Archivi categoria: curiosita’

Ti chiedi chi erano i Beatles

[trafiletto da Stampa Sera del 22 gennaio 1964, pagina 8] Pungolato dalla Parolata, sono andato a spulciare l’archivio storico della Stampa per vedere quando si è iniziato a parlare del quartetto di Liverpool come degli “scarafaggi” (che poi al più sarebbero scarabei… “beetle” è un coleottero, mica una blatta!) La ricerca si è dimostrata molto istruttiva: eccone qua i risultati.
La prima occorrenza della parola “Beatles” si trova a pagina 4 del numero di lunedì 28 ottobre 1963: c’è una fotonotizia su un “Festival a Stoccolma” (dovrei controllare, ma non mi pare ci fosse stato nessun festival ma solo una tournée) con didascalia “Una ragazza abbraccia per le spalle un giovane inglese del duo «The Beatles» che riscuote grande successo al Festival del jazz di Stoccolma”. Il primo articolo vero è proprio è sempre su Stampa Sera (doveva esserci una divisione ben precisa delle notizie…) del 16 gennaio 1964, e in esso si legge sempre di «beatles» in minuscolo. Da allora comincia la beatlemania anche da noi: “L. Mannucci”, il giornalista preposto a queste notizie dall’estero, non è certo convinto dei quattro capelloni urlatori, ma le notizie sono notizie.
Finalmente domenica 23 gennaio 1964 i quattro arrivano su La Stampa a pagina 7: e qui, udite udite, c’è l’occhiello «Quattro giovanotti che si chiamano “Scarafaggi”». Peggio ancora, l’articolo inizia con la frase “I quattro beatles cioè i quattro «scarafaggi» (in realtà il nome dell’insetto si scrive con due e, beetle, ma la pronuncia è uguale) […]”. L’articolo non è firmato, ma solo siglato “g.”: presumo Gigi Ghirotti, che firma anche l’articolo a fianco sui giovanissimi del “microsolco”. E sì, la parola “beatles” è sempre rigorosamente scritta in minuscolo. È possibile che questa non sia la prima occorrenza del termine: però Ghirotti era una firma molto importante, e ritengo probabile che l’avesse creato proprio lui, vista anche la spiegazione. Si sa, l’inglese è sempre una lingua ostica :-)
[trafiletto da La Stampa del 23 febbraio 1964, pagina 7]

Ultimo aggiornamento: 2013-05-31 10:48

sigle calcistiche

Io per vent’anni almeno, prima di diventare un agnostico calcistico, ho ascoltato alla radio Tutto il calcio minuto per minuto. Per vent’anni almeno ho ascoltato tutta la discografia dei Beatles – beh, continuo ad ascoltarla: una qualche religione bisogna pur seguirla. Però ci ho messo appunto vent’anni per accorgermi che la sigla della trasmissione radiofonica era una versione di A Taste of Honey suonata da Herb Alpert & the Tijuana Brass; brano che era stato inciso anche dai Fab Four. Questo la dice lunga su come io ascoltassi la radio, immagino.
Non più tardi di mezz’ora fa Marco Scozzafava (Gattestro per chi si ricorda del lontano passato) mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo: che la sigla di Novantesimo minuto non era originale. Non si finisce mai di imparare.
(e la cosa peggiore, se volete, è che Wikipedia diceva già tutto)

Ultimo aggiornamento: 2016-06-20 10:40

come si pronuncia GIF?

Il mondo si divide in tre categorie. Quelli che dicono “i gif” (in inglese, “jif”; in IPASCII, /dzif/); quelli che dicono “i ghif” (in inglese, “gif”; in IPASCII, /gif/); quelli che dicono “usate piuttosto i PNG”. Io sono passato dalla prima alla seconda alla terza categoria.
Finalmente l’inventore del formato GIF ci dice una volta per tutte come si pronuncia: guardatelo su dotTech.

Ultimo aggiornamento: 2013-05-23 07:00

l’abitudine alla lettura

All’asilo i bimbi hanno una bibliotechina, e una volta alla settimana (il martedì per Jacopo, il giovedì per Cecilia) prendono in prestito un libro. Naturalmente, visto che non sanno leggere, si suppone che il libro venga letto dai genitori. Ancora più naturalmente i libri non sono intonsi: è meglio non sappiate quante volte ho dovuto prendere lo scotch magico per rimettere a posto le pagine strappate dal duo, e vi garantisco che non sono l’unico a farlo.
Bene: ieri Cecilia ha portato il suo libro, e ieri sera Anna gliel’ha letto, con qualche difficoltà. La difficoltà è stata chiara alla fine: le pagine del libro erano state separate da qualche altro bimbo, il cui genitore le ha riattaccate con lo scotch… a caso. Occhei, non erano rovesciate, ma erano nell’ordine inverso, come se fosse un manga.

Ultimo aggiornamento: 2013-05-17 13:12

una mappa di Internet

Internet è grande. Molto grande. Ma quanto grande, e soprattutto quando? I computer si accendono e spengono, e in ogni momento ci sono centinaia di milioni di macchine accese. Beh, qualcuno ha pensato di fare una misurazione in termini non esattamente legali del tutto. Hanno creato una botnet, cioè una rete di pc craccati a cui si può far fare quello che si vuole, e hanno voluto fargli fare per l’appunto una statistica sull’Internet del 2012.
Se volete divertirvi con le figure, probabilmente questo articolo è più che sufficiente; ma sono certo che i veri Amici della Rete andranno al papero originale. Tra l’altro, tutti i dati raccolti (anonimi, non preoccupatevi…) sono stati rilasciati nel pubblico dominio in modo da permettere a chi è interessato di fare ulteriori analisi statistiche.

Ultimo aggiornamento: 2013-05-15 13:47

Stran discount

Come probabilmente sapete, Lidl ha tutta una serie di marchi propri, che non sono mai riuscito a capire se producono in esclusiva oppure sono direttamente parte del gruppo aziendale, e che producono buona parte dei beni acquistabili in quegli hard discount. Ci sono però strane eccezioni, come Ferrero e Coca-Cola, che non disdegnano di entrare anche in quel mercato: confesso che non ho mai avuto voglia di verificare la differenza di prezzo rispetto a un supermercato normale.
Quello che mi ha stupito è vedere che lunedì scorso, tra le offerte settimanali, c’era la caraffa filtrante della Brita: insomma il top del mercato, il benchmark su cui si posizionano tutti gli altri concorrenti. Qualcuno ha qualche idea sul perché di questa scelta? Forse che Brita è “di lusso” solo da noi, e in Germania è assolutamente standard?

Ultimo aggiornamento: 2013-04-26 10:29

“inibito per policy aziendali”

Come penso capiti in molte aziende italiane, dall’ufficio non posso accedere a tutta internet: alcuni siti sono irraggiungibili, e se provo a cliccarci su finisco su una pagina interna dove campeggia l’avviso «L’indirizzo richiesto è inibito per policy aziendali.» (aziendali: plurale, sì) Per un po’ venne bloccato anche YouTube, poi evidentemente alcuni in alto in gerarchia decisero che non era il caso; sicuramente sono bloccati siti come dropbox (sigh) e 4shared, immagino per non scaricare software sui computer di lavoro. Altri siti non so: confesso che non ho mai provato a vedere che succede con youporn o anche solo chatroulette.
In questi giorni succede anche che la voce di Wikipedia su Telecom Italia sia sottoposta al cosiddetto “vaglio”: una procedura con cui la comunità wikipediana decide se la qualità della voce è tale da poterla “mettere in vetrina”, definirla cioè davvero ben fatta. Stavo dando un’occhiata per correggere qualche minuzia, tipo collegamenti multipli a distanza di poche righe, quando ho notato la frase «Nel maggio 2007 Telecom Italia vince il Premio Big Brothers Award come peggiore azienda privata in fatto di riservatezza dei dati» con link relativo (sì, Big Brothers al plurale, e “premio” in corsivo). Il link però era genericamente messo al sito, e anche il titolo – generato automaticamente – era sbagliato: così mi sono detto “andiamo su quel sito, e cerchiamo il titolo corretto”. Risultato? scopro che winstonsmith.info è “inibito per policy aziendali”. Posso essere un po’ cattivello e immaginare che qualcuno abbia bloccato il sito per ripicca?
(p.s.: detto tra noi, quella “notizia” non mi pare di chissà quale importanza da meritare di essere riportata: sullo scandalo privacy sono già giustamente presenti informazioni molto più dettagliate e di fonti più note. Però per ovvie ragioni io non posso mica toglierla :-) )

Ultimo aggiornamento: 2013-04-16 10:59

viaggio nel tempo

In ufficio ho una stazione meteo made in Lidl. Niente di che, segna la temperatura interna ed esterna (con apposito sensore) e l’ora. Martedì torno in ufficio e mi accorgo che l’orologio non si è sincronizzato con l’ora legale. Niente di strano: dentro l’open space ci sono troppe apparecchiature elettroniche e il segnale radio da Francoforte non arriva mai. A pranzo così faccio la solita operazione: faccio partire la richiesta manuale di aggiornamento, metto la stazione sul poggiolo esterno, e me ne vado a mangiare. Al ritorno riprendo la stazione: effettivamente aveva riconosciuto l’ora legale e già che c’era aggiustato l’orologio, che non è esattamente dei più precisi. Tutto bene? Quasi. Invece che segnare il 2 aprile, indicava il 22 aprile. Martedì, poi, il datario era “regolarmente” passato al 23.
Un secondo aggiornamento da poggiolino ha rimesso a posto la data, ma mi rimane il dubbio. Immagino che questi segnali siano codificati in maniera da essere relativamente resistenti agli errori di trasmissione: come è possibile un erroraccio di questo tipo?

Ultimo aggiornamento: 2013-04-05 07:00