saudita di bombardare le centrali nucleari iraniane mentre la dinastia wahabita teneva ufficialmente le parti di Teheran: nemmeno questa cosa era poi così segreta, visto che un mesetto fa si parlava di colloqui segretissimi tra Israele e Arabia Saudita proprio su questo, ma veder scritta una cosa simile nero su bianco dà uno strano effetto… e dà ragione a chi pensa che da questi documenti chi ci guadagna sono i repubblicani USA, visto che possono mostrare come Giorgino Bush non fosse quel guerrafondaio, mentre l’Hillary Clinton che vuol far spiare il segretario ONU lei sì che è una cattivona. Ma tanto, come ho detto, l’unica cosa che sembra davvero interessare all’opinione pubblica è il gossip…

Ultimo aggiornamento: 2010-11-29 12:21

Deutsche Bank e le foreste

Ieri – con un ritardo piuttosto forte, non so dire a causa di chi – ho ricevuto l’estratto conto della mia Deutsche Credit Card (già Bamkamericard), e ho anche trovato il documento di sintesi sulle commissioni applicate. Ci sono commissioni comprensibili, come i 77 centesimi sugli acquisti di carburante; ladrerie istituzionalizzate, come l’1,75% di commissione sugli acquisti in valuta (rispetto al cambio applicato da circuito internazionale, nemmeno a quello ufficiale!); vessazioni incredibili, come i due euro di “spese per ogni comunicazione all’indirizzo del titolare” (come? TU vuoi dirmi qualcosa e IO devo pagarti?). Ma la cosa più strana è che l’invio dell’estratto conto è gratuito, non pago nemmeno le spese postali, mentre le “spese di generazione lettera di addebito mensile online” sono di un euro. Immmagino che la gratuità dell’invio cartaceo sia frutto della convenzione con Telecom; ma qualcuno mi potrebbe spiegare in quali spese Deutsche Bank incorre per generare l’estratto conto online?

Ultimo aggiornamento: 2010-11-25 12:47

Milano: catene sì o no?

Io non sono ancora riuscito a capire se e come sia stata promulgata l’ordinanza della provincia di Milano che istituisce l’obbligo di catene oppure gomme da neve su tutte le strade provinciali (non “del territorio provinciale”) tra il 15 novembre e il 15 marzo. Leggendo qui oserei dire che la decisione è semplicemente stata sospesa, ma con i nostri politici non si sa mai.
Ora io posso dirvi che la strada provinciale torinese che da Germagnano porta a Usseglio, dove vive mia mamma, ha da anni un bel cartello con quel preciso obbligo. Ma c’è un ma: Usseglio è a 1260 metri sul livello del mare, quella è una strada di montagna, e non è poi così strano che d’inverno nevichi anche pesantemente. La provincia di Milano (oltre a non voler spendere per mettere i cartelli sulle strade, senza pensare che il primo avvocato che si prendesse una multa per non aver ottemperato all’obbligo può tranquillamente vincere la causa dimostrando che non aveva possibilità di saperlo) è notoriamente un luogo di alta montagna, dalla cima di Palazzo Lombardia in giù. In un inverno tipico può capitare al più per due o tre volte che la Protezione Civile avvisi del pericolo di nevicate forti; logica avrebbe voluto che si dicesse “in caso di pericolo segnalato dalla Protezione Civile occorre girare con catene o gomme da neve”, e nessuno si sarebbe preoccupato più di tanto.
Un’ultima cosetta: che avere le gomme da neve non significa spendere di più, perché tanto non si consumano le altre gomme, è una palla. A parte che per due volte l’anno devi cambiare il treno di gomme, per quel poco che so le gomme da neve hanno una mescola più morbida, e quando la neve non c’è si consumano ben più in fretta. Ma in fin dei conti, «Una volta, del resto, gli specchietti retrovisori non erano obbligatori.»

Ultimo aggiornamento: 2010-11-12 12:00