Tempismo

Ieri sera alle 20:15 mi è arrivata una mail da “Il Fatto Social Club” (don’t ask… evidentemente una volta ho dato loro l’ok) che mi segnalava che ci sarebbe stata una diretta web sul libro “Per questo mi chiamo Giovanni” con l’autore Luigi Garlando. La diretta in questione sarebbe stata ieri… alle 18. Non avendo a disposizione una macchina del tempo, non essendo interessato alla cosa e dovendo comunque andare a cena ho lasciato da parte la cosa, per fare un controllo più accurato stamattina.

La mia idea era che la mail si fosse persa da qualche parte: diciamo che non è bello, ma può capitare. Poi sono andato a vedere le header del messaggio. È stato usato un servizio per mailing list (Zoho Campaigns, nulla di male) ma come vedete il messaggio è stato spedito alle 17:34 (per una diretta web che sarebbe cominciata alle 18, ricordo). Zoho Campaigns mi ha spedito dopo meno di tre ore, che immagino non sia poi così male: non ho idea del numero di email né di quale servizio hanno pagato, ma mi pare un tempo equo. La domanda insomma diventa: quella diretta è stata pensata mezz’ora prima della sua effettiva messa in onda, a qualcuno è venuto in mente che sarebbe stato bello pubblicizzarla solo mezz’ora prima della sua effettiva messa in onda, o semplicemente a molta gente non è chiaro come funzionino i sistemi informatici (e la vita in generale: anche ammettendo un arrivo immediato, e ammettendo allo stesso tempo che siamo ancora tutti a casa, non è che uno possa cambiare i suoi piani così senza preavviso?)

2 comments

  1. La pratica di annunciare i webinar nella stessa giornata in cui si svolgono mi sembra uno dei grandi trend degli inizi del new normal.
    Forse erano persone abituate a scrivere a mano gli inviti poi recapitati dai pony express degli anni ’90, forse erano esperti in prenotazione delle sale presso gli alberghi, forse credono di parlare con i reclusi nel braccio della morte… ma qualcosa è saltato nei meccanismi che definiscono quando è “normale” spedire gli inviti.

  2. Bisogna vedere, come sempre, qual è l’indicatore con cui vengono valutate queste iniziative. Quando si invitava gente a cena, o a un seminario, alla vecchia maniera, era facile constatare se dei 20 invitati ne arrivavano 19 o 9 o uno solo. Oggi, magari, quel che conta è dimostrare di aver “invitato” cento persone. A quel punto, se l’ordinante è contento, se l’incaricato viene ripagato sulla base del numero delle mail inviate, …tutto va bene, madama la marchesa! Non mi stupisco più di nulla.

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