gli orticelli Twitter

Io comprendo che ci possano essere delle ragioni per bloccare su Twitter qualche persona. Io non lo faccio, ma solo perché è molto più semplice silenziare chi non mi interessa; però capisco che in questo modo quel qualcuno può inviare messaggi diretti pesanti e il blocco rimane dunque l’unica opzione. Comprendo molto meno chi decide che i suoi tweet possano essere visti solo dai suoi amici: a questo punto fatti un sito tutto tuo dove puoi inviare i tuoi comunicati stampa senza che nessuno ti faccia le pulci

(Trovo infine maleducato che uno possa scegliere chi ha il privilegio di rispondere ai suoi post. Solipsismo all’ennesima potenza)

8 comments

  1. Io credo che tutti questi social siano gratis per tutti. Ma non sono degli utenti, sono delle aziende che li creano. E queste implementano qualsiasi politica preferiscono. E tu li usi gratis. Se non ti stanno bene, fatti un sito tuo. Ti possono bannare. Pace. Arrangiati.
    PS. Perdonatemi ma non riesco a trattenermi. Io penso che chi ha un account su questi “social” sia un idiota.

  2. Per uno qualsiasi sarebbe anche vero che questi filtri sono eccessivi, ma se sei una persona esposta a livello internazionale non è così.
    Io non sono particolarmente sensibile alle critiche provenienti da persone a caso, ma capisco se ci fosse qualche centinaio di persone nel cortile di casa che mi grida insulti giorno e notte… forse delle buone cuffiette mi farebbero piacere anche solo per riuscire a pensare quello che dico.

    • posso capire che persone molto importanti debbano trovare un modo per difendersi dagli shitstorm, ma i casi a cui pensavo sono di persone importanti più o meno quanto me, e non penso abbiano centinaia di insultatori. Ciò detto, allora si posti davvero in write only e basta…

      • E’ che la soglia di “importanza” è sempre più bassa a causa del costo del messaggio e perché basta intervenire su temi critici (=hashtag sensibili). Andare a cercare i modi per comunicare con il tizio famoso è un conto, cercare chi ha scritto quasiasi cosa su un tema sensibile è molto più immediato.

        • questo è abbastanza chiaro, la mia definizione della comunicazione Twitter è un sistema “molti-a-uno” (il rovescio insomma del broadcasting).
          Ma proprio per l’icasticità del mezzo, è abbastanza probabile che io sappia a priori che quel mio specifico tweet potrebbe toccare certe corde, e a questo punto blocco solo le risposte ad esso.

          • Eh, non è così semplice. E’ prevedibile che se uno parla di covid, guerre di pace o pallonari sia immediatamente bersagliato dal peggio del canale. Ma tra i temi critici c’è anche “chi sei” (nazionalità, colore, ecc.), cioè dimensioni che non puoi neppure cambiare, oppure argomenti che non sembrano critici ma sono identificabili via tag.
            Ho presente il caso di una donna, bianca, specializzata nella sicurezza che faceva conferenze. Il risultato del mix è che ha dovuto abbandonare i social perché non reggeva più lo stess conseguente.
            Mi sa che il cuore del problema è proprio il “molti-a-uno” nel momento in cui “l’uno” non ha un apposito ufficio che filtra i messaggi che è comunque, appena registrato sul canale, soggetto a ricevere. Es. tramonto del telefono fisso…
            Credo che sia una specie di “evoluzione” del vecchio divismo (cfr. divi ammazzati dai “fan”), ma non perché è facile diventare un “divo” molto noto, quanto perché basta poco per essere soggetti all’attenzione di molti a causa della facilità di interazione.

  3. Senza offesa, ma stai mancando completamente il punto.
    Fare il lock dell’account (ovvero fare in modo che solo chi ti segue possa vedere cosa scrivi) è un modo comune di difendersi quando si è presi di mira dai troll. E non importa essere famosi per essere presi di mira dai troll. Appena hai più di qualche migliaio di follower e/o ti azzardi a parlare di certi argomenti vieni inondato periodicamente.
    Limitare chi può rispondere ha uno scopo simile. Se sai che quello che dici attirerà orde di troll, in quel modo lo puoi prevenire.
    Ovvio che se questo è il tuo solo modo di comunicazione allora forse hai sbagliato social, ma sono strumenti utili da utilizzare di tanto in tanto.

    • Ovvio che se questo è il tuo solo modo di comunicazione allora forse hai sbagliato social,

      Appunto. “Orticello twitter”, o se preferisci show twittelevisivo.

      E – come ho commentato prima – gli esempi che ho in mente io non entrano nella categoria “hai più di qualche migliaio di follower e/o ti azzardi a parlare di certi argomenti”, a meno che parlare di matematica sia pericoloso… senza contare che tu puoi bloccare i commenti sul singolo tweet, nel caso tu voglia scrivere qualcosa che sai che sarà controverso.