Ma sono più o meno di 80 euro?

Cinque anni fa, uno dei fattori dell’inopinato successo del PD alle elezioni europee furono probabilmente gli 80 euro al mese elargiti dal governo Renzi a un’ampia fascia di persone giusto in vista del voto. Sono passati cinque anni, ci sono nuove elezioni e un nuovo governo, e a quanto pare i corsi e ricorsi storici si estrinsecano nei rimborsi ai risparmiatori coinvolti nei vari crac bancari: rimborsi che i vicepremier vogliono dare subito e su cui Tria fa ostruzionismo.

Leggendo in giro mi pare di capire che la materia sia molto più complessa di quanto riassunto nei titoli dei giornali: i soldi tecnicamente sono stati stanziati ma c’è il rischio che l’UE li consideri in violazione delle leggi sulla concorrenza, e inoltre ci sono almeno due tipi diversi di crac, quelli delle banche del centro Italia e quelli delle popolari del Veneto. Io mi limito a parlare di queste due ultime banche, perché per una serie di motivi fortuiti – non preoccupatevi, non ho mai avuto a che fare con esse! – ho seguito la vicenda ben prima di quando cominciarono a esserci i titoloni. Il punto è molto semplice: quelle banche non erano quotate in borsa, come al tempo non lo erano in genere le popolari, e pertanto il valore delle azioni era teorico e stabilito direttamente dal consiglio di amministrazione che gestiva gli scambi. Le banche attiravano i risparmiatori facendo loro comprare azioni che – a loro dire – avrebbero avuto un rendimento molto maggiore di quello dei conti correnti: peccato che le perdite delle banche venissero nascoste con l’aumento fittizio del capitale, fino a quando c’è stato il crac e le azioni sono scese a zero. Bene. Perché io devo pagare per gente che voleva farsi i soldi con operazioni finanziarie di cui non capiva niente, un effetto Vanna Marchi all’ennesima potenza? Lo so che in Italia si ama privatizzare i ricavi e statalizzare le perdite, ma mi sarei anche scocciato di essere sempre io quello fregato.

8 comments

  1. ” …ma c’è il rischio che l’UE li consideri in violazione delle leggi sulla concorrenza”

    Non è proprio in questi termini. La cosa è più articolata.

    Ci sono due macro categorie di rimborso: verso la persona fisica o quella giuridica. Per la prima non sono configurabili violazioni della legge sulla concorrenza, sulla seconda sì.

    Esistono problemi di applicazione anche nel caso di rimborso a persone fisiche. Il diritto comunitario infatti specifica che il rimborso alle persone fisiche sia erogato se viene dimostrata una truffa od un disegno esplicito della banca in oggetto, con un iter giudiziario. Dato che esistono molto limiti nel caso di cause collettive, questo iter attualmente non c’è e solo alcuni dei truffati hanno fatto ricorso, ma avrebbero i soldi fra dieci anni se va bene.Un provvedimento ad-hoc però si scontrerebbe a limiti vari.

    “…e pertanto il valore delle azioni era teorico…”
    Ah, perché quello delle azioni di una qualsiasi azienda quotata non è teorico?

    ” Perché io devo pagare per gente che voleva farsi i soldi con operazioni finanziarie di cui non capiva niente

    Perché esiste una copertura legislativa esplicita che cerca (molto limitatamente) di impedire che una banca sotto una valanga di codicilli fotta i propri clienti? Perché esiste il MIFID? E l’Ombudsman?

    Per correggere la sproporzione enorme di potere tra chi fornisce un servizio complesso e chi affida sotto ragionevole fiducia i propri soldi a chi li gestisce.
    Se la fiducia non c’è, tutto il castello crolla.

    E poi scusa, sei contro la circonvenzione di incapace? Ti va bene se fottono gli anziani con le finte bollette? Oppure stai diventando uno del tipo “io sono intelligente e non ci casco, gli stupidi si fottano viva il darvinismo?”.
    Mah, sono molto perplesso di questo post. Tanto

  2. Anche tra i frequentatori di questo blog di nicchia c’è chi ha difficoltà a distinguere tra la vecchina truffata del bancario infedele che le rifila spazzatura vendendola come più sicura dei BOT e il signorotto con dei bei soldini messi da parte che decide di investirli in attività ad alto rendimento fregandosene dei possibili rischi.
    E’ come per le obbligazioni argentine e Lehman Brothers: nessuno si è mai lamentato dei guadagni che ha portato a casa per tanti anni, ma poi dàgli addosso alla banca che avrebbe dovuto avere la sfera di cristallo (sfera che evidentemente non poteva avere e comunque non aveva, altrimenti quella stessa banca non sarebbe rimasta pregata anche lei con quelle stesse obbligazioni, e le avrebbe vendute prima del crac).
    Il punto è che investe speculando lo dovrebbe fare a proprio esclusivo rischio e pericolo; i rimborsi dovrebbero andare ai _truffati_, cioè a coloro che in buona fede erano convinti di aver comperato altro rispetto a ciò che si sono trovati in mano, non a coloro che sapevano benissimo che cosa prendevano.

    • Oddio, per i bond argentini c’era chi aveva la sfera di cristallo, nel senso che aveva previsto il crac, ma ha fatto la fine del Grillo Parlante di Pinocchio.

      “Il punto è che investe speculando lo dovrebbe fare a proprio esclusivo rischio e pericolo; i rimborsi dovrebbero andare ai _truffati_, cioè a coloro che in buona fede erano convinti di aver comperato altro rispetto a ciò che si sono trovati in mano, non a coloro che sapevano benissimo che cosa prendevano”

      E’ proprio qui il punto: io dico che la maggioranza non sapeva quello che stava prendendo. Tu pensi il contrario?
      Facciamo una domanda più specifica, giusto per capire meglio: tu sapevi quanti NPL avevano/hanno in pancia Carige et similia e valutare correttamente i rischi annessi ed avere una stima affidabile sul valore dell’istituto? Io no. Ne stavo alla larga per la sua pessima reputazione, ma non vivo in Liguria, se vivevo lì di alternative ne avevo pochine.

      Ma parliamo del caso Antonveneta, che dal mio punto di vita è uno dei più raffinati pacchi bancari avvenuti negli ultimi 25 anni: tu quanto ne sapevi?
      Quanti sapevano? 90% no, 10% sì? Le regole per chi le facciamo?

  3. @all: l’Italia è uno dei paesi con l più bassa cultura finanziaria d’Europa (fonte Sole 24 Ore). Voi che dite, italiani popolo di poeti e speculatori oppure di poeti ed ignoranti finanziari? Ed ancora, l’ignoranza è sempre colpevole, specificatamente in ambito finanziario? Davvero la pensate così? Li investite voi i soldi, come e con chi? E se vi dicessi che siamo tutti fottuti, con l’unica differenza di sapere che siamo truffati meno in termini relativi, ma sempre truffati? Vi fa sentire bene, che le regole ci sono e sufficienti o vorreste un mondo finanziariamente più trasparente?

    • Per il mondo no so, per l’europa vorrei che avesse dogmi economici completamente diversi ma per l’italia mi basterebbe che l’art. 47 della costituzione fosse scrupolosamente attuato.
      Il resto viene da sé.

      (oh, bello ritrovare il “lurido speculatore”, l'”esportatore di capitali”, insieme al “vecchio riccone pensionato”, all'”investitore stupido & ignorante”, al “mantenitore di bamboccioni”, al “falso invalido”, al “furbetto del cartellino”, al “populista” e a tutta la congrega dei colpevoli della settimana! speriamo che la vicenda ringalluzzisca la propaganda un po’ di tutti i partiti!)

  4. So di almeno un caso in cui l’acquisto di azioni veniva “caldamente consigliato” per avere prestiti a condizioni favorevoli. Tipo “tu investi tot in azioni e il mutuo lo approviamo”.

  5. Sono in giro, scusate se rispondo così brevemente.
    Il valore delle azioni di una società quotata in borsa è visibile, nel senso che c’è gente interessata a comprare le azioni. Che quel valore possa essere fittizio è vero, ma lo è molto meno di quanto lo sia per azioni non quotate, che sono l’equivalente del chiedere all’oste se il vino è buono.
    Il MIFID è una buona idea, ma avete presente cosa fanno i promotori finanziari? E appunto torniamo al punto iniziale: perché quando ci sono stati dei truffatori siamo poi io e voi che dobbiamo pagare?

    • Brevemente: se io banca ti vendo un prodotto che fa guadagnare la banca ma non chi lo compra NON è una truffa (inteso come illecito penale). Cominciamo a dare un senso alle parole. Poi vediamo vediamo come mai quando sottoscrivi un contratto con una banca fai almeno una dozzina di firme? Hai una visione completa dei tuoi diritti contrattuali? Lo sai veramente cosa stai firmando? Quanto ne sa di un default swap un investitore medio? E se tutti sono ignoranti non sarebbe il caso di istruirli invece che lasciarli soli?