Quasi borseggiato

Oggi pomeriggio, con Jacopo in castigo, ho portato Cecilia a fare una passeggiata culturale, a farle vedere san Simpliciano (dove Anna e io ci siamo sposati) e san Marco (dove ho cantato con il coro). Finito il giro, siamo andati a prendere la metropolitana in Turati. Il treno era abbastanza pieno, così non abbiamo potuto sederci e siamo rimasti in piedi tenendoci al palo all’altezza della porta. Partito il treno, un tipo sulla trentina si è avvicinato come se volesse scendere: faccio spostare Cecilia che era più davanti alla porta, ma il tipo si sposta dall’altra parte, sempre vicino al palo.
Mentre il treno va, abbasso gli occhi per guardare Cecilia e vedo due dita che stavano aprendo la zip del mio marsupio. Immediatamente prendo il polso del tipo – per i curiosi, stava usando il classico trucco dell’impermeabile sul braccio per non mostrare cosa stava facendo – e gli grido “Cosa stai facendo?”. Quello bofonchia qualcosa: io intanto lo prendo per il collo e lo sbatto fuori dal treno che intanto era arrivato a Repubblica, mentre la gente mi guardava abbastanza stupita. (No, non avrei potuto fermarlo e chiamare la polizia: mica avevo testimoni…)
Fortuna che c’era Cecilia, insomma 🙂

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