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matematto non praticante

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Guardando le pagine web da cui si è arrivati al mio sito, ho scoperto che la mia pagina antispam è citata qui.
Mi chiedo se ciò sia bello oppure no.

il quiss del giorno

Via il neoquarantenne Leo, il quiz stupido di oggi è di che partito sei?. Intendiamoci: questo è il modo in cui un americano vede i partiti, il che non credo significhi molto nella patria di Minimo D’Alema. Ad ogni modo, il mio risultato è stato:
Democratico 83%
Verde 83%

Socialista 50%
Anarchico 50%
Comunista 42%
Repubblicano 25%
Fascista 8%
Nazi 0%
(quest’ultimo era difficile da ottenere, così ad occhio)
Siete avvisati.

Lavori non ottimali

Stanno rifacendo (era ora…) la pista ciclabile sul Naviglio Pavese, che sfrutto per qualche centinaio di metri quando vado in ufficio. Hanno buttato giù un bello strato di asfalto, ma in un paio di punti non hanno messo abbastanza catrame e quindi le pietruzze si stanno già staccando: non oso pensare cosa succederà questo inverno con il gelo.
Per la cronaca, ho provato a scrivere a riguardo all’assessore provinciale: vediamo se ci sarà risposta.

La saga del radiocomando

Premessa: quando Anna ha comprato la casa dove viviamo, ci sono stati dati due radiocomandi: uno apre il cancello e il box, l’altro solo il box. La divisione è stata ovvia :-)
Dopo due anni mi sono però scocciato di dovere aprire sempre il cancello con la chiave, e ho pensato “vabbé, spendiamo un po’ di soldi ma facciamoci una copia di questo radiocomando”, sfruttando il fatto che Anna non se l’è portato in Kazakistan. Dopo una faticosa ricerca, ho trovato un negozio di ferramenta in via Montello che li duplica (e ha anche dei buoni prezzi per copiare le chiavi, il che non fa mai male). Il guaio è che il primo giorno che sono passato non aveva i radiocomandi. Passo il giorno dopo, il tipo ci lavora un po’ e poi mi dice “sembra crittato” (non so cosa significhi, ma non importa) e che probabilmente occorre mandarlo in un centro specializzato, attesa prevista dieci giorni. Però se glielo lascio una giornata prova a vedere se riesce a farci qualcosa col modello di classe superiore, che mi farebbe comunque pagare lo stesso trenta euro in qualità di betatester. Non avendo fretta, accetto. Recupero quindi il nuovo telecomando dopo il weekend: il tipo mi chiede solo di telefonargli per assicurarsi che funzioni. Peccato che il radiocomando sia molto bello ma non faccia nulla (con conseguente “porco qua porco là” dall’altra parte della cornetta :-) )
Insomma, sono tornato alla casella uno. Suggerimenti? Per la cronaca, il radiocomando è della Nice.

Fiera del Libro 2005

Avevo annunciato il mio passaggio in quel di Torino per andare alla Fiera del libro, ma poi mi sono dimenticato di postare il mio resoconto. Non che in realtà ci sia molto di diverso dal solito. Gli ex-colleghi Tilab sono una costante degli incontri: già prima di entrare in Lingotto sabato sera mi sono imbattuto in Giovanni Martini e consorte, mentre tra gli stand ho incontrato Roberto Pacifici. Visto che la quota era inferiore al minimo sindacale, sabato mentre pedalavo verso casa ho visto anche Roberto Beretta… inutile, sono il figlio degenere di una grande famiglia.
Nonostante tutti i proclami di grandezza, venerdì sera non mi è sembrato ci fosse tutta quella gente; sabato purtroppo la situazione era molto peggiore, come del resto ci si poteva aspettare. Ma non è colpa mia se l’interregionale da Milano è riuscito ad accumulare venti minuti di ritardo perché si vede che non voleva fare sentire al disagio l’intercity che era rimasto fermo a Milano per non meglio precisato guasto… i miei tempi sono per forza ristretti.
Per quanto riguarda gli stand, come sempre ho saltato a piè pari quelli degli editori noti, per dedicarmi alla caccia di chicche tra i piccoli: il risultato non è stato troppo devastante per il portafoglio, già duramente provato il mese scorso. Un paio di libretti dal Melangolo, una guida musicale da Carocci e un libro fantasy di un mio ex compagno di improvvisazione teatrale, oltre a una maglietta linuxara. Parlando di amici, ho rivisto come sempre con piacere Isa, oltre ai “soliti noti” (nel senso che facevo più in fretta a vederli a Milano…) Zop, DElyMyth e William Nessuno, prima di crollare sfibrato e con le vesciche ai piedi – sbagliato scarpe, lo ammetto.

Radio Popolare: il meteo

Per anni le previsioni di Radio Popolare erano altamente attendibili, nel senso che se dicevano “oggi sarà una bella giornata” non c’erano dubbi: ombrello in borsa. L’anno scorso stranamente si era verificata un’inversione di tendenza: le previsioni erano diventate generalmente corrette. Come si può immaginare, la cosa mi aveva sconcertato non poco, anche perché è sempre difficile cambiare un’abitudine.
Fortunatamente le cose sembrano tornate alla normalità: stamattina sia il GR nazionale che quello lombardo mi assicuravano sereno, e quando ho tirato su le tapparelle ho visto il cielo completamente coperto.

percentuali sparate

Oggi su Repubblica si parla della scarsa diffusione dei farmaci generici, vale a dire quelli che contengono lo stesso principio attivo dei nomi più blasonati ma sono prodotti da altre case farmaceutiche e costano generalmente parecchio in meno.
Secondo l’articolo, “dal 2001 ad oggi il mercato dei generici è passato dall’uno per cento al 10.1 per cento e le prescrizioni al 22 per cento”. Questo significa che in questo momento una ricetta su cinque contiene la prescrizione di un preparato generico, ma in un caso su due viene preso il farmaco “di marca” con il principio attivo corrispondente, nonostante – se non ricordo male – in questo caso il mutuato debba pagare di tasca sua la differenza.
Ma c’è un’altra possibilità, che mi pare ancora peggiore: che cioè la diversità delle percentuali è dovuta al fatto che se uno va in farmacia e chiede un’aspirina, gli danno un’Aspirina ™ Bayer, e non certo il generico corrispondente. Ma in questo caso abbiamo che metà degli acquisti di medicine sono di prodotti da banco: siamo un popolo di malati?