Brexit e gli inglesi

Io sono del partito “l’Unione Europea così com’è non potrà mai funzionare”. Credo che occorrerebbe passare dall’unanimità per le decisioni politiche a una doppia maggioranza qualificata, tipo 75%+1 delle nazioni e 75%+1 degli abitanti. Ciò non toglie che tutti gli alti lai delle imprese britanniche che si sono accorte che Brexit non è stato il paradiso promesso (l’ultimo articolo che ho letto è questo mi fanno ridere, anche se non per la ragione che forse credete.

Posso infatti capire che i doganieri UE stiano divertendosi un po’ con i poveri albionici, tipo quando confiscano loro il panino al prosciutto… un po’ come succedeva quando si prendeva il traghetto e si andava in Sardegna. Ma i problemi sono anche con i paesi non europei. Prima infatti gli accordi commerciali erano sotto l’ombrello dell’Unione, ora a quanto pare non c’è nulla. Sapendo che questi accordi non si fanno in una settimana o in un mese ma nemmeno un anno, mi sarei aspettato che il governo britannico si fosse attivato a suo tempo per un accordo ponte che lasciava le regole attuali valide per l’Europa fino alla conclusione di un nuovo negoziato: ma a quanto pare ciò non è successo. Tutto questo era assolutamente indipendente dalle trattative con l’Europa: eppure non c’è stato.

Noi italiani siamo esperti nel fare le cose alla carlona, ma mi pare che anche dall’altra parte della Manica non siano messi così bene…

5 comments

  1. Considerando che in UK ci sono le migliori business schools del mondo, continuo a sospettare che qualche barba finta EU abbia sopperito alla triste chiusura del Marks&Spencer di Bruxelles in modo creativo e dinamico.

    Peccato che Le Carré non possa raccontare…

  2. Guarda già in passato avevo scritto qui che mi consolavo essendo italiano dei nostri governi vedendo cosa ha fatto zio Boris: peggio dei nostri, in generale. Io leggo regolarmente la stampa inglese (Economist, Independent…) e posso dirti che anche escludendo Brexit, ci sono personaggi che non solo rivaleggiano con Salvini ma lo superano: la farsa dei buoni pasto ai poveri, le prove di ammissione all’università prima rinforzate ad cazzum e poi tolte per evitare una vera e propria rivoluzione, il trasporto pubblico in una condizione che trenord al confronto è la Svizzera, le poste inglesi, una volta vanto internazionale, ridotte come la nostra GLS, l’aereoporto di Heathrow, che doveva costruire la terza pista ed è andato tutto in vacca dopo un decennio di ritardi, e termino qui ma ci sarebbe altro…

    Si dice che Boris, spaventato a morte dalle ricadute elettorali di un no-deal abbia telefonato personalmente ad Ursula capitolando sulla questione della pesca per salvare il salvabile, e per evitare la decadenza automatica abbia firmato un deal parziale rimandando a data da destinarsi gli N altri capitoli aperti. Io ti dico che il bello deve ancora venire….per ora gli effetti sono sulla filiera alimentare, ma fra uno-due mesi i prezzi di alcuni beni aumenteranno del 4-8% E alcuni spariranno dal mercato del tutto.

  3. Dimenticavo:

    “mi sarei aspettato che il governo britannico si fosse attivato a suo tempo per un accordo ponte che lasciava le regole attuali valide per l’Europa fino alla conclusione di un nuovo negoziato”

    La UE ha rifiutato di stilare accordi ponte, per il timore (fondato!) che i negoziati non finissero mai. Tale offerta è stata fatta da UK e fermamente respinta dalla UE.

    • Non con l’UE ma con le altre nazioni del mondo. Ho scritto chiaramente “con i paesi non europei “. Ovvio che con l’Europa non potevano farlo.

      • Ci hanno provato, alcuni sono riusciti (con condizioni peggiori di quelle che hanno con l’Europa), altri non si sa perche’ il governo si guarda bene dal dirlo.
        E a oner del vero almeno la meta’ delle aziende, soprattutto quelle piu’ grandi, sapevano benissimo che Brexit non era il paradiso promesso: quelle che hanno potuto se ne sono andate, le piccole che sapevano gia’ hanno chiuso, le medie hanno cercato di fare del loro meglio ma visto che il governo non ha dato nessuna direttiva prima del primo gennaio sono comunque in difficolta’.
        In sintesi: al di fuori del Regno Unito si e’ parlato poco se non nulla della Brexit, prima, e adesso per niente, e le cose sono persino piu’ complicate di cosi’.