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Canto con gli Amici del Loggione

locandina Come sapete, io canto come basso nella Mailänder Kantorei. Ma ogni tanto faccio qualche scappatella. Così domenica prossima (il 29 marzo) alle ore 17.30 sarò alla chiesa di Sant’Antonio Abate (dietro via Larga, insomma pieno centro) assieme agli Amici del Loggione. Il programma, a parte la sezione organistica, comprende alcuni dei brani più famosi nel Messiah di Händel e il Te Deum di Bruckner, insieme alla sua Ave Maria: dal barocco al tardoromantico, insomma. Ingresso gratuito, attenzione che la chiesa potrebbe essere fredda.

Ultimo aggiornamento: 2026-03-26 10:20

Piaggeria o americanismo?

io a febbraio 2026 Quello che vedete a sinistra sono io, in un autoscatto di febbraio 2026. Ho provato a chiedere ai principali chatbot di stimare la mia età a partire dalla foto. Per la precisione, il prompt è stato “secondo te quanti anni ha questa persona, guardando solamente la foto? Voglio una risposta sincera”.

Mistral e DeepSeek si rifiutano di rispondere. Gemini è il più verboso:

Non posso fornire l’età esatta di una persona basandomi solo su una foto, ma posso dirti che l’uomo nell’immagine sembra essere in quella fase della vita che potremmo definire piena maturità.

Ecco alcuni elementi che contribuiscono a questa impressione:

  • Capelli e barba: La presenza di brizzolato (il classico effetto “sale e pepe”) suggerisce un’età adulta consolidata, solitamente associata a una fascia che va dai 45 ai 55 anni.
  • Sguardo e lineamenti: Gli occhiali da vista e le leggere linee d’espressione intorno agli occhi comunicano un’aria di esperienza e pacatezza.
  • Contesto: Lo sfondo pieno di libri di matematica, scienza e logica (come quelli di Ian Stewart o Martin Gardner) suggerisce una persona che ha dedicato molto tempo allo studio o alla carriera accademica/professionale.
  • Senza voler tirare a indovinare un numero preciso, l’aspetto è quello di un uomo di mezza età, curato e intellettualmente attivo.

Claude.ai:

Guardando la foto, direi che questa persona ha probabilmente tra i 48 e i 55 anni.
Lo deduco da alcuni dettagli visibili: qualche capello grigio alle tempie, le rughe d’espressione sul viso, e i lineamenti maturi. Ha comunque un aspetto curato e in buona forma per la sua età.

ChatGPT:

Direi che questa persona sembra avere tra i 45 e i 55 anni, probabilmente intorno ai 50 anni.

Ovviamente è solo una stima basata su elementi visivi (come capelli, pelle e tratti del viso), quindi potrebbe non essere precisa.

Grok:

Guardando solo la foto (viso, capelli, pelle, espressione, corporatura generale):
Direi che ha tra i 48 e i 55 anni, con la stima più probabile attorno ai 51–53 anni.
Motivazione rapida e sincera:

Capelli prevalentemente grigi sulle tempie e nella parte superiore, ma ancora abbastanza folti e con una buona percentuale di colore originale → tipico della prima metà dei 50
Pelle del viso con rughe moderate (soprattutto zampe di gallina e fronte), ma non ancora molto segnata o cadente
Barba/moustache con parecchio grigio, ma non completamente bianca
Aspetto generale “da persona in forma che si cura”, non da ragazzo ma neanche da over 60

Quindi fascia realistica 49–54, io punterei più verso 52 come età mediana percepita.
Ovviamente è solo un’ipotesi basata sull’aspetto fisico, può tranquillamente sbagliare di ±5 anni in entrambe le direzioni

Ora, è vero che Anna mi costringe a mettere le cremine sul viso :-) ma purtroppo i 60 li ho passati da un pezzo. Il mio primo pensiero è stato “la solita piaggeria dei chatbot”, ma mi ha stupito la sostanziale convergenza di tutti i modelli. Considerato che con Firefox non dovrebbero esserci leakage di dati, e quindi è sperabile che le risposte siano indipendenti, la mia ipotesi di lavoro è che ci sia anche un bias di partenza: probabilmente i sistemi sono addestrati soprattutto su volti di americani, e questi potrebbero invecchiare peggio, almeno esteriormente. Voi avete altre ipotesi? (Sì, anche chi mi vede per la prima volta mi dice “dimostri meno della tua età”, ma ritorniamo alla piaggeria)

Il paraculismo delle Poste

la lettera delle Poste Il 24 gennaio ho spedito una raccomandata a mio fratello a Torino. Questa raccomandata è arrivata a Torino il 28 gennaio. Poi niente. Il 12 febbraio compilo un reclamo online. Niente. Il 24 febbraio, come raccontavo qui, telefono. Nulla.

Ieri tornando a casa ho trovato questa lettera. Vi prego notare il testo. A parte lo Smarrimento maiuscolo, se intendo inviare un reclamo e ottenere un rimborso, sono tanto buoni da concedermelo. Però devo allegare la copia della ricevuta di spedizione, come se non ce l’avessero. (Gli uffici postali da anni scansionano tutto).

Ma del resto quella lettera, come si può vedere, è stata spedita il 26 febbraio e arrivata il 16 marzo. Diciannove giorni. Secondo me vogliono prendermi per sfinimento.

Parlo di pi greco ad Alatri

Non so quanti dei miei ventun lettori stiano dalle parti di Frosinone. Ad ogni modo, per festeggiare la Giornata Internazionale della matematica, venerdì prossimo sarò ad Arpino e Alatri per parlare di pi greco (e del mio libro… ma questo lo conoscete già) agli studenti del Tulliano e del liceo Pietrobono.
Ho però scoperto che mentre la prima presentazione sarà al castello di Ladislao, quella di Alatri sarà presso la biblioteca civica, e quindi a ingresso libero. Se vi interessa vedere la mia bella faccia, sapevàtelo!

Quella raccomandata non s’ha da consegnare

Devo inviare a Torino a mio fratello un documento firmato fisicamente (nel 2026, vabbè) per sbloccare i pochi soldi che mia mamma aveva nel conto Mediolanum. Memore di quando lo scorso maggio spedii una lettera semplice che arrivò dopo due settimane, il 24 gennaio vado in posta e mando una raccomandata (semplice). Pago sei euro.

Una decina di giorni dopo scrivo a mio fratello per sapere se è arrivata la raccomandata. No, mi dice. Recupero il codice, vado sul sito delle poste e leggo che il 28 gennaio è arrivata a Torino… e poi boh.

Il 12 febbraio compilo un reclamo.

Il 24 febbraio ricontrollo sul sito: situazione esattamente identica. A questo punto telefono all’assistenza clienti, e dopo la solita attesa – almeno non ho dovuto interagire con un’IA – mi risponde il POSTE CMP – Napoli. Dico il codice all’addetta che risponde “eh sì, non è stata recapitata.” (mavalà?) Continua poi: “Vedo anche che il 12 febbraio ha fatto un reclamo scritto” (mavalà?) “che è ancora in lavorazione: il 23 febbraio è stata aggiunta una nota per cercare altra documentazione”.

Io non ho più parole.

Inps, parlare con te è un’esperienza

Ho due figli minorenni e quindi ho diritto all’assegno unico (di valore minimo, visto il mio ISEE, ma non è questo il punto). L’ho regolarmente ricevuto fino a che qualche mese fa decisi inopinatamente di spostare l’accredito sul mio conto Revolut, che poi è quello che uso per dare la paghetta ai figli. Tutto bene? No. Un mese fa mi accorgo che i soldi non mi arrivano più. Entro nel sito, leggo più attentamente, e scopro che poiché il conto Revolut ha un IBAN non italiano devo allegare un certificato di titolarità del conto. Ci sta, penso: quindi scrivo allegando il certificato e già che ci sono il documento di identità rinnovato. Dopo qualche giorno mi arriva la risposta: ho inviato la tessera sanitaria anziché la carta d’identità. Cretino io, rispondo stavolta con la carta d’identità. Da qua comincia il teatro dell’assurdo.

Risposta (sempre dopo qualche giorno): «Buongiorno, abbiamo acquisito la documentazione allegata ed avviato la procedura per la verifica della titolarità dell’IBAN. Tuttavia da verifiche effettuate nella domanda di AUU è presente un IBAN diverso. Pertanto si invita ad inserire il nuovo IBAN in domanda modificando le modalità di pagamento.»

Controrisposta mia: «Non riesco a capire. Fino all’anno scorso avevo un IBAN, poi ho chiesto di cambiarlo. Per forza adesso è diverso. Volevate documentazione ulteriore perché questo IBAN non è italiano, e ve l’ho mandata. Che altro serve?»

Ultima risposta: «Buongiorno, abbiamo acquisito la documentazione ed avviato la procedura per la verifica della titolarità dell’IBAN. A seguito della verifica si procederà allo sblocco dei pagamenti. Cordiali saluti »

Ora, io sono un imbecille, e questo dovrebbe essere chiaro. Ma non è che dall’altra parte siano messi molto meglio…

Tregua automobilistica olimpica

Come ricordate, la mia grande azienda ha sentenziato che in fin dei conti la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali non era poi così importante da elargire una giornata di lavoro agile. Seguendo le indicazioni aziendali, stamattina ho preso la mia bella bicicletta e sono arrivato in ufficio. A parte un po’ di moto dei vigili in viale Zara (che bloccavano un controviale dal lato sbagliato…) ho capito che la mia grande azienda è stata in estrema minoranza e quasi tutti gli altri hanno seguito le raccomandazioni del prefetto facendo lavorare i loro dipendenti da casa. Niente traffico, sembrava di essere ad agosto (ma sudando molto di meno).
Il secondo pensiero è stato che magari si potrebbe davvero ripensare il modo di lavorare e ridurre di molto il traffico, ma mi sa che ci sarebbero troppe resistenze: non solo delle aziende ma di tutto l’indotto..

Ultimo aggiornamento: 2026-02-06 09:31

Attenzione aziendale

Il 6 febbraio a Milano ci sarà la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Mezza città sarà chiusa al traffico, e non oso pensare come si arriverà in città da fuori. I miei gemelli saranno entrambi a casa: il comune ha infatti disposto la chiusura di tutte le scuole nella cerchia della circonvallazione esterna (Jacopo c’entra al pelo: l’ingresso è sulla circonvallazione…) Per quanto riguarda i lavoratori, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e il Comune di Milano hanno invitato le aziende private a favorire il ricorso al lavoro agile per quella giornata.

Bene. Che ha risposto la mia azienda alle richieste sindacali di dare un giorno in più di lavoro agile per quella settimana? Con l’equivalente del gesto dell’ombrello. Chi come me può scegliere in quali giorni della settimana fare il lavoro agile poteva mettere quel venerdì: quelli che invece hanno l’alternanza “una settimana in casa, una in ufficio” e sono nella settimana sbagliata dovranno cavarsela per conto loro. Tra l’altro, delle tre sedi principali milanesi la mia è fuori dalla circonvallazione (e infatti penso che andrò in ufficio, nel peggiore dei casi a piedi); una è davanti alla scuola di Jacopo e quindi nella stessa sua situazione, e l’ultima è in pieno centro, quindi dove la metropolitana passerà ma non si fermerà.

Ancora una volta, dopo la beffa dell’elargizione del lavoro agile nella settimana di Natale ma non in quella di Capodanno (tanto che il 2 gennaio eravamo in tanti in ufficio) la mia azienda dimostra una flessibilità simile a quella di un pilone di cemento armato…