Archivi categoria: io

vento

I terrazzi di casa nostra sono regolarmente spazzati dal vento anche quando non sembra essercene: figuriamoci in giornate come oggi dove il vento si sente già per strada. Per evitare che le piante ci caschino sempre per terra, abbiamo preso del filo ritorto di quello usato nelle barche a vela e ho legato le piante più grandi, bloccando il filo con un fermo. (Per i vasi nel balcone della cucina ho direttamente bucato il vaso che tanto è di plastica per assicurarmi che il tutto tenesse).
Stasera l’acero è stato sbattuto giù dal vento. L’ho risollevato e ho guardato il filo: era spaccato. Lo rimetterò doppio, ma ho come il sospetto che ci sia comunque qualcosa che non va.

Ultimo aggiornamento: 2017-04-28 21:33

OverBook (a mia insaputa)

A inizio aprile, tramite il comune amico Federico, sono stato contattato per sapere se mi interessava partecipare a un progetto di “lettura creativa” che partirà quest’autunno: gli scrittori non parleranno dei propri libri ma di quelli che sono stati per così dire “di formazione”. Rispondo di sì, in fin dei conti è sempre divertente provare a fare qualcosa di nuovo. Nella chiacchierata mi si accenna che si pensava a un evento di promozione in occasione di Tempo di Libri. Io registro la cosa e me ne dimentico, come al mio solito.
Oggi mi arriva un messaggio da Google Alert: lo apro, pensando che ci sarà stato il solito sito che distribuisce copie pirata dei miei libri, e invece scopro che questo sabato alle 19 parteciperò all’evento di presentazione di OverBook al palazzo delle Stelline. L’ingresso è libero: cosa farò, oltre che il “finto studente”, non lo so :-)

Attenti ai telefoni (nuovi)

Da un po’ di tempo il telefonino di Anna è in realtà intestato a me, infilato nel bundle con la linea di casa (in realtà visto il suo tipo di lavoro pago un’ulteriore opzione per minuti più o meno illimitati, ma questo è irrilevante nel contesto) Il problema è che in tutte quelle opzioni non sono compresi affatto gli SMS e quindi pago separatamente per 500 messaggi ogni mese (30 giorni? 28 giorni?), pagamento che è fatto separatamente a quello del telefono.
Venerdì, mentre io e i bimbi eravamo in montagna, Anna mi chiama e mi dice che non riesce più a inviare messaggi e di guardare sul sito come mai. Io le rispondo che la password non me la ricordo, ma sarà sicuramente sul mio PC che era rimasto a casa, e che poteva controllare direttamente lei. Torno domenica, poso le valigie, prendiamo e andiamo a pranzo dai nonni, e lei mi rammenta che non ho ancora fatto il controllo. Ok, le dico, chiama il 40916 e senti se hai credito. Risposta: meno 0,03 euro.
Rientrati finalmente a casa guardo cosa è successo, e mi trovo una sfilza di notifiche di SMS inviato a quindici centesimi cadauna. Le notifiche partono dal 2 aprile, quando Anna ha cambiato telefono (e SIM, ma questo non dovrebbe contare). Prendo il suo telefono e scopro che nei settaggi le notifiche sono automaticamente abilitate.
Ora direi che è una fortuna che io non avevo messo la ricarica automatica, e quindi alla fine dei conti sono usciti sette euro di notifiche. Però consiglio a tutti di controllare attentamente le impostazioni di default! (Ah, Anna vedeva gli sms flash con la notifica del corretto invio, ma pensava che fosse una feature del nuovo telefono ;-) )

Anche i secondi contano

La mia azienda ha deciso che tutti devono fare le quattro timbrature, perché pare ci fosse gente che facesse finta di nulla e si fermasse in ufficio meno del dovuto. Vabbè, tanto ci sono i tornelli e quindi tipicamente timbravo comunque a meno che mi portassi la schiscetta da casa.

La mia azienda ha anche deciso che bisogna specificare che le due timbrature di mezzo sono di inizio mensa e fine mensa, e non vengono prese così per default. Vabbè, in effetti a volte mi capita di fare cose strane. Con calma sto cercando di ricordarmi di cliccare al tornello inizio e fine mensa, anche se non sempre me ne ricordo. Ieri non me ne ero ricordato e quando sono rientrato il sistema mi ha detto “non puoi finire un intervallo mensa che non hai iniziato”: amen, qualcuno modificherà le timbrature.

La mia azienda, stante che l’intervallo è flessibile tra i 30 e i 60 minuti, ha deciso che non si può terminare l’intervallo mensa prima di 25 minuti dall’inizio. Notate: nessuno dice che un intervallo più breve viene considerato comunque di 30 minuti: semplicemente si sperava che fosse automaticamente settato anche in caso di intervallo più breve. Vabbè, c’è il trucco: si timbra normalmente per entrare e si aspetta nell’atrio lo scoccare dei 25 minuti per fare la timbratura di fine intervallo.

Oggi non c’era coda in mensa, io mangio sempre di corsa, e sono rientrato troppo presto. Vabbè, timbro per entrare e aspetto di indicare la fine dell’intervallo. Vedo che avevo timbrato l’uscita alle 12:46, erano le 13:08 e quindi erano solo tre minuti di attesa. Arrivano le 13:11, timbro, e appare ancora il messaggio: “INTERVALLO INFERIORE A 25 MINUTI”. Ora, in effetti avevo timbrato alle 12:46:18 e poi alle 13:11:12 o giù di lì: ma il nostro sistema di timbrature non considera i secondi e ce le visualizza al minuto (e dopo dieci secondi ce l’ho finalmente fatta). Ma volete proprio rendermi la vita difficile?

Ultimo aggiornamento: 2017-04-12 13:35

Per i meno mattinieri

Essendoché oggi è il π day, c’è la possibilità che io parli del pi greco fuori dalla matematica a Radio3 Rai nella trasmissione Primo movimento (9:30). Parlo di possibilità perché ho sentito il conduttore mercoledì scorso ma poi non si è più appalesato…

Aggiornamento: (16:30) invece a quanto pare sarà stanotte, dopo la Manon Lescaut, quindi intorno alle 23:30.

Aggiornamento: (15 marzo) Il podcast è qui.

Ultimo aggiornamento: 2017-03-16 10:02

Solo per i mattinieri

Domattina, in un orario non meglio identificato tra le 7:10 e le 7:30, racconterò a Snooze (trasmissione di Radio Popolare con Disma Pestalozza e Alessandro Braga) qualcosa sulla vertenza Tim, cercando di non dire nulla per cui io possa essere citato a giudizio. Immagino ci sarà poi anche il podcast.

Ultimo aggiornamento: 2017-03-13 20:13

Carta sbiancata

Come sicuramente non sapete se vi limitate a ottenere le informazioni dai media italiani, noi lavoratori TIM siamo in agitazione da mesi. L’ultima grande trovata dell’azienda è quella di spostare qualche centinaio di dipendenti dello staff (no, io non c’entro) da Milano e Torino a Roma; questo perché, come ha ineffabilmente affermato il presidente Recchi, gli spostamenti «sono delle ottimizzazioni del nostro parco di real estate. Abbiamo 7 milioni di metri quadri in giro per il paese; quindi è un’operazione di efficientamento degli spazi». Presumo che tutte le altre sedi torinesi e milanesi fossero tanto piene da non poter accettare neppure un ulteriore spillo, e quindi chiudendo via Negri a Milano e via Meucci a Torino non restasse che mandare tutti a Roma.

Bene. Ieri sera sembrava che le cose potessero miracolosamente cambiare. Come vedete dallo screenshot in alto, la trasmissione #cartabianca aveva in programma per stasera una puntata “Speciale TIM”, dove magari si sarebbe potuto sentire qualche timida voce oltre a quella dell’azienda. Ma i miracoli, come si sa, non accadono quasi mai. E infatti oggi un po’ prima delle 13, a domanda specifica alla redazione se lo speciale era confermato, la risposta è stata “lo speciale è stato fatto, ma la scaletta non è ancora chiusa”. Non ci vuole molto a immaginare come la cosa è andata a finire. Stasera si parlerà di attualità politica con Dibba e Delrio, di giustizia con Davigo e Orlando, e si terminerà ripercorrendo la lunga carriera artistica di Milly Carlucci. È ovvio che i temi di stasera sono arrivati tra capo e collo alla redazione, ed erano troppo importanti per essere rimandati. Bisogna capirli.

(Ah. A differenza di tanti miei colleghi, sono relativamente certo che la settimana prossima lo speciale sarà trasmesso. Non credo che sarà esattamente identico a quello che ieri era pronto: una settimana è un tempo piuttosto lungo ed è possibile fare in modo che altri punti di vista vengano inseriti e il resto contestualizzato)

Aggiornamento: (8 marzo) Alla fine ci sono stati 60 secondi di “speciale condensato” (che non ho visto)

Ultimo aggiornamento: 2017-03-08 09:42

Spese di spedizione di libri dagli USA

Stavo cercando un libro di racconti di Alex Kasman, Reality Conditions, in versione usata. Abebooks lo trova anche, ma i venditori mi fanno pagare dagli 11 ai 13 euro di spedizione in Italia. Io ricordo che ancora qualche anno fa (i gemelli erano già nati, quindi non può essere così tanto tempo fa) le spese di spedizione dagli USA erano sui 3-4 euro. Stiamo parlando di “shipping” vero e proprio, cioè via nave, non di corriere o cosa del genere.
Anche usando Bookfinder non è che le cose cambino tantissimo. Cosa è successo?

Ultimo aggiornamento: 2017-03-07 18:40