Archivi categoria: curiosita’

Sondaggio: com’è che ci sono sondaggi così diversi?

Ricordate quando il nostro PresConsMin ha affermato che la sua popolarità in Italia è al 75.1%? Su, sono passati due giorni, ce la dovreste fare. Bene: lo scorfano ha pescato un sondaggio del mese scorso, commissionato per France24 e l’International Herald Tribune. Il sondaggio chiedeva la popolarità di vari leader mondiali a cittadini di USA, Francia, Germania, UK, Spagna e Italia. I risultati ve li potete leggere da voi: il nostro PresConsMin, pur avendo quasi il triplo dei consensi dell’iraniano Ahmadinejad, si ferma a un misero 17%, un terzo di quanto raccoglie Angela Merkel (lasciamo perdere Obama).
Vabbè, direte voi, all’estero la stampa è tutta schierata contro Berlusconi e quindi i poveri americani ed europei, non sapendo tutte le cose che Lui fa, lo snobbano. Il guaio è che se controllate bene i risultati, il gradimento in Italia è il 38%, cioè la metà di quanto lui affermi. Qui c’è qualcosa che non va: chiedo l’aiuto di voi tutti per avere un quadro – assolutamente non significativo, visto che i miei ventun lettori sono molto più polarizzati della popolazione italiana – di cosa possa essere successo. Il sondaggio è a risposta multipla, non abusatene.

(se non avete javascript abilitato, potete andare qua)

Ultimo aggiornamento: 2009-05-03 17:49

Un miliardo di vite uccise in un sorso

Dopo il Bifidus Actiregularis™, è giusto che parli anche dei fermenti Yomo RinforzoPlus, i pronipoti degli yogurt che beppegrillo™ pubblicizzava telepaticamente.
Nella bottiglietta c’è scritto che ci sono “Fermenti attivi LGG® + Actifibre&reg“, ma ormai sappiamo che quelli sono i nomi d’arte… ehm, commerciali, di comunissimi batteri. Sono andato così a leggere gli ingredienti, e ho scoperto che per l’89% c’è “latte parzialmente scremato fermentato con St. thermophilus, Lb.rhamnosus GG che ha il marchio registrato dai finlandesi, Lb. bulgaricus che fa il coro.” Poi abbiamo lo zucchero; un 3.1% di “Actifibre&reg fibre solubili” che però hanno scritto tra parentesi “(oligofruttosio)”, cosa che mi lascia alquanto perplesso; e infine amido di tapioca.
Ma il meglio arriva come sempre in fondo: mi viene garantito che la bottiglietta da 90cc “contiene almeno un miliardo di fermenti LGG”. E me lo dicono così, sfruttando il fatto che il testo bianco su rosso si legge male. Perché un conto è sapere che ci sono i fermenti, un altro conto è sapere quanti ce ne sono. Poi uno si sente leggermente sovraffollato.

Ultimo aggiornamento: 2009-04-29 07:00

riciclaggio libri on demand

Toh. Dopo la fiera del libro londinese, il Corsera ci racconta che alla libreria Blackwell di Londra. hanno presentato una “nuova invenzione”: la Espresso book machine, che in cinque minuti ti sforna un libro bello caldo manco fosse una brioche.
Stavo per scriverci su qualcosa, quando mi sono accorto che l’avevo già fatto: nove mesi fa, sempre con l’Espresso book machine, sempre alla libreria Blackwell, sempre a partire da un articolo del Corsera. Bisogna dire che il tempo non è passato invano: l’anno scorso i minuti necessari erano sette.
Non è che forse ci sia qualche piccolo problema con questa grande invenzione, che deve essere riciclata dopo così pochi mesi? (giusto per dire: secondo me il macchinario sarebbe sì utile, ma solo per i libri usciti di produzione, con la possibilità di stampare libri in formato diverso dell’A4, e con un prezzo per pagina un 20-30% inferiore, insomma sugli 8 centesimi a pagina massimo)

Ultimo aggiornamento: 2009-04-24 15:00

Sacro Romano Impero Liberale Cattolico ecc. ecc.

[contrassegno elettorale] La fantasia italica, si sa, dà il meglio di sé in periodo di elezioni, quando decine e decine di simboli elettorali vengono presentati e resi visibili un tempo dai giornali e ora direttamente sull’internette.
Molti hanno commentato sulle liste del dottor Cirillo: “Italia nei malori”, “Preservativi Gratis”, “Partito Impotenti Esistenziali” (sfondo bianco), “Italiani poca cosa..?” (sfondo azzurro), “Donne insoddisfatte e incomprese” (sfondo rosa); anche il “Pari opportunità maschili” non è malaccio, in effetti, così come “Liberté égalité fraternité” con sopratitolo “Recupero Maltolto”.
Ma la migliore lista è a mio parere quella del “SACRO ROMANO IMPERO LIBERALE CATTOLICO – GIURISTI DEL SACRO ROMANO IMPERO CATTOLICO – MOVIMENTO EUROPEO LIBERAL CRISTIANO, GIUSTIZIA E LIBERTA’ – ATUTTOCAMPO, NEL TEMPO E NELLO SPAZIO”. Chissà se c’era lo spazio per scrivere tutto il nome wertmülleriano nei moduli predisposti dal ministero… e chissà se all’estero succede qualcosa di simile.
(via Luciano Giustini)

Ultimo aggiornamento: 2014-03-05 11:05

TIANI DEMOCRIS

Io personalmente ho apprezzato i manifesti della nuova campagna del PD, con un gruppo di persone che spingono fuori dal cartello le parole che non vogliono come “povertà” o “disoccupazione”. Sicuramente meglio dell’acrostico di Casini (ah, com’è che l’UDC continua a usare bambini nella sua pubblicità?), ma non ci voleva molto.
Però si sa che il post-postmodernismo si basa sulla contaminazione e sulla parodia. Così sono fiorite le immagini di cartelloni taroccati, l’ottimo PaulTheWineGuy ha preparato due generatori di cartelloni (UDC e PD) in modo che chiunque, anche senza conoscenze di Photoshop, possa avere Un Diverso Cartellone, Personalmente Dedicato.
Detto questo, però, il cartellone di gran lunga migliore che abbia visto è quello della Fondazione Daje. Se proprio non avete voglia di cliccarci su, ve lo spiego a parole: i piddìni stanno spingendo via la parola “democristiani” che però appare sul lato opposto del cartellone. Potrei dire che il cartellone ha echi gattopardeschi, o se preferite che rievoca la famosa frase “moriremo democristiani”; ma in realtà quella versione del cartellone seipertré è la dimostrazione di come un’immagine valga più di mille parole. Occhei, l’immagine una parola ce l’ha, ma il rapporto è sempre vincente.
(sullo stesso tema c’è anche la versione altaniana del Dr. Pruno, per la cronaca)

Ultimo aggiornamento: 2009-04-23 08:54

il bello della diretta

Stasera al microfono aperto di Radio Popolare si parlava dei referendum elettorali e della data scelta per svolgerli. Al telefono c’era il professor Guzzetta del comitato promotore, che naturalmente si affannava a spiegare che non sarebbe cambiato nulla sulla rappresentatività anche se fosse passato il referendum: dimenticando di aggiungere che attualmente un partito in coalizione ha il quorum dimezzato. Ma si sa, ognuno tira acqua al proprio mulino.
Il momento più divertente è stato quando un ascoltatore ha telefonato, si è sincerato ci fosse Guzzetta, ha voluto sentire la sua voce e poi è partito a dirgliene quattro su come stesse cercando di affossare lo Stato e via dicendo (il tutto con parole pesanti ma senza parolacce bestemmie insulti: ho apprezzato molto lo stile). Non capita spesso, ma quando succede devo dire che mi diverto :-)

Ultimo aggiornamento: 2009-04-22 21:30

in effetti sono più di noi

[logo FriendFreed] Stamattina molti degli utenti di FriendFeed si sono lamentati perché l’interfaccia è improvvisamente apparsa loro in qualcosa che assomigliava vagamente all’italiano. Fortunatamente io sono risultato temporaneamente immune al morbo, dato che notoriamente preferisco le interfacce in inglese.
Guardando però il logo commemorativo, si può notare che sono state due le lingue aggiunte: l’italiano e il turco. Prima che qualcuno si lamenti per quanto siamo scesi in basso, gli faccio notare che i turchi sono più degli italiani :-)

Ultimo aggiornamento: 2009-04-15 11:06

Piazza XVIII dicembre

La stazione attuale di Torino Porta Susa si trova in piazza XVIII dicembre. Per la cronaca, il mio amico Claudio mi diceva che la stazione sotterranea che stanno facendo era erroneamente indicata essere in piazza XV dicembre, al che io ho commentato “in effetti è un po’ più indietro rispetto alla vecchia, quindi è giusto che venga anticipata anche la data”.
Ieri sera ho notato che finalmente almeno una delle targhe toponomastiche riporta il motivo per cui la piazza è denominata così: ricorda l’incendio della Camera del Lavoro torinese, avvenuto nel 1922 a opera dei fascisti. È vero che erano in pochi i torinesi a sapere anche solo il nome della piazza, che per tutti era Porta Susa: ma adesso che ci passa la metro facendo appunto la fermata XVIII dicembre magari qualcuno si era chiesto cosa si commemorasse. Ricordo che mi ero posto la domanda ai tempi del liceo: ai tempi Internet non c’era se non come serio sistema di comunicazione per scienziati e militari, e la coppia Page-Brin forse iniziava le elementari, altro che Google. Me ne andai così alla biblioteca civica di Torino a compulsare qualche enciclopedia, e scoprii… no, non scoprii nulla. Il 18 dicembre 1936 vennero comminate le Inique Sanzioni all’Italia per la guerra di Etiopia, ma ovviamente mi pareva strano che una data simile fosse rimasta nella toponomastica piemontese. Alla fine credo che dovetti chiedere lumi al mio professore di italiano, un pozzo di cultura che naturalmente lo sapeva.
La morale di questo raccontino è duplice: innanzitutto è incredibile come l’operazione di trovare un’informazione sia cambiata in maniera così straordinaria in trent’anni: secondo me non ce ne rendiamo davvero conto, e siamo convinti che la ricerca in rete sia solo un’estensione di quello che si faceva un tempo. D’altra parte, però, anche gli enti pubblici iniziano a capire che l’informazione non è un di più che fa fine giusto nelle occasioni di gala; e questa non è affatto una brutta notizia.

Ultimo aggiornamento: 2009-04-09 14:43