E così il Castelli l’ha scampata anche questa volta e non è stato sfiduciato. Nel dibattito al Senato si è affannato a spiegare che lui le rogatorie mica le aveva bloccate! No, semplicemente aveva letto il testo di legge che ingegneristicamente non gli sembrava chiaro, e allora aveva chiesto un parere pro veritate di quale fosse lo spirito del testo. Nel frattempo ovviamente bisognava sospendere il tutto.
Un paio di commenti. E’ vero: nemmeno io conoscevo la differenza tecnica tra processo e procedimento. Ma la cosa non è poi così strana: sono un matematico, e per me è più semplice spiegare la differenza tra estremo superiore e massimo di un insieme. Immagino che qualcosa di simile capiti anche all’ingegner Castelli: ma perché, con tutti i legulei che sono eletti al Parlamento, dobbiamo avere come Guardasigilli un ingegnere?
La seconda cosa che volevo fare notare è lo scollamento tra Governo e Parlamento. Durante il dibattito era stato detto più volte che la legge non intendeva riferirsi alle indagini – anche perché sarebbe stata incostituzionale – ma solo ai processi. Se l’ingegnere si fosse degnato di accorgersi di quello che succede nel luogo deputato a fare le leggi, magari non avrebbe avuto bisogno delle ripetizioni.
Ma in questo caso un alibi ce l’ha. Quante volte il deputato Berlusconi Silvio è stato in aula, dal 1994 a oggi?
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La polpetta "glocale"
Non è un refuso, ma un neologismo ottenuto mischiando “global” e “local”.
Non so se vi siete accorti che in queste settimane McDonald’s sta vendendo il panino McAustralia, con relative patate di cui non mi ricordo il nome. Per curiosità ho provato a prenderne uno ieri, ma non sono riuscito a capire la differenza. Posso però escludere che sia fatto con carne di canguro.
Allo stesso tempo, Burger King ha tirato fuori il panino “hawaiano”: di nuovo non capisco la differenza con quelli standard, ma non è che possa andare sempre a rovinarmi lo stomaco, no?
Il fatto è che a quanto pare la globalizzazione da sola non basta: farà tante economie di scala per la gioia delle multinazionali, ma poi la gente si scoccia. Così l’ultima spiaggia consiste nel prendere l’esteriorità delle cose locali e spiattellarle (sempre globalmente, mi raccomando!) come novità, anche se sotto sotto restano la stessa cosa. Bah.
Si pedala di nuovo
il weekend in riviera
Per i curiosoni che vogliono sapere dove sono stato esattamente in questo finesettinana, ecco un rapido resoconto.
Sabato abbiamo preso il treno da Chiavari e siamo andati a Framura, per la precisione Porto Pinocchio. Nonostante da piccino io sia andato un par d’anni ad Albenga, non mi sono trovato molto convinto dall’idea di “spiaggia” che c’era. Passi i dieci minuti buoni su e giù per strade, scale e sentieri: anzi, quelli fanno bene. Però trovarsi su un pezzettino più o meno in piano composto da una serie di sassi non è proprio il massimo, specialmente per uno che odia l’acqua e non ha nessuna voglia di infilarcisi dentro. Per la cronaca sono entrato in acqua, ma non mi sono messo a nuotare.
Domenica abbiamo visitato invece l’interno, insieme al padre di Anna. Siamo innanzitutto andati alla basilica dei Fieschi a San Salvatore di Cogorno, dove abbiamo sfoggiato la nostra cultura tirando a indovinare cosa ci fosse scritto nella dedicazione e chi fosse raffigurato nella lunetta (abbiamo indovinato!)
La seconda parte della gita è stata la chiesa di sant’Andrea a Borzone. Qui, a parte il momento culturale, abbiamo scoperto che ci sarebbe stata nel pomeriggio la sagra del gnocco fritto in onore di sant’Anna: notare l’indubbio influsso dell’Emilia, anche per l’articolo. Non avendo il tempo di aspettare la sera, ci siamo avvicinati alla trattoria lì vicino, Peirano con la i. Anche se c’era scritto “solo su prenotazione”, abbiamo pietito un posto, che fortunatamente ci è stato trovato. Ci siamo strafogati, tanto che per secondo ci siamo presi solo un po’ di fritto misto, il tutto per un totale di 15 euro a testa. Che gioia.
di chi è la colpa?
questo weekend quattro ragazzi sono morti travolti da due treni, mentre attraversavano i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate. I quotidiani nazionali per la verità non hanno dato tutto quel risalto alla notizia, tranne Repubblica che è subito andata a intervistare i parenti, uno dei quali ha detto che non è possibile lasciare un passaggio a livello così, senza un custode o una rete per bloccare l’accesso.
Visto che nessuno ha il coraggio di dirlo, lo scrivo io. Quella è una cazzata enorme, e l’unica attenuante è che è stata detta in un momento di choc. Non stiamo parlando di un passaggio a livello incustodito con semplice segnale luminoso o acustico, ma di un normalissimo sistema con una sbarra abbassata, che non si può certo oltrepassare per disattenzione o per sbaglio, e ogni bambino dai sei anni in su dovrebbe sapere che passarla è pericoloso. Qui abbiamo una corrente di pensiero che vuole abdicare da qualsivoglia responsabilità, e pretende che ci sia qualcuno che faccia i controlli per lui…
Il divo Giulio e la mafia
Finalmente è arrivata la motivazione della sentenza che ha più o meno assolto Andreotti dall’accusa di essere colluso con la mafia. In pratica, i giudici hanno detto “fino al 1980 lui era colluso, ma quei fatti sono andati in prescrizione; dopo invece ha cambiato idea e si è messo a combattere la mafia”. Ma “sarà la Storia a giudicarlo”.
Ora, potremmo anche ammettere che il buon Andreotti abbia avuto legami con la mafia, anche se mi sembra più verosimile dire che aveva dei referenti siciliani dei cui amici non si è mai curato troppo. Ma ha senso che un giudice in una sentenza dia dei giudizi “storici”? non dovrebbe limitarsi ai fatti?
Il metasondaggio
Sabato, sulla Stampa, Minzolini ha intervistato il nostro Premier. Alla domanda “ma non si preoccupa che i sondaggi stiano fotografando il sorpasso del centrosinistra?” la Sua risposta è stata semplicemente fantastica: “Ma io ho fatto commissionare un sondaggio sui sondaggi, e ho visto che la gente dice così per pungolarci!”
Un sondaggio sui sondaggi. Se dovessi fare un match di improvvisazione col Silvio, sarei battuto alla stragrande.
Trenitalia
Anch’io ho commesso un errore: non ho pensato a cosa poteva accadere venerdì scorso, con uno sciopero dei treni dalle 9 alle 17. “Ma tanto il mio treno parte alle 18.10, che problemi ci possono essere?”
C’erano. Non a livello di chi voleva andare in Svizzera, e si è sentito dire «Causa protesta sindacale interamente terminata alle ore 17, il treno n. 36 Cisalpino delle ore 18.10 è soppresso.» (sottolineatura mia: non ci credevo ma l’hanno ripetuto più volte). Ma anche se ero arrivato in stazione mezz’ora prima, ho scoperto che il treno che dovevo prendere non si formava a Milano, ma arrivava da Venezia. Perché un treno da Venezia a Livorno debba passare da Milano, sfugge alla mia comprensione, ma quello è un altro problema. Il vero guaio è stato che il treno era completamente prenotato e preso d’assalto: il risultato è stato che ci siamo fatti il tragitto Milano-Genova in piedi in mezzo al corridoio, cercando di calmarmi con i mantra per non ammazzare quelli vicino a me. E non parlo nemmeno della mezz’ora di ritardo, quella non è poi stata così grave!
Essendo però io un ragazzo intelligente, sabato mattina sono andato in stazione e ho prenotato i posti per il ritorno. E in effetti è stata una scelta azzeccata: c’era un po’ meno gente dell’andata e forse due posticini li avremmo trovati prima che il treno arrivasse a Rapallo, ma volete mettere la tranquillità?