Poveri professori

Mio figlio Jacopo (terza media) doveva fare un compito di inglese, parlando di un parco nazionale statunitense a sua scelta. È arrivato tutto gongolante col suo furbofono, dove aveva chiesto a ChatGPT di parlargli di questo parco e aveva avuto come risposta un malloppazzo di roba.

Ho avuto buon gioco a fargli notare che se avesse provato a scrivere quelle cose la sua professoressa lo avrebbe immediatamente sgamato, visto che non sapeva nemmeno cosa significassero in italiano; così si è rimesso all’opera, usando quel testo più o meno come noi facevamo ai nostri tempi con opere tipo “Il libro delle mie ricerche” (e qui si vede quanto io sono anzyano). Ma direi che è indubbio che gli insegnanti dovranno farsi molto più furbi per trovare un modo per capire di quale sacco è la farina dei compiti a casa. Posso dire che vedo la cosa piuttosto preoccupante?

7 comments

  1. E’ tempo che “l’informazione esiste, ma facciamo finta che non sia accessibile e quindi la conoscenza consiste nell’averla memorizzata” non è una buona base per organizzare un compito e stimolare allo studio selvaggio e alle sue drammatiche conseguenze. Però l’idea di “inacessibilità temporanea” è ampiamente sufficiente per una distribuzione di voti con finalità burocratico-amministrative.

    Ma tanto più l’informazione è accessibile, la calcolatrice calcola, il traduttore automatico traduce, le pagine del vocabolario volteggiano, tanto più diventa evidente chi allinea segni grafici sul foglio senza essere in grado di capirne il significato e chi si guadagna le ali.

    Chi non ho dubbi se la passerà male a causa della tale AI sarà l’autore dei programmi del partito. Dalle mie prove risulta che quella ora diventata proprio una professione inutile.

  2. Jacopo si dovrebbe fare furbo e imparare a chiedere invece “Descrivi il parco XYZ ad un ragazzino delle medie” ;-)

    P.S. pare il mese scorso che leggevo il tuo annuncio sulla nascita dei gemelli, e ora già vanno alle medie!

  3. E’ un problema che risale già a diversi anni fa.
    Il mio 22enne in quinta elementare doveva presentare una ricerca con un compagno. La sorella del compagno prese la voce Wikipedia, tolse le formattazioni e la stampò.
    La maestra, estremamente saggia, chiese che presentassero la ricerca scritta a mano. Ovviamente ci fu un tracollo nel numero di pagine e una crescita notevole nelle conoscenze dei ragazzi.

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