Compro molto spesso vestiti da Boggi: ho raggiunto un compromesso con Anna, e almeno non mi porta in dieci posti diversi quando decide che il mio guardaroba è da cambiare. Qualche mese fa ho provato a chiedere al negoziante “ma non è che a un affezionato cliente come me fate una fidelity card?”, sottintendendo che potevo rinunciare a un po’ della mia privacy per qualche sconto. La risposta è stata “non so, queste cose le fanno in sede centrale: io posso solo inviare la richiesta”. Vabbè, penso io, al limite butto via un po’ di cartaccia in più (ho messo un indirizzo email di quelli che non controllo praticamente mai, se non per cancellare tutto una volta ogni tanto).
Mi ero dimenticato poi della cosa fino a venerdì scorso, quando in buca ho trovato tre buste con il catalogo Boggi; in due delle buste c’era un’altra lettera con la famosa fidelity card. I numeri d’ordine delle due lettere erano tra l’altro consecutivi, e l’indirizzo era scritto allo stesso modo in tutte e tre le buste. Ora, capisco che la loro base dati abbia dei problemi, ma mi chiedo come mai questa disparità nella terza busta…
Ultimo aggiornamento: 2005-10-10 17:44