IA istruzioni per l’uso (libro)

Uno prende un libro come questo per avere uno sguardo necessariamente ad alto livello su cosa sta succedendo nel mondo dell’intelligenza artificiale. Solo che dalla lettura non si recupera molto. La prima sezione, con la storia dell’IA, è schematica ma corretta, anche se non direi che le IA “imparino con l’esperienza” (pag. 11). Più che altro si adattano meglio, ma per fare questo non serve una IA, c’era il famoso computer per giocare a tris di Martin Gardner. Proseguendo, la seconda sezione sulle frontiere dell’IA e le nuove tecnologie è però un continuo snocciolare di “l’IA potrà fare questo” (anche su temi per cui si dice la stessa cosa da decenni) e una sfilza di citazioni di articoli di cui non si può sapere nulla d’altro. Le uniche sottosezioni che mi sono piaciute sono la 12 e la 13, sull’IA per studiare il cervello e per creare gemelli digitali: non penso sia casuale il fatto che siano i campi dove Caligiore lavora e che quindi conosce meglio. La terza sezione sui rischi per noi dell’IA non presenta novità ma è comunque ben fatta, mentre l’ultima sezione è di nuovo fatta di belle intenzioni senza nessuna informazione davvero interessante. (Scusate, ma le soft skill sono ormai inflazionate, e “Conoscere il mondo usando tutto il corpo”, anziché occhi e dita, fa tanto new age). Insomma, il libro non mi è piaciuto.

(Daniele Caligiore, IA istruzioni per l’uso, Il Mulino 2022, pag. 160, € 14, ISBN 9788815295422)
Voto: 2/5

2 pensieri su “IA istruzioni per l’uso (libro)

  1. Paolo

    “Digital twin” è il nuovo tormentone. La buzzword perfetta dalla semantica sfuggente che permette a ciascuno di assegnarle la propria. Il passpartout per chi debba ottenere fondi di ricerca. Un altro dead-end per i fondi EU. Non nascondo il mio scetticismo.

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