Vendere prodotti dopo la data di scadenza consigliata?

Io sono iscritto al programma CarrefourLab, che ogni tanto fa un questionario per vedere se e come gli affezionati clienti rimangono tali. (Io non compro moltissime cose ai Carrefour, ma in effetti ci vado ogni tanto). Il questionario a cui ho appena risposto, dopo le solite domande di rito, ha inserito qualcosa di nuovo: “cosa penseresti se vendessimo prodotti dopo la data di scadenza consigliata?” Viene chiesto quanti giorni (massimo 6-7) potrebbero essere passati a seconda del tipo di merce, e quale sconto mi farebbe pensare di comprarli.

Premetto che si parla solo di prodotti per cui c’è scritto “da consumarsi preferibilmente entro”, non certo roba fresca, e per certi prodotti secondo me si può andare tranquillamente mesi oltre. Quello che mi chiedevo è se in effetti ci sia una percentuale così grande di prodotti scaduti in un supermercato…

2 comments

  1. A me l’iniziativa piace, lo spreco di cibo ancora perfettamente commestibile è una cosa intollerabile. Qui a Lugano mettono in promo – con un grande adesivo fluo a prova di orbi – del cibo che scade il giorno successivo (25%) o il giorno stesso (50%) ma non ho ancora visto una cosa del genere, io ne sarei bel felice.

    Riguardo alla tua chiosa finale: sì, il cibo che viene tolto dagli scaffali solo perché non è più nei termini del “preferibilmente entro” è tanto, il problema è che spesso si tratta di cibo poco richiesto, non certo Parmigiano Reggiano 30 mesi

    Qui c’è un addetto per ogni filiale, gira per gli scaffali a togliere roba che sta per scadere…

    • Anche in Italia (o almeno a Milano) ci sono i banchi con prodotti vicini alla data di scadenza venduti scontati. Però c’è una differenza fondamentale: quelli sono prodotti freschi che hanno una scadenza obbligatoria (dicitura “da consumare entro”) e per legge non possono essere venduti dopo tale data.

      Qui stiamo parlando di prodotti conservati. Ho fatto una rapida ricerca in rete: a quanto pare (vedi qui per un punto di vista legale anche se un po’ vecchio e qui per un punto di vista più legato alla filiera) il “da consumarsi preferibilmente entro” indica il termine minimo di conservazione consiste nella data fino alla quale, in adeguate condizioni di conservazione, il prodotto conserva le sue proprietà organolettiche. (grassetto mio). Questo significa che di per sé il prodotto può essere ancora tranquillamente edibile per un certo periodo, anche lungo. La giurisprudenza si è orientata ad affermare che se le analisi dicono che il prodotto non è andato a male allora poteva essere venduto.

      Insomma, quello che mi pare di capire è che la mossa di Carrefour è soprattutto di tipo pubblicitario. Trovare negli scaffali un prodotto scaduto (da poco) non sarebbe illegale, e molti non se ne accorgerebbero nemmeno; mettere il banco dei prodotti “appena scaduti ma ancora ottimi e soprattutto scontati” li farebbe apparire come catena attenta agli sprechi.