Il ponte sul fiume Magra

Per fortuna non ci sono stati morti, quindi si può riprendere la battuta di Gianmarco Bachi “Crollato un ponte: finalmente stiamo tornando alla normalità”. Però, guardando le immagini, mi è rimasto un dubbio. Come può un ponte collassare così da un punto di vista strutturale? Io di ingegneria non ne so nulla, anche se da bambino volevo diventare ingegnere “per costruire strade e ponti”. La mia idea naïf su cosa è successo è relativamente semplice: il ponte è costruito “a pezzi”, nel senso che ciascun pezzo poggia ai lati su due dei piloni, e poi c’è qualche tipo di aggancio in mezzo. Se un pilone si sposta e fa cascare uno dei pezzi, cominciano ad arrivare delle onde d’urto che fanno cascare i vari pezzi come fossero tessere del domino.

Peccato che – come ho scritto – io di queste cose non ne so nulla e quindi potrei sbagliarmi di grosso. Ma sono certo che qualcuno tra i miei ventun lettori ha le conoscenze necessarie e mi educerà renderà edotto. (Ho controllato prima di postare: il verbo educere, con la variante obsoleta edurre, esiste ma significa solo “estrarre”)

Ultimo aggiornamento: 2020-04-09 11:37

5 pensieri su “Il ponte sul fiume Magra

  1. Bubbo Bubboni

    Sisi, anche io lo vorrei sapere! Nelle foto i piloni sembrano interi, quindi non capisco perché la strada tra i piloni è caduta. Però se il ponte fosse stato in buone condizioni non cadeva proprio… bho?
    Fatto salvo che la colpa è sicuramente dei furbetti del furgoncino e non delle povere società o degli scrupolosi enti eventualmente coinvolti.

  2. Mestesso

    In Italia i ponti e viadotti vengono sempre fatti con elementi prefabbricati (perche’ costa meno). In Svizzera per dire un posto ricco non vengono costruiti cosi’ ma ad-hoc, perche’ dura di piu’.

    Nei prefabbricati i punti deboli sono i giunti (i punti dove un pezzo si innesta sull’altro). Col tempo i giunti si indeboliscono, principalmente per infiltrazioni di acqua congiunte a ponti termici freddo/caldo.

    Il ponte suddetto aveva avuto segnalazioni di crepe in alcuni punti sotto i giunti. Quando un singolo giunto cede, una parte del peso non “scarica” piu’ a terra, ma genera un carico che scomposto vettorialmente determina una componente verticale verso l’alto ed una orizzontale verso l’interno. Dato che il prefabbricato che compone la strada e’ solamente appoggiato sui piloni si alza dalla sede, determinando sull’elemento seguente un carico addizionale che tipicamente distrugge anche l’elemento successivo. A questo punto inizia una nuova iterazione.

    1. Bubbo Bubboni

      Non ho capito bene, se due pezzi sono appoggiati sullo stesso pilone ma sono separati tra loro dovrebbe essere facile evitare che il problema di uno (che sale) influenzi il successivo (che è ancora ben appoggiato) e su cui magari cade qualche calcinaccio. O no? O i pezzi sono sovrapposti e quindi non sono separati ben bene?

      1. Mestesso

        Se vedi un viadotto qualsiasi ti accorgi subito che, come nelle costruzioni che fanno i miei bimbi, i componenti che fanno la strada sono a contatto uno con l’altro. Il problema maggiore pero’ e’ lo spostamento orizzontale che deriva dal fatto che il precedente si solleva: prova tu da solo con dei pezzi qualsiasi a fare l’esperimento. Se ne alzi uno inevitabilemente il successivo si sposta in avanti. Scivolando, dato che il pilone sottostante non e’ l’elemento piu’ debole, spezza il giunto e cade.

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