δημοκρατία

Non ho studiato abbastanza per stabilire quant’è la percentuale di ragione e quella di torto tra Tsipras e la Troika. Tanto per aggiungere dati, segnalo questo post su OneMoreBlog (e il Biraghi è sin troppo di sinistra per i miei gusti…).
Però una cosa la posso dire. Pensare di preparare in nove giorni un referendum non è democrazia, ma populismo. O siete davvero convinti che i greci – ma sarebbe lo stesso per noi italiani o qualunque altra nazione – possano avere il tempo di prendere una decisione informata?

21 comments

  1. E se l’avessero già presa, per un verso o per un altro? E se gliene importasse quanto basta a farsi bastare nove giorni, o non abbastanza da impiegarne anche diciotto o ventisette? Cosa ne sappiamo noi, di cosa pensano i greci? E chi siamo noi per insegnare a Tsipras la differenza tra la democrazia e il populismo?

    • se l’avessero già presa (possibilissimo) allora sarebbe stato più corretto fare il referendum sei mesi fa, e non mentre tieni chiuse le banche e permetti di prelevare sessanta euro al giorno.
      Per il resto, io ritengo questa decisione estremamente populista, e chi è Isa per decidere che cosa è per me democrazia e cosa populismo?

      • Wait a sec. Tu scrivi: “Pensare di preparare in nove giorni un referendum non è democrazia, ma populismo”, dove per sintassi quel “pensare” non può che essere attribuito ai promotori del referendum, e vale “Tsipras è un populista e non un democratico”. Più che un’opinione, una bastonata.

        • appunto. Io penso che Tsipras abbia scelto un’opzione populista, e quindi sta facendo il populista.

  2. Propongo un referendum affinché il popolo sovrano possa decidere cosa è democrazia e cosa è populismo.

    • @Licia: no, non l’avevo notato, grazie!
      È inutile: a essere andreottiani ci si azzecca spesso :-)

      (nel merito: se il quesito non è sul piano in sé ma sul principio “decidiamo noi oppure loro?” è abbastanza naturale che la formulazione opaca non è un grande problema, tanto nessuno andrà mai a leggere la proposta… anche perché se non sai qual era la controproposta greca non puoi nemmeno eliminare i punti su cui tutti erano d’accordo che tanto erano irrilevanti)

  3. Prima di criticare la poca informazione altrui ricorderei cosa ci hanno propinato i giornali prima del referendum sulla legge 40. (Sì, sono ancora incazzata, anche se la legge è stata smontata pezzo per pezzo).

    • @barbara: non capisco il tuo punto. La legge 40 era una schifezza creata apposta per avere una legge e bloccare praticamente tutto, e fin qui nulla da eccepire. I testi dei referendum erano incomprensibili, ma questa è la logica conseguenza di com’è la legge italiana sui referendum (e se vuoi della sentenza della Consulta che non ha accettato il referendum abrogativo totale). La campagna per l’astensionismo, come tutte le campagne per l’astensionismo, è stata esecrabile. Ma la cosa peggiore che può essere successa è che chi è andato a votare ha votato quattro SÌ perché non ha capito la differenza tra i quesiti.

      • I giornali italiani avrebbero potuto fare informazione, e non l’hanno fatto, pur avendo tempo. Le università stesse hanno dato spazio a “dibattiti” confessionali, facendo tacere la scienza medica.

        Ergo, chi ha votato o no l’ha fatto in modo non informato, sulla pelle di donne e bambini.

        • chi ha votato o no aveva comunque non so quanti mesi per informarsi, non nove giorni.

        • Sulla scienza , medica o no, non si vota con referendum, ne Si ne NO .

  4. E se in effetti il referendum avesse il solo scopo di far andar giù meglio la pillola? Il governo forte del risultato (perché il risultato per il sì sarà ampio) potrà agire direttamente con manovre impopolari perché il referendum populista ha detto che doveva farlo.

    Ma la domanda fondamentale è: la Grecia ha abbastanza soldi per stampere tutte le schede elettorali?

    • @S.: se andiamo sulla dietrologia può capitare di tutto: c’è anche chi dice che Tsipras abbia giocato il tutto per tutto per mostrare come i mercati perderebbero molti più soldi con la Grexit che condonando il debito greco.
      Come scrivevo nel post, queste cose sono troppo complicate per me, mi limito a quello che si può vedere.

      • Se vince il si ė probabile che tsipras si faccia da parte per far vedere che lui le tasse non le vuole anche se in realtà tutti gli attori sapevano benissimo come sarebbe andata a finire. Cmq il quesito vero del referendum ė voui uscire o no dall’euro? Non ci vuole sta gran preparazione per rispondere. Sì ė un populista.

    • > perché il risultato per il sì sarà ampio
      Visto che non bisogna mai fidarsi dei sondaggisti? ;)

  5. No dai, sono anni che in Grecia non si parla d’altro.
    Austerità e Europa o libertà e incognite?

    • no, il testo del referendum (vedi link di Licia) è proprio sulla versione del piano del 25 giugno, non su un generico “dobbiamo fare come dice la Troika?”

  6. Io stavolta sono d’accordo con il post di Biraghi. Solo per dirne una, i greci hanno già un “giorno del NO”, festa nazionale (28 settembre mi pare) in cui celebrano la giornata del 1940 in cui Metaxas disse Oxi a Mussolini. Ora, pensare a un’opzione Nai/Oxi … rispetto all’Europa, che pur con tutti i suoi limiti rappresenta la fine dei totalitarismi genocidi e la pacificazione del Continente, con il rischio tra le altre cose che un esito No sia strumentalizzato da forze come Alba Dorata e magari il 5 luglio diventi una seconda “giornata del No” (sic), è come minimo da smemorati, se non proprio da fascisti.

    Per chi non si rendesse conto delle differenze tra Mussolini e UE, il Duce volle invadere la Grecia perché la considerava una bella donna sinuosa sdraiata nel Mediterraneo… non solo invasione, violenza, imperialismo (contro un popolo fratello) ma proprio direttamente delirio.. Tra le altre amenità della guerra italogreca: disporzione di forze che andava da 5:1 a 67:1 a seconda del contingente; Mussolini che da Piazza Venezia un giorno d’inverno esultava perché le “mezze cartucce”, cioè quei soldati che morivano di freddo in Grecia, si toglievano di mezzo, non essendo in grado di onorare la razza italica come pretendeva lui.. etc. etc. etc..

    Non è la stessa cosa dei pur ardui (Ma allora bisognerebbe puntare più che mai sulla competenza e non sulla retorica e la propaganda) negoziati sulle riforme strutturali, e fare credere che sia la stessa cosa vuol dire strumentalizzare gli immensi fatica e dolore che deve provare adesso il popolo greco.. per rifilargli che cosa non so. Il fascismo? Non posso esserne sicura, ma potrebbe anche essere, per lo meno una riedizione moderna del fascismo.

  7. Non concordo. Tutti i giornali di tutto il mondo hanno spiegato quale fosse la questione in ballo, ed era in ultima analisi semplice: arrendersi o no? Accettare le condizioni dell’Europa quali che fossero, oppure il rischio di uscire dall’euro? Non credo che ci fossero molti greci che non avevano capito cosa significassero le due opzioni.

    Hanno deciso di non arrendersi, e adesso vediamo cosa ne viene fuori.