Ci sono brave persone

Stamattina ho preso la bici per andare alla visita oculistica di controllo (per i miei fan: ne parlo domani). Ho messo nel portapacchi la cartellina trasparente con tutti i miei esami, dentro una di quelle sacchette di plastica colorata. Arrivato a Crocetta, mi accorgo che la sacchetta c’è ancora, ma la cartellina no. Presumibilmente i masselli malmessi nelle vie del centro l’hanno fatta cadere. Torno indietro fino a piazza della Scala per vedere se la trovo: niente. Di per sé la cosa non è un dramma, perché io scansiono sempre tutto: ma è comunque una scocciatura.

Arrivo un po’ in ritardo e trafelato, spiego la cosa al dottore, e mentre lui mi visita mi squilla il telefono. Era il Policlinico (io oggi in realtà ero al Regina Elena, dall’altra parte della strada) che mi avvisa che qualcuno aveva trovato la cartellina e gliel’aveva portata. Grazie, ignoto raccoglitore!

Una casella gmail “perduta”

Stamattina mi è venuto in mente di creare una casella gmail “xmau” perché dire “dotmaudot” è sempre incasinato. Gmail però vuole almeno sei caratteri, quindi ho provato a mettere xmau00… che risultava già usato. Dopo qualche minuto ho pensato “beh, magari sono stato io a creare quell’utenza!” Peccato che non avessi nessuna idea di quale fosse la mia risposta alla domanda segreta – o meglio quella che immaginavo non funzionava – e non era indicato nessun indirizzo a cui farsi inviare un codice di conferma, o se per questo un indirizzo di forward delle mail. Una ricerca rapida nella mia cartella di posta ha stabilito che dovevo aver creato quella casella nel 2009, ma ovviamente la password non era segnata…

Per farla breve, ho provato una decina di password diverse e alla fine sono riuscito a entrare. È stato interessante notare che c’erano tipo seicento messaggi di spam… ma gli ultimi risalivano ad aprile 2016. Dopo un po’ Google si scoccia di salvare posta?

Sono su OpenMLOL

Grazie ai buoni uffici di Andrea Zanni, il mio ebook su David Foster Wallace e la matematica è su OpenMLOL. Facciamo un passo indietro: MLOL (Media Library On Line) è un servizio di prestito bibliotecario di risorse digitali, a cui sono associate molte biblioteche italiane. Però i libri in prestito tipicamente si pagano: non li paghiamo noi lettori, ma lo fanno le biblioteche (che dovrebbero avere un budget al riguardo). Poi però ci sono risorse, tipicamente fuori copyright, che sono invece liberamente distribuibili; per la lingua inglese c’è openlibrary.org, una filiazione degli Internet Archive, in Italia abbiamo appunto OpenMLOL.

La cosa più bella è che però il nome delle Elettroedizioni Bipunto è apparso ufficialmente 🙂

Torno a parlare a Torino

Venerdì 5 sarò al Toolbox di Torino per parlare a dig.it. L’evento di per sé è pensato per i giornalisti, e infatti parlerò della nuova direttiva copyright per i giornalisti, ma è aperto a tutti. Io sarò lì da metà mattina, ma parlerò al pomeriggio: sapevàtelo!

(ora devo solo preparare l’intervento)

Un mio miniebook (in regalo)

Se ricordate, un paio di settimane fa avevo raccontato di David Foster Wallace a Torino, in occasione del decennale del suo suicidio. Per prepararmi bene, mi ero scritto una serie di appunti che sono diventati così lunghi da superare il testo tipico non solo di un mio post (quello è facile) ma anche di uno su Medium. A questo punto ho ancora aggiunto qualcosa e ho preparato un ebook, pubblicato per le Elettroedizioni Bipunto che dovreste ben conoscere per i Quizzini della domenica (che tra l’altro questa settimana sono in edicola per Hachette, col titolo “Enigmi seri e meno seri”).

Chi volesse leggerlo lo troverà all’URL http://xmau.com/bipunto/dfw.html in formato epub e mobi. La licenza è CC-BY-NC, il che significa che non lo potete rivendere ma potete usare come volete il materiale ivi contenuto purché per scopi non commerciali. Buona lettura!

Oggi ATM non mi ha amato

Stamattina sono andato con Anna dalle parti di piazza Napoli. Per tornare indietro, visto che poi lei doveva andare all’Esselunga di viale Suzzani e io dovevo prendere l’auto per caricare la spesa, abbiamo preso la 90 fino a Lotto per poi andare sulla lilla. Il filobus è arrivato tranquillamente, siamo scesi in metropolitana, e una volta saliti mi sono accorto che i treni terminavano alla stazione Domodossola. Controllo sul sito: c’era un guasto tra Garibaldi e Cenisio. Saliamo e scopriamo che non c’è traccia dei bus sostitutivi, anzi non c’è nemmeno traccia di un omino ATM. Ci incamminiamo verso corso Sempione per prendere un 10: in effetti ce n’è uno, ma è fermo perché il solito coglione ha parcheggiato il suo Duster in modo tale da bloccare la curva del tram. (Nota a latere: secondo me il tram dovrebbe far finta di niente e passare. Tanto era una Carrelli, non si sarebbe fatta nulla). Proseguiamo fino al Monumentale, dove prendiamo un 33 e scendiamo a Garibaldi: a questo punto Anna dice “vabbè, faccio la spesa qua” e io prendo un BikeMi per tornare a casa. Arrivo, poso, e per una volta che non passo la tessera mi accorgo che non mi arriva la mail di riconsegna. Torno indietro: la bici è bloccata, ma non è arrivata la notifica. Chiamo l’infoline segnalando tutta la cosa, compreso numero di bici, stazione e stallo: intanto il led da verde diventa rosso. Risultato: ufficialmente avrei tenuto la bici quasi un’ora, pagando quindi la penale 🙁

Parlo (due volte) alla CICAP Fest!

Chi tra i miei ventun lettori si trova vicino a Padova ha la possibilità di vedermi dal vivo domani alla CICAP Fest. Al mattino sono all’aula Nievo di Palazzo Bo, e l’evento è anche gratuito: nel pomeriggio invece sono all’Orto Botanico a fare – se non ho capito male – uno one man show. Per il resto, non so 🙂

“si applicano restrizioni”

Martedì avevo pensato di comprarmi un paio di libri. È vero che Anna ha Prime, ma non avevo tutta quella fretta e potevo tranquillamente aspettare una settimana per la consegna. Dribblo così tutti gli avvisi di provare Prime, arrivo al pagamento, e vedo le spese di spedizione. Mi arrabbio, e lascio perdere. Poi stamattina con calma ho riguardato il tutto e ho scoperto il problema: per default c’è la spedizione standard. Evidentemente martedì ero un po’ più addormentato del solito, oppure sto invecchiando. Certo che la vita è dura.