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matematto non praticante

Passeggioco

Oggi siamo andati oltreconfine, per partecipare a Passeggioco: ufficialmente una specie di caccia al tesoro promossa dal supermercato ticinese Migros in occasione del suo settantacinquesimo anniversario, all’atto pratico un modo per mangiarsi un po’ di prodotti tipici ticinesi con la scusa di una passeggiata dalle parti di Bellinzona. Nel caso vi chiediate come mai sapessimo dell’esistenza di una simile manifestazione, la risposta è semplice: non certo l’ascolto cella Rete 3 della radio svizzera italiana, ma molto più semplicemente l’ottimo Aldo Spinelli che è stato uno degli organizzatori – portandosi dietro moglie figlio ragazza del figlio e cane – e ancora a luglio mi aveva preannunciato la cosa.
L’unico vero nostro problema è stato l’orario di partenza. Non avendo la vignetta non abbiamo potuto prendere l’autostrada in Ticino, e quindi ici sono volute due ore per arrivare a Sant’Antonino. Sapendo che l’inizio era fissato alle 9:30, siamo partiti alle 7:30 (rhm, diciamo 7:45, si sa com’è), arrivando tra gli ultimi ma comunque in tempo. L’organizzazione svizzera non è riuscita a fare uscire il sole, ma almeno non c’è stato il diluvio: solo qualche goccia d’acqua ogni tanto. In compenso, Aldo ci raccontava di una signora di una certa età che si era iscritta ed è arrivata la mattina dicendo che purtroppo non poteva partecipare perché non stava bene… sono pazzi questi swizzeri! Alla fine comunque c’era una novantina di squadre, e la cosa più piacevole è che c’erano molte famiglie con bambini, e insomma una sensazione piacevole.
Per il resto, le prove consistevano nel farsi una decina di chilometri nella valle vicino al lago di Locarno, andando da uno all’altro dei produttori: a ogni tappa venivano date alcune domande a cui rispondere, ma soprattutto occorreva risolvere una prova pratica, dall’impilare il maggior numero di bastoncini senza farli cadere al soffiare su una pallina da pingpong all’interno di un bicchiere per rmandarla in un altro. Ma il vero scopo della prova era mangiare e bere i prodotti locali (pardon, “nostrani”: in Ticino ogni tanto le parole sono diverse), e il camminare serviva appunto a sentirsi meglio. Per chi proprio non voleva muoversi troppo, c’era persino uno di quegli articolati a forma di trenino che raccoglievano i più stanchi, con un autista che era completamente fuori di testa.
Non so se si potrebbe fare una cosa del genere dalle nostre parti: forse in mezzo alla pianura padana, dove magari ci sono ancora cascine e produttori, e soprattutto ci sono strade dove sguinzagliare trecento persone senza che rischino di essere presi sotto. Comunque posso garantire che mi sono divertito, anche se non ho certo vinto!

Alitalia e gli smacchi

Berlusconi, almeno in questo momento, non sembra essere molto sicuro di riuscire a ottenere qualcosa per Alitalia. Basta vedere la sua dichiarazione odierna: «Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole da alcune categorie di dipendenti: in questo noi vediamo la forte influenza della sinistra che, pur di dare smacco al governo, non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portasse i libri in tribunale: spero che questo non accada».
Nulla da eccepire sul comportamento di alcune categorie di dipendenti (i piloti in primis, giusto per non fare nomi di categorie). Chi però non ha ancora la mente obnubilata del tutto può ricordarsi che a fine marzo, durante la trattativa con Air France, la situazione fu esattamente la stessa (sempre con i piloti). Immagino che il nostro PresConsMin sia convinto che ai tempi ci fu la forte influenza della sinistra che, pur di dare smacco al governo, ecc. ecc… pur essendo la sinistra al governo. Beh, a rileggermi potrebbe anche avere ragione :-(
Ah, una notizia che non mi pare nessuno abbia rimarcato. Nelle trattative al momento le sigle sindacali presenti, delle nove in cui i piloti sono divisi, sono la Triplice CGIL-CISL-UIL e l’UGL. Insomma abbiamo avuto lo sdoganamento dell’ex CISNAL. I tempi sono davvero cambiati.

ma che bella giornata!

[grandine] Oggi siamo stati a Usseglio per festeggiare i primi settant’anni di mia mamma (occhei, gli anni li aveva compiuti domenica, ma il pranzo era oggi). Tornando giù verso Milano, a parte avere dimenticato su in montagna una montagna di roba, ha iniziato a piovere. Arrivati a Cafasse, ha iniziato a grandinare, col risultato che si può vedere nella miniatura qui in cima oppure più in grande su 4shared (unodue).
Poi aveva anche smesso di piovere, se non che entrati in autostrada ci siamo trovati una seconda grandinata (mancano le foto, e comunque avrei dovuto fare quelle degli idioti che si fermavano in mezzo alla carreggiata sotto il ponte). Come ciliegina sulla torta, un chilometro di coda a Carisio per un incidente. Bel riposo, no?

Una gita a… Marzio

Visto che ormai il fisico non ce l’ho più, Anna mi ha convinto che dovremmo andare nei weekend a fare un po’ di camminate in montagna, almeno finché la stagione regge. In fin dei conti l’anno scorso ci eravamo anche comprati A piedi in Lombardia – vol. 1, e quindi dovevamo sfruttarlo, no?
Una mia attenta pianificazione delle distanze da percorrere mi ha convinto che il posto migliore per iniziare era l’anello piccolo di Marzio, e così domenica scorsa abbiamo sfidato la minaccia di pioggia e ci siamo avventurati verso il profondo nord dell’Italia. Marzio è un posto che se non sai che c’è non lo troverai mai: a due passi dal lago di Lugano, tanto che il mio telefonino ha deciso di passare sotto il gestore svizzero; la strada per arrivarci è sufficientemente nascosta per non essere trovata a meno che uno non abbia un GPS o un’ottima cartina, e credo che sia l’unico posto in Italia che ha pensato di costruire una terrazza panoramica in stile Ventennio per ricordare il centenario della Prima Guerra d’Indipendenza (sì, i conti non tornano, lo so). Ad ogni modo, ci sono vari percorsi che partono dal paese; oltre ai sentieri ci sono anche strade militari che permettono di non perdersi più di tanto, anche se ogni tanto ci si confonde perché improvvisamente spariscono i cartelli e le indicazioni: non garantisco che abbiamo seguito esattamente il percorso indicato nella cartina, ma abbiamo toccato tutti i punti fondamentali, e siamo anche stati gratificati dalla vista di un pezzo del lago di Lugano, oltre che da qualche goccia di pioggia che fortunatamente non ci ha bagnato più di tanto. Il posto sembra insomma interessante per ulteriori giri, anche se visto il tempo odierno mi sa che si riprenderà a tarda primavera :-(
Chi ama le foto, può trovarne qualcuna qui.

Oosah: un terabyte per i tuoi file multimediali

[logo di Oosah] Un terabyte è tanto, tanto spazio. Per dare un idea, sono più di duecento DVD. Eppure Oosah osa :-) regalarvelo.
L’ho provato. Innanzitutto c’è un’interfaccia flash9 che può infastidire qualcuno, e soprattutto si possono solo postare file multimediali di tipi ben specifici: ad esempio, per l’audio è solo accettato l’mp3, e un formato di testo come pdf non è permesso. Se uno si fida, può garantire al sito accesso a YouTube, Flickr e Picasa per poter vedere tutti i propri set; altrimenti può caricare e gestire le foto con un’interfaccia tipo file manager e una grafica relativamente innovativa (mentre il tutto si carica il testo appare sfuocato). Si possono raggruppare le foto in gallerie, e dare eventualmente accesso libero o protetto da password.
Tutto sommato, Oosah può essere un buon metodo per avere un backup delle proprie foto, anche se non mi fiderei certo a usarlo come unico sistema di archiviazione, visto che il sito potrebbe sparire da un momento all’altro.
(via DElyMyth)

Quiss: le cento parole inglesi più comuni

Via layos, ecco un simpatico giochino che vi occuperà per esattamente cinque minuti: indicare le cento parole più comuni nella lingua inglese. Io mi sono fermato a 37, ma posso accampare la scusa che l’ho provato subito dopo pranzo. Buon divertimento!
Aiutino: la prima parola della lista è “the”…