La linea di difesa dell’attualmente ex ministro Claudio Scajola è stata francamente sconcertante. Non tanto per gli alti lai riguardo al complotto contro di lui: da noi il complottismo è sempre stato gettonato bipartisanamente. No, sto pensando alla sua affermazione che ridotta all’osso è “Io ero convinto di aver fatto un affarone a trovare una casa a Roma a un prezzo così basso… forse perché era da ristrutturare”. Nemmeno il telespettatore italico medio riuscirebbe a bersi una balla del genere.
E dire che siamo in Italia. Avesse fatto la faccia contrita dicendo che sì, aveva pagato quei soldi in nero per risparmiare un po’ di tasse ma adesso avrebbe pagato multa e interessi, sono certo che sarebbe restato al suo posto – l’ho detto, siamo in Italia! – incassando la solidarietà ufficiosa di tutti. Capite perché non lo capisco?
Ultimo aggiornamento: 2010-05-05 09:22
Secondo me ha preferito passare per fesso perché così ai magistrati potrà dire che non sapeva niente dei famosi ottanta assegni (per quanto inverosimile questo suoni). A questo punto credo che il suo problema non fosse la pubblica opinione, ma i pubblici ministeri. Avesse ammesso che sapeva dell’esistenza degli assegni, avrebbe dovuto giustificare come mai un signore che fa appalti con la pubblica amministrazione gli regala novecentomila euro in contanti, e di provenienza dubbia. Il rischio reale è che venga accusato di ricettazione più che di corruzione. Certo è che il pubblico ministero starà grattando per trovare un collegamento documentale tra i soldi e Scajola, ma non è certo facile: allo stato ci sono solo i testimoni (anche se più di uno).
beh, perchè stupirsi della faccia contrita: Scajola è l’uomo più dimesso d’Italia!
Sì, anche a me sembra che si stia preparando la linea di difesa e direi bene, per quello che ho sentito. Infatti, come al solito, le prime affermazioni sono quelle spontanee poi si vede il lavoro degli avvocati.
La strategia è chiara: meglio scemo che corrotto.
Ieri sera da Vespa lo ha detto tondo: “ero troppo occupato a fare il mistro e per le cose mie dedico poco tempo e le faccio con superficialità, sono un po’ ingenuo”. “ho fatto fatica a mettere insieme i ricordi” eccetera.
Questo ovviamente sul piano politico è una catastrofe, perchè qualunque italiano che abbia comprato una casa sa bene che l’ultima cosa nella propria vita che si farebbe con pressappochismo e superficialità è proprio questo: comprare la casa. E’ una sorta di sacro rito laico collettivo.
Dal punto di vista penale, già il Grande Capo è uscito dai guai passando per fesso. Disse che pensava che Mangano fosse uno stalliere e non sapeva dei suoi trascorsi. Che pensava alla P2 come ad una specie di Rotary. Che mentre i suoi dirigenti davano mazzette alla finanza lui non si accorgeva di nulla. Men che meno quando gli versavano dei fondi neri sul suo conto corrente per il risibile ammontare di 10 miliardi. E ne è sempre uscito pulito. POi, avendo mezzi e televisioni, perfino rieletto. Ma questa è un’altra storia.
Caro .mau. non capisci perché non sei abbastanza dietrologo. Chissà quanti lunghi coltelli ci sono nel PdL!
Aggiungerei che la figura da scemo rimane molto meno a lungo nella mente delle persone rispetto ad un reato. Passare per scemo anziché per ladro gli permetterà di fare abbastanza presto il suo ennesimo ritorno in politica, non appena la memoria collettiva si sarà sbiadita…
Il noto Leonardo mi rammenta che il dimissionando è quello che aveva tolto la scorta a Biagi. me n’ero dimenticato. Forse fare lo scemo non è una posa?
http://leonardo.blogspot.com/2002/07/i-casi-del-ministro-scajola-iii-senza.html