Giulio Regeni e l’aula vuota

Leggo su Repubblica ma non solo della vergogna di Montecitorio, dove c’erano solo 19 deputati alla discussione sull’istituzione di una commissione di inchiesta sul caso Regeni.

Prima di indignarvi, rileggete la frase. Non stiamo parlando di una commissione d’inchiesta che non c’è ancora (e che probabilmente servirà a ben poco, purtroppo, ma quello è un altro discorso). Non stiamo nemmeno parlando del voto per istituire la commissione di inchiesta (dove in effetti è vero che non è così importante esserci dal punto di vista dei meri voti, ma dai un segnale con la tua presenza). Qui la presenza era assolutamente inutile, perché non c’era nulla da discutere: solo che le bizantine procedure parlamentari vogliono queste discussioni che sono sempre ben poco seguite proprio per la loro inutilità.

Però volete mettere i titoloni sui giornali?

4 comments

  1. Sbagli secondo me.

    I parlamentari le decisioni vere le fanno fuori dagli scranni, al telefono, al ristorante, dovunque tranne che in Aula. L’Aula ratifica qualcosa deciso prima.

    Le prime sessioni di una qualsiasi commissione riflettono quanto “pesa” nelle sessioni informali avute prima l’importanza e la priorità che la commissione stessa ha. Se una questione pesa, e soprattutto se si vuole che le decisioni vadano in un certo verso si confezionano le regole ad hoc per cui si raggiunga il risultato prima concordato (bypassando i sempre presenti contrari). Tutto ciò è evidentissimo alle fase iniziali, che quando c’è ciccia sono ferocemente dibattute (fai un raffronto con la commissione dei crac bancari..).

    Visto che a parte chi ci doveva per forza essere non ci sono molti extra, e che le discussioni per quanto mi risulta sono a parere unanime, possiamo dire che a) non è importante che la commissione raggiunga un risultato e b) la natura del risultato è ininfluente. In sintesi non gliene frega un cazzo.

    • non era la prima sessione della commissione, non foss’altro che perché la commissione è composta di un numero limitato di onorevoli.

  2. sul Post c’è un articoletto di Scalfarotto che spiega la questione. Per riassumere, il lunedì, di norma, c’è una presentazione formale all’aula del provvedimento, già ampiamente dibattuto nelle commissioni. E stop. Dal martedì comincia la discussione in aula e le varie votazioni.
    In sintesi: il lunedì (tutti i lunedì) si perde tempo con una inutile pratica burocratica che però permette ai giornali di sfornare articoli indignati contro i parlamentari assenteisti. Da sempre, ma il giochetto funziona ancora bene…

    • l’articolo l’ho visto oggi pomeriggio. Spiega bene :-) come funzionano le cose, ma direi che non smentisce quello che ho scritto io da esterno totale!