Il target di Satispay

Conoscete Satispay? È un sistema di micropayment (se vi interessa averlo posso darvi il referral, ma non è questo il punto del post) ideato a Cuneo (!) ma che poi ha preso la sede legale nel Regno Unito. Non so cosa succederà con Brexit, per la cronaca. Ad ogni modo, come ogni startup che si rispetti, cerca di raggiungere quanta più gente possibile dandogli soldi: nel loro caso si parla di cashback, che è una percentuale della spesa che viene restituita sotto alcune condizioni. In questi mesi c’è per esempio il cashback crescente: al primo negozio del mese si riceve l’1%, al secondo il 2%, al terzo il 3% e così via.

Bene: mentre eravamo a Vercelli Anna e bambini hanno espresso il desiderio di prendere un gelato da Grom. Entriamo, pago, e noto che non c’è cashback; mi ricordo che in effetti c’era scritto che la promozione era solo per Milano e provincia. Ora, a pensarci su ha senso, perché non so quanti siano i posti vercellesi che accettano i pagamenti Satispay, mentre a Milano ce n’è una caterva; però la cosa dimostra vieppiù come il sistema sia pensato per i fighetti 😉

5 comments

  1. Conosco di nome. Ho letto che è apprezzato dai negozi in quanto non applica commissioni, al contrario delle carte di credito.
    Continua a sfuggirmi il perché io lo dovrei preferire a una Visa, ma soprattutto dove sia il guadagno per i gestori della app…

    • per la precisione la commissione non c’è sotto i dieci euro ed è fissa (mi pare 20 centesimi, ma non sono andato a verificare) al di sopra.

  2. Il cashback può essere a carico del commerciante (e io non lo faccio perché oltre allo sconto ci sono altri costi ed alla fine è vantaggioso solo per Satispay, meglio promozioni originali mie) oppure di Satispay. In quel caso tendono a farlo per zone per far aumentare la copertura in quel terrotorio. Quando penseranno al vercellese come zona di crescita faranno cashback a carico loro su Vercelli e magari non più su Milano. Da noi in provincia di Ravenna l’hanno fatto un paio d’anni fa con cashback molto più pesante.

    • ci sono stati periodi anche con cashback del 30% (ma qui c’era sicuramente una parte messa dal commerciante). Questa a cascata è nuova.

      • Confermo: a Roma, in un periodo in cui a Milano c’era cashback, non c’era cashback. Dal mio punto di vista è più comodo estrarre il telefono, digitare il pin e inserire l’importo che cercare la carta di credito, ma immagino che vada a gusti. Il principale difetto è che, se la start-up va a gambe all’aria (cosa non impossibile, in generale), il credito precaricato sarà perso.

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