7 comments

    • Gilioli è MOLTO divisivo, anche all’interno della sinistra e quindi gli ascoltatori di Radio Popolare, che già di loro tendono a essere litigiosi, cominceranno a fare casino. Prevedo molti mal di pancia.

      • Bah…, io approvo :-)
        Radiopop non è mica la Democrazia Cristiana ;-) Secondo me è giusto connotarsi chiaramente.
        Gilioli divisivo? Allora anche Civati è divisivo!
        Poi, che gli ascoltatori di Radio Popolare siano litigiosi… non lo so. Certo che i litigiosi si fanno notare perché fanno più chiasso.
        Prevedo che non succederà niente di quello che paventi.

        • hai fatto caso alla durata media degli ultimi direttori editoriali?

  1. Il problema non è (solo) politico, ma come si direbbe altrove, editoriale. Alias chi può dettare una linea politico-editoriale che faccia vivere moralmente ed economicamente la radio?

    Chiunque sia, non lo invidio per niente. Non ho idea oggi, di chi possa essere rappresentativo di qualcosa politicamente quasi estinto come la (vera) sinistra.

    Le divisioni nella sinistra sono esistite da sempre. Potrei anche dire che entro certi limiti sono un sintomo di vitalità. Qui siamo al caso limite, le divisioni sono fatte da singoli individui, con una manciata di proseliti. Neanche i Trozkisti a Rifonda erano conciati così male. Direi che il male viene da lontano.

  2. Da torinese, una cosa che mi ha stupito e` come la lenta morte di Radio Flash abbia portato a vendere il ripetitore a Bellerate, che ha messo Radio Italia Uno, dove trasmette Lura Pausini e Nek a manetta, invece di Popolare, come ci si sarebbe aspettato, visto che ultimamente ritrasmetteva la sua programmazione.

    • Radio Flash aveva un accordo con Popolare, ma non era formale. Quindi la frequenza è stata venduta a chi ha sganciato i soldi.

      Del resto Radiopop a suo tempo aveva acquistato la quota di maggioranza di una radio romana, ed era partita in gran pompa con Radio Popolare Roma. È stato un bagno di sangue.