Sembra di essere tornati a vent’anni fa, quando sugli ascensori bisognava mettere la targhetta con i periodi di blackout programmato.
Sarà anche vero che fa un caldo eccezionale, ma mi pare strano che nessuno avesse lanciato segnali sei mesi fa: tra l’altro, siamo in un momento di congiuntura bassa, e quindi le aziende non consumano tanta corrente.
Un dietrologo potrebbe chiedersi “ma non è che si voglia tornare al nucleare?”
Preciso che io avevo votato NO al referendum di allora, e che il referendum di per sé non aveva vietato le centrali nucleari. Diciamo che era stato un voto letto in maniera ampia…
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piove?
Stamattina alle 7:30 mi metto a preparare colazione, e sento uno strano rumore. È il vicino del piano di sopra che sta bagnando i fiori? No, erano due gocce di pioggia, quella che ti lascia mezzo chilo di polvere sull’auto, e aumenta il tasso di umidità fino ai dintorni del 100%.
Non pago di questo show, stamattina alle 9:30 ci sono state altre otto gocce, giusto perché avevo lasciato la Tipo con i finestrini aperti.
percentuali
Ho deciso di creare una nuova categoria del blog, per dare una maggior visibilità agli strafalcioni matematici che si trovano ovunque. “Innumeracy”, la chiama A.K.Dewdney.
Iniziamo con la frase del ministro degli Interni Pisanu, come citata da Kataweb:
Gli immigrati regolari in Italia sono il 3,8 per cento, la stessa percentuale della Spagna che però è una nazione dalle dimensioni nettamente inferiori […]
Cosa dovrebbe significare questa frase? Probabilmente che il numero assoluto di immigrati è maggiore in Italia rispetto alla Spagna. Ma quello che conta in pratica non è il loro numero assoluto, quanto quello relativo, cioè la loro percentuale. Insomma, l’inciso è assolutamente stupido.
Morta una ciclista
A pochi passi da casa mia. Una betoniera ha svoltato a destra senza pensare che magari può esserci qualcuno alla sua destra (quando pedalo io, questo lo tengo sempre in conto. Poi tanto c’è l’idiota che mi dà del pirla perché si è dovuto fermare con lo scooter mentre stavo attraversando sulla pista ciclabile, e c’era già un’auto ferma)
Naturalmente la notizia non era di sufficiente importanza per un quotidiano gratuito come City (Leggo e Metro hanno altre idee, per fortuna)
Dati Personali
Il capo delle Relazioni Industriali di IT Telecom ci ha inviato un’email in cui ci comunica che l’Azienda, nella sua infinita saggezza, ha deciso che tutti i dipendenti sono incaricati del trattamento dei dati personali. Fin qui nulla di male.
Ma ha anche detto che nessuno può essere escluso o autoescludersi. Qui il male ci sta eccome. Come può legalmente una società scaricare così il peso dei suoi obblighi?
caldo
Sondaggi elettorali
L’arte del sondaggio elettorale è sempre stata molto legata al committente: chi non si ricorda le bandierine di Emilio Fede? Né c’è poi da stupirsi più di tanto, visto che un loro effetto collaterale sta nella pubblicità, per convincere la gente che ogni resistenza è futile. Se proprio ci sono delle brutte notizie, queste vengono fornite in segreto…
Operazioni come quella di Repubblica di oggi sono però francamente esagerate. Si titola a tante colonne “Tra i Poli è l’ora del sorpasso: Ulivo e Prc superano la Cdl”, e poi scopri che il sondaggio è stato fatto su 700 persone – che sono già pochine – e di queste la metà non risponde o dice che è indecisa.
C’è un gustoso racconto di Asimov (Franchise, in italiano Oggi si vota), dove ogni quattro anni il gigantesco cervello elettronico decide qual è l’elettore per gli Stati Uniti (no, non solo per il presidente: tutte le elezioni locali sono gestite da Multivac interpretando le risposte a un migliaio di domande fatte al poveretto). Arriveremo anche noi a questo?
Nome di battaglia Lia
Sabato sera abbiamo sfidato le zanzare – beh, ci siamo spalmati chili di autan – e siamo andati al Paolo Pini a vedere lo spettacolo teatrale in questione, nel cartellone di quest’anno di “Da vicino nessuno è normale”.
Non venitemi a dire che pensavano a me: al limite questo era vero l’anno scorso, quando c’era il filo conduttore “ma i matematici sono davvero tutti matti?” Più che altro, il Paolo Pini era il manicomio di Milano, da cui il nome dell’associazione culturale.
Biglietto di ingresso, 8 €, di cui una non meglio identificata parte devoluta per le spese legali per il 25 aprile 2001. E chi si ricorda esattamente cosa era successo? Inizio teorico, ore 21:30. Siamo arrivati alle 21:40 e non si poteva nemmeno entrare, e poi abbiamo dovuto aspettare fino alle 22:10. Peggio che noi a impro.
La produzione era di chiaro stile sperimentale: tre attori del Teatro della Cooperativa – Marta Marangoni, Rossana Mola e Renato Sarti che è anche il regista – si alternano a rievocare le scene raccontate dalle donne che hanno fatto la Resistenza a Niguarda, partendo da un po’ di storia spicciola con il ricordo delle cooperative nate alla fine dell’800 quando Niguarda era ancora un comune separato da Milano. Palco spoglio, proiezione con le vie della zona alla fine, quando si racconta la morte della compagna Lia. Le storie erano un po’ confuse, perché hanno voluto lasciare le testimonianze intatte: certo che passare da una storia all’altra senza nemmeno uno stacco lascia piuttosto perplessi, e richiede un minimo di attenzione per capire che l’attrice adesso è un’altra persona.
Commento? il testo è molto interessante. Ho dei dubbi però sulla resa teatrale, oltre che essere certo che lo spettacolo non è stato affatto provato in maniera completa: non è bello che le attrici coprano il video, quando sarebbe bastato spostare un po’ il video per avere la scena completa… Spero che nelle prossime repliche – ne ho vista una pubblicizzata per metà settimana – migliori la resa scenica.