È molto raro che io vada al cinema. Devo proprio essere trascinato da Anna. (D’altra parte non guardo nemmeno molti film in dvd o in tv, non faccio preferenze). E quando ci vado non mi viene nemmeno in mente di recensire il film: l’ultima opera di Salvatores l’abbiamo infatti vista domenica scorsa.
Devo dire che non mi è dispiaciuta questa incursione nel noir, con una Bologna dove piove sempre quando non nevica, a differenza di una Roma solare. Certi “colpi di scena” sono di una prevedibilità assoluta, ma in fin dei conti io mi accontento di poco. La registrazione in alta definizione rende anche piacevole vedere il film al cinema, e la colonna sonora – a parte le incursioni del mio datore di lavoro con le risponderie… – è un bell’equilibrio tra impegnato e trash. Pollice su, insomma.
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Propaganda referendaria
Mentre andavamo a votare, siamo passati dai giardini di Piazzale Massari, dove c’erano i tabelloni per i manifesti elettorali. Tra i soliti manifesti per il sì, ne spuntavano due del Comitato Scienza e Vita, che invitavano all’astensione.
Ora, è ovvio che una singola persona può decidere di astenersi. Per quanto a me la cosa non piaccia in generale, c’è libertà di propagandare quello che vuoi, e se ti paghi gli spazi commerciali puoi anche mettere manifesti al riguardo. Ma non mi pare che la normativa di legge (articolo 4 comma b della legge sulla par condicio: le successive modifiche della legge 303/2003 non hanno toccato quell’articolo) permetta di usare gli spazi assegnati ai referendari per l’astensione. Dove si va a denunciare?
Hanno liberato Florence e Hussein
Mi sembra come minimo doveroso gioire anche per loro, anche se non sono “paisà”. Ne mi importa sapere se Chirac ha pagato un riscatto, e se è stato più o meno alto di quelli nostrani.
E già che ci sono, se è vera la notizia che sono stati recuperati i resti di Enzo Baldoni, stavolta devo plaudere a Maurizio Scelli, che dopo la trombatura elettorale ha smesso di fare il protagonista e si è messo a lavorare in silenzio.
mi correggo
Non è vero, come avevo scritto qui, che ATM non si fosse accorta che l’11 passa da piazzale Lagosta. Semplicemente si erano portati avanti col lavoro, dato che da domani lo devieranno. Beh, quando ho guardato il sito l’altro giorno, a dire il vero, gli facevano ancora fare il capolinea solito in Testi invece che in Largo Mattei, e oggi continuano a essere convinti che le fermate in zona Bicocca saranno insieme a quelle del 7, ma non stiamo a sottilizzare…
ve lo dico subito
Se qualcuno mi manda SMS per dirmi di andare a votare e/o come votare (o peggio ancora, per dirmi di NON andare a votare), io mi incazzo. Non parliamo poi se mi arriva un’email fatta con lo stampino. Accetto solo discussioni a voce. Non per altro, ma sto diventando sempre più intollerante verso chi pretende che tu faccia quello che lui vuole, e non vuole nemmeno fare fatica per farlo. (A parte il fatto che ho già espresso la mia dichiarazione di voto…)
Torino gialla e nera (libro)
Renzo Rossotti ha scritto per Newton Compton alcuni libri interessanti a riguardo delle curiosità relative a Torino, dai suoi palazzi alle vie ai misteri legati alla città. Ho così comprato con fiducia questa sua ultima opera (Renzo Rossotti, Torino gialla e nera, Newton & Compton – Quest’Italia 2004, p. 264, € 18, ISBN 88-541-0157-5) che parla dei casi subalpini di cronaca nera; mal me ne incolse. La struttura dei capitoli, qualche paginetta per ogni singolo fatto, potrebbe ancora andare bene per dare un taglio giornalistico al libro: ma mischiare in modo gratuito fatti e commenti personali come ha fatto Rossotti mi ha fatto più che altro venire in mente Novella 2000, che ha indubbiamente il suo affezionato pubblico ma il cui target è ben diverso da quello dei probabili acquirenti. Sembra che le cronache locali durante i processi siano più degne di attenzione che la storia dietro i delitti… Nella sezione dedicata ai gialli nei dintorni di Torino, aggiunta probabilmente per rimpinguare il testo, troviamo anche un riferimento a Cogne, cioè a un fatto per cui c’è ancora un processo in corso. L’avvocato Taormina sarà fiero di lui: io sicuramente no.
il partito di Prodi
Prendiamo per buoni i dati del sondaggio sulle intenzioni di voto con o senza la lista Prodi: d’altra parte, è quello che ci passa il convento. Si vedono delle cose parecchio interessanti.
(a) La Margherita, con o senza Prodi, è alla frutta. (Per fortuna, mi verrebbe da dire).
(b) Tolti DS, Margherita, e Rifondazione, il resto della coalizione è peggio di PRI, PSDI e PLI ai bei tempi, e sono insomma irrilevanti.
(c) Una lista Prodi toglierebbe voti ai DS più che alla Margherita: non solo in assoluto, ma anche in percentuale. (Per gli altri partiti, non ha nemmeno senso fare questi conti, le percentuali sono troppo scarse)
(d) sono sicuro di avere letto – ma adesso non riesco a trovare il riferimento – che questa lista non prenderebbe poi tanti voti da destra, il che non è poi così strano; in compenso convincerebbe parecchi astenuti a recarsi alle urne. (Se Prodi fa venir voglia di andare a votare, si può immaginare quanto i partiti attuali siano benvoluti)
Chissà se certe segreterie di partito hanno fatto gli stessi conti.
Contratto di somministrazione
Se non ho capito male, è una delle invenzioni della cosiddetta Legge Biagi, con un’azienda che “somministra” lavoratori ad altre manco le persone fossero delle medicine da prendere ogni tanto. Quel tipo di lavoro sarà anche ben più moderno del caporalato, ma potevano trovare un nome un po’ migliore, no?