Oggi in aereo ho ripreso Libero. Il giubbotto non c’è più, ma in compenso con soli euro 4.50 è possibile avere il giornale e due utilissime bande rifrangenti da usare come bracciali, da tenere in auto ma anche nello scooter e nella bicicletta. Concordo sulla loro utilità, ma mi pare difficile conservarle in bici…
Ma non volevo parlare di questo, e nemmeno dei punti di vista degli editorialisti sui grandi temi di questi giorni – che a dire il vero sono interessanti, perché fatta l’inevitabile tara politica resta comunque dell’informazione che non si trova altrove.
No, la cosa che mi ha colpito di più è stata l’intervista a Renato Brunetta, notissimo economista ed europarlamentare italoforzuto, che si scaglia contro la legge Gasparri, che è a suo dire ingiusta. Sulla foto che campeggia a fianco dell’intervista non dico nulla, anche perché esporrei il fianco ai commenti sulle mie foto. Per il resto, ecco qua.
Il tetto del 20% del mercato integrato della comunicazione consente a Mediaset di comprarsi i suoi concorrenti e altri giornali? “E’ un esempio ridicolo. […] Nessuno sa cosa succederà su un mercato in violenta espansione”. Mi sono perso questa violenza nell’espansione, sono davvero distratto. E ancora, “Nessuno conosce la grandezza della «torta», cioè l’ammontare complessivo delle risorse del mercato integrato”. Spero che i consulenti economici di Gasparri abbiano avuto almeno loro qualche idea al riguardo.
D’altra parte, “Le imprese italiane sono piccole sul piano globale, quindi poco competitive e possibili preda di raider internazionali” (si è visto…) Ma niente paura, Ciampi ha ragione a dire che il duopolio pubblico/privato è inefficiente. Ma la colpa – pardon, l’origine. Non mettiamo in bocca al nostro economista parole non sue – di questo è della RAI. E voglimo ancora parlare dell'”asimmetria inaccettabile che produrrà effetti perversi”, cioè l’impossibilità fino al 2009 per le imprese televisive di acquistare un giornale? E’ vero che i nostri gruppi editoriali caracei non hanno troppi soldini: ma “se un editore mondiale compra il gruppo Rcs, per poi acquistare Mediaset”?
Finalmente svelato il piano segreto della sinistra per conquistare l’Italia. Grazie, Brunetta…. e grazie, Libero!
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Cultura generale
sì, viaggiare
Beh, questa volta il posto era preassegnato (fila 6, anche se da Vero Incontentabile mi sono fatto spostare nella 24 per sfruttare i centimetri in più dell’uscita di emergenza. Ci hanno fatto persino atterrare sul finger dell’area voli nazionali. In compenso ho aspettato un quarto d’ora alla cooperativa per il taxi, pardon autonoleggio con conducente, e gli ho anche spiegato come si arriva in IT Telecom con i nuovi divieti.
La cosa più divertente è stata però a Linate, sul pulmino: è arrivato uno, ha cercato il “signor Casanova”, e gli ha detto “scusi, le abbiamo sbagliato il posto, ecco qua il nuovo tagliendo”. Wow!
come non detto
Me ne sarei già dovuto accorgere ieri pomeriggio, ma stamattina ne ho avuto la conferma. Altro che esodo: semplicemente i milanesi sono tornati in città il lunedì mattina. Oggi ho impiegato in auto 55 minuti per andare in ufficio, esattamente lo stesso tempo che ci metto in bici senza correre – e oggi non sarebbe stato nemmeno tanto caldo…
che palle.
inizia l'esodo
Ma Libero è un giornale?
No, prevenuti che non siete altro. Non sto commentando gli articoli in esso presenti, né il suo direttore. Devo dire che da questo punto di vista preferisco la Padania che è molto più divertente: ma non possiamo esagerare. E poi ci sono gli sgub: giovedì sera, quando sull’aereo ne ho preso una copia, mi sono trovato l’inserto sulla relazione degli ispettori dell’ingegner Castelli sulla procura di Milano prima che essa fosse resa pubblica… mica cazzi!
No, il mio è un problema di tipo leggermente diverso. Sulla testatina c’è scritto che Libero costa 1 euro. Ma è specificato che lo puoi pagare €5.90 con il libro; €7.00 con il giubbotto catarifrangente da auto; €3.00 con il raccoglitore schede; €5.00 con la “VHS Berlusconi”. Inoltre c’era l’annuncio che da sabato, con solo un euro e mezzo in più, avremmo potuto avere l’etilometro tascabile per sapere se abbiamo bevuto troppo.
Ora, niente da eccepire sulla sinergia con la campagna di sicurezza stradale, e nemmeno sul video del Cavaliere, anche se a dire il vero non è che rischiamo di non vederLo in altro modo. Ma qui più che un quotidiano mi sembra di avere un minimarket…
zzz
vecchiaia
Ieri mattina una consulente qui a Pomezia mi saluta con “buongiorno”.
Oggi dopo pranzo un’altro consulente che doveva prendere lo zucchero per il caffè mi fa “scusi”.
O sono diventato improvvisamente vecchio, o le politiche di inserimento collaboratori interni impongono rispetto per il dipendente con collarino rosso. Chissà fin dove posso sfruttare la cosa…