Domino’s Pizza Italia è fallita

Leggo che la franchise italiana di Domino’s Pizza ha dichiarato fallimento, e pare che la ragione sia molto semplice: con la pandemia hanno perso il monopolio delle consegne di pizza a domicilio. Il sottotesto dell’articolo che ho linkato pare insinuare che la loro pizza facesse schifo: non avendola mai provata, non saprei che dire. Certo che avere un loro punto vendita in quello che fino a qualche anno fa era il gabbiotto di un benzinaio – benzinaio che tra l’altro continua a esserci… – non mi aveva mai fatto venir voglia di testarla…

6 comments

  1. E’ abbastanza raro leggere che una società spiega il fallimento con il fatto che il settore in cui opera ha avuto una crescita enorme.
    Forse era più credibile sostenere che la loro pizza era talmente buona che i clienti si sentivano in colpa a mangiarla spesso.

  2. Io ho letto da una altra parte “la difficoltà di vendere pizze americane in Italia”. Gli americani vanno pazzi per alcuni tipi di pizza per noi decisamente discutibili, tipo la pizza all’ananas, o per abbinamenti altrettanto discutibili. Non ne sentiremo la mancanza.

  3. Posto che i gusti sono gusti eccetera, devo dire che a me piaceva tanto. Certo, non era una pizza “tradizionale” ma ovviamente ne ero consapevole. Però aiutava ad avere ogni tanto un gusto diverso.
    E, per lo meno qui a Trieste, le consegne funzionavano molto bene.
    Insomma, a me mancherà parecchio.

  4. Da vero napoletano posso confermare che a parer mio Domino’s non ha nulla a che vedere con la pizza napoletana ma comunque non era niente male. Che siano falliti perché la pizza all’ananas è da noi considerata blasfemia mi pare una bufala. Le grandi catene mondiali non hanno alcun problema a fare piccole modifiche per adeguarsi ai mercati locali (vedi ad es. McDonald’s o i ristori di Ikea)

  5. Secondo me avevano aperto i negozi nei posti sbagliati ed in periferia. Il negozio in area centrale si trovava in via Cigna, davanti al distributore di metano. Gli altri negozi erano in posti dimessi e periferici , ed avevano la concorrenza diretta di altre pizzerie take away dimesse e dei kebap-pizza.

    Un Domino era in via Valentino Carrera, tra corso Telesio e via Pietro Cossa, ed in quel tratto ci sono due pizzerie take away ed un kebap pizza. Anche McDonalds ha un negozio in via Pietro cossa, ma ne ha un altro in Piazza Castello. Stando solo in posti periferici e poco turistici significa che gli stranieri che conoscono il marchio non ci vanno, mentre gli indigeni hanno altre scelte nelle vicinanze.(*)

    Detto questo, una volta ho mangiato una delle loro pizze (al prosciutto per la precisione). Non e’ la peggiore che ho mangiato, certo Rossopomodoro e’ meglio, ma direi che con spizzico le la giocava.

    (*) Per i non Torinesi. Piazza Castello zona supercentrale e di lusso, con tre musei ed un teatro che sia ffacciano sulla piazza; via Pietro Cossa corso all’estrema periferia della citta’, strada urbana di scorrimento, piena di casermoni anni ’60-’70; via Cigna zona semicentrale ed ex artigiana ma degradata e con edifici vecchi.

  6. Il servizio di quello più vicino a casa mia era dilettantesco. Si trovava a meno di 200 metri di distanza e per due volte sono riusciti ad arrivare in ritardo rispetto all’orario previsto: la prima volta si sono scusati con un buono sconto, la seconda nemmeno quello.

    La terza – e ultima – che gli abbiamo dato una chance era passato l’orario previsto e non si vedeva nessuno, abbiamo chiamato e hanno assicurato che era in arrivo, finché sono sceso, sono andato di persona, percorrendo i 200 metri deserti e mi hanno detto in faccia che stava arrivando. Il tutto, poi, scusandosi che c’erano più clienti del previsto: cioè? Li avevano fatti passare avanti dopo la nostra ordinazione? Mi sono fatto ridare i soldi, e la nostra macumba (e, suppongo, la loro inettitudine con tutti) è stata tale che qualche mese dopo ha appunto chiuso.