I furbetti del sacchettino

Mentre fino alla settimana scorsa qui a Chiavari ci davano il pane e la verdura in sacchetti compostabili (che naturalmente pagavamo), adesso è invalso l’uso di dare sacchetti con su scritto “Sacco per imballo ad uso interno non per asporto”. È plastica per alimenti, PEHD categoria 2, però ho come il sospetto che questa scelta permetta di risparmiare sulle accise per i sacchetti di plastica. Qualcuno ne sa di più?

5 comments

  1. “Sacco per imballo ad uso interno non per asporto”… cioè significa che se uscite dal negozio/locale con quel sacchetto non vuoto commettete un’infrazione di qualche tipo?

    • No, l’infrazione si commette portandoselo via vuoto. Una volta ci ho provato e sono stata trattata come una taccheggiatrice–per quanto me la sia cercata.

      • Secondo me si commette l’infrazione in entrambi i casi. Immagino però che anche i sacchetti esselunga per prendere frutta e verdura abbiano la stessa scritta, controllerò

  2. Questi sacchi costano meno, non possono però essere commercializzati come “sacchi usa e getta per la spesa” perché la normativa prevede che siano o compostabili o riutilizzabili. Di certo sono più resistenti di quelli che puzzano di olio fritto ed altrettanto certamente non possono farteli pagare.

    • P.S.: le accise sono superiori, ma il costo complessivo prodotto+accise è inferiore ed il prodotto migliore.