Poste Italiane e l’occultamento dei pacchetti


Prima o poi scriverò qualcosa su come è cambiato il mercato dei pacchetti dalla Cina dopo che dal primo luglio è obbligatorio pagare l’IVA anche per i colli sotto i 22 (o 23, non ricordo mai) euro. Per il momento la storia è un po’ diversa.

A fine giugno, quindi prima delle nuove disposizioni, ho acquistato dagli USA un libro usato. Da quelle parti c’è un interessante mercato secondario: se una biblioteca vede che un libro non è stato richiesto per un certo periodo di tempo, se ne disfa e lo cede all’equivalente statunitense dei remainders. Considerando che i miei interessi sono tipicamente di nicchia, sono decenni che sfrutto il sistema per recuperare libri a volte con un grande risparmio rispetto al prezzo di copertina (questo libro mi è costato 4,93€ comprese le spese di spedizione…) e a volte addirittura introvabili. Devo tipicamente aspettare un mesetto, ma non è chissà quale problema.

Ad ogni modo il 30 giugno parte l’ordine; l’8 luglio il libro viene spedito, come si vede dal tracking, e il 13 luglio arriva in Olanda, dove viene smistato due giorni dopo (il 15 luglio). Dopo i cinque giorni di viaggio intercontinentale, passano undici giorni prima che si riesca a fare la tratta europea; immagino che sia stato portato in bicicletta. Altri due giorni di smistamento, e arriviamo al 28 luglio, mercoledì. Bene, anzi male: dopo una settimana abbondante il libro non mi è arrivato. E non vivo in un paesino sperduto nella Barbagia, ma a Milano.

La domanda che mi faccio da anni è se quesoto è un banale problema di incapacità di gestione da parte delle poste italiane, oppure è una scelta ben specifica. La mia sensazione a pelle, corroborata da quello che succede con i pieghi di libri – un modo economico per spedire: un pacchetto fino a 2 kg costa 1,28 euro, confrontatelo con l’euro e 10 di una cartolina… – è che la risposta sia la seconda.

Ultimo aggiornamento: 2021-08-06 11:46

3 pensieri su “Poste Italiane e l’occultamento dei pacchetti

  1. Mauro ( un altro )

    A me, pacchetto dalla Cina, dogana in Belgio, prima di arrivare è passato da Estonia e Svezia e per tracking era in paese di origine dall’arrivo in Belgio …
    alla faccia dell’efficienza e delle AI della logistica ;-)
    ( ho ricostruito in base alle etichette adesive che ogni passaggio ha aggiunto a quella cinese )

    1. .mau. Autore articolo

      ecco perché mi suonava male… (ma del resto c’era anche scritto “usa” e non “USA”, e avendo scritto il post al PC non posso nemmeno dare la colpa all’autocorrettore)

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