Consigli dai farmacisti

pillole

Pillole (foto di LadyofProcrastination, da Wikimedia Commons, CC-BY-SA)

Stamattina, dopo essere andato dal medico, sono passato in farmacia a comprare delle medicine per Anna. La mia farmacia abituale è chiusa per ferie, quindi sono andato in un’altra vicino a casa mia. Sapendo che per una delle medicine prescritte ad Anna lei aveva già usato il generico, gliel’ho chiesto. Risposte, nell’ordine: (a) ma sono solo novanta centesimi di differenza; (b) comunque il generico in questo momento non ce l’abbiamo; (c) e poi i generici sono pericolosi, non ha letto sui giornali che ne hanno ritirati tantissimi prodotti in Cina.

Come potete immaginare, ho risposto “certo, certo”, ho pagato, sono uscito e penso di non rientrare più in quella farmacia. Per la cronaca, la notizia è probabilmente questa, dove si vede che tra i vari lotti ritirati ce ne sono anche della Sandoz, tanto per dire, il che mi fa pensare che il problema non sia tanto “farmaco generico / farmaco di marca” quanto “dove ci facciamo produrre il principio attivo”. Il punto ovviamente è un altro. Se io chiedo un farmaco generico (e tra l’altro specifico che è quello che mia moglie ha già preso, quindi non ci sono nemmeno problemi di intolleranza agli eccipienti o cose del genere) perché tu farmacista fai resistenza? Quanto ti paga il produttore del farmaco originale perché tu glielo venda? E la prossima volta magari mi “consiglierai caldamente” un bel prodotto omeopatico?

9 comments

  1. sono perfettamente d’accordo con te e per quanto io ne sappia (poco… non è il mio campo!) i generici sono perefettamente uguali all’originale a meno degli eccipienti.
    Solo una riflessione da parte di uno del settore, mi ha messo qualche dubbio e messo anche un po’ in crisi le mie certezze, lui asseriva che gli eccipienti per molti prodotti farmaceutici concorrono in modo sinergico al funzionamento del principio o dei principi arrivi … mahhh non aggiungo altro, ai tuoi lettori piu competenti di me il proseguo …

    • Non è neppure il mio campo, quindi le mie sono solo ipotesi. Che ci sia sinergia tra eccipienti e principio attivo mi pare strano perché altrimenti registreresti la combinazione molecola+eccipiente. Quello che è sicuramente possibile è che persone diverse abbiano reazioni diverse ad eccipienti diversi, e quindi in alcuni casi in effetti scegliere un farmaco oppure un altro ha senso. Però questo dovrebbe stabilirlo il tuo medico, che vede quali sono le tue reazioni: non certo il farmacista.

      • sinergia per la verità è forse una mia errata interpretazione delle sua frasi, lui parlava forse piu di qualità degli eccipienti (per fare un esempio alimentare … olio di oliva toscano e olio di oliva non UE…) … ma puo essere anche corretta la tua interpretazione sulle intolleranze personali … comunque sia io sia prima che dopo allora mi rivolgo sempre ai generici e per ora …

      • Sinergia non è il termine corretto. Esistono e vengono sfruttati effetti “combo” tra principi attivi ed eccipienti ad esempio quando vuoi che il farmaco venga rilasciato in un tratto dello stomaco.

        • perfetto, ho capito!
          e quindi? … allora chi dice che non è vero che i generici sono assolutamente paragonabili agli originali hanno ragione?

          • Le persone non sono tutte uguali: nel caso delle pillole che si rilasciano nello stomaco ad esempio i fattori sono:

            – acidità relativa dello stomaco
            – permeabilità della barriera gastrica
            – tasso metabolico

            ed altre. A seconda dell’eccipente e dei valori cui sopra l’assorbimento del farmaco è diverso da persona a persona col risultato che per alcuni il generico funziona meglio ed ad altri no.

  2. I miei due centesimi: ho assistito a scene opposte. Il farmacista che spiegava i vantaggi del generico, contro il cliente che voleva assolutamente quello di marca. E a me che chiedevo l’aspirina generica mi spiegava che non la teneva in casa perché non ne avrebbe venduta una scatola. Non rimane altro che seguire la nostra strada.

  3. mi stupisce quanto racconti. Nella mia esperienza, anche di medico di medicina generale, ho la percezione che i farmacisti, oltre ad avere l’obbligo di legge di far sapere che esiste l’opzione-generico, fanno di tutto per indirizzare i clienti in questo senso. Sicuramente hanno convenienza economica a vendere generici piuttosto che “branded”. Le aziende di generici, mediamente, fanno sconti molto maggiori, anche su prezzi di vendita minori. Nel caso Valsartan, è interessate la posizione delle aziende che hanno avuto lotti ritirati. Tutte quelle che si rifornivano in uno stesso stabilimento in Cina. Tra queste una quindicina di “generici”, e qualche azienda brand. Tra cui l’italiana Menarini, e la Sandoz. Che è in una posizione strana: Sandoz infatti commercializza lo stesso prodotto sia come branded, con un nome di fantasia, e con molecola prodotta in Svizzera, sia come generico a marchio Sandoz e nome internazionale. Per questo prodotto, importava la materia prima dalla Cina. E’ stata Sandoz a chiedere i controlli più raffinati sulla qualità, in vista di non so quale modifica merceologica; ed è venuto fuori tutto. Di fronte a queste notizie (di ritiri e di chiusure, ne capitano ogni mese!) non si sa se è essere più preoccupati nel vedere dove porta la corsa al ribasso (a scapito della qualità), o più rincuorati nel constatare che i controlli esistono…

  4. “penso di non rientrare più in quella farmacia.”
    Nooo, torna! Per favore chiedi se commerciano in vaccini e se vendono i cosmetici con cellule staminali, giusto per capire meglio stato della propaganda e della confusione politico-scientifica-[anti|pro]sovranista.