politica

buste paga

Tra due mesi si vota, beppegrillo(tm) fa paura, soprattutto a chi vorrebbe un governo *politico* mariomonti$$, e così Repubblica inizia a scrivere i suoi articoli. Intendiamoci: «Antonio Venturino, di mestiere attore e mimo» avrebbe potuto ricordarsi che è molto meglio lavorare di ironia, soprattutto se stai rispondendo a un giornalista, categoria non solo permalosa – chi non lo è? – ma anche con un’ampia capacità di diffondere. Detto ciò, e premesso che io trovo assolutamente idioti i proclami per autolimitarsi gli stipendi, basta leggere l’articolo precedente di Repubblica stessa: gli emolumenti nelle buste paga sono tassate, si pagherà ( = si restituirà ai cittadini, secondo il Verbo Genovese) il 43% di aliquota marginale e quindi per avere 2500 euro netti (più 1000 per le spese) bisognerebbe comunque trattenerne quasi 7000… il che tra l’altro dimostra ancora una volta l’idiozia dell’autoriduzione. Insomma, o si fa una leggina ad personam che permetta di stabilire quale parte dello stipendio non percepire, o si fa una legge che tagli gli emolumenti di tutti, oppure le cose rimarranno così, pronte per i proclami populisti e gli articoli fintoscioccanti.

giochi, giochi-2012

Gioco per Santo Stefano: Hexplode

Tecnicamente Hexplode è un gioco che si compra (e si paga…) per l’iPhone, ma c’è anche una versione gratuita per PC, con una simpatica caratteristica: si può giocare da soli contro il computer, ma anche in coppia. Hexplode ha una scacchiera esagonale, e ogni casella ha un certo numero di puntini. Ogni giocatore a turno può mettere un puntino su una casella del proprio colore oppure su una vuota, che a questo punto diventa sua: quando tutti i puntini sono stati riempiti, la casella esplode, mandando un puntino su tutte quelle vicine che vengono così conquistate. Scopo del gioco è azzerare tutte le caselle dell’avversario.
Devo dire che l’idea è interessante. Io ho fatto due partite con la scacchiera più piccola: la prima è stata un’ingloriosa sconfitta, la seconda una vittoria schiacciante… ma senza capire la strategia!

curiosita'

confezioni ben differenziabili

[attenzione: qui faccio pubblicità, nel senso che faccio nomi di prodotti. Naturalmente non solo non sono pagato per farla, ma soprattutto le aziende in questione manco lo sanno.]
L’altro giorno ho finito la confezione di cacao Milka Slurp che aggiungo al latte dei treenni al mattino. Mentre buttavo via la scatola, ho visto che in basso c’era una linguella; tirandola, la confezione di carta si apre perfettamente e così si può mettere piatta nel bidone della carta. Qualcosa di simile capita con le pastiglie per lavastoviglie Quantum: lì la confezione è fatta di carta più plastica (anche perché la plastica mi sa sia necessaria), però se si fa un minimo di attenzione è possibile aprirla separando la carta dalla plastica, e quindi una volta terminate le pastiglie si può riciclare facilmente il contenitore. Qui manca la lode, perché la divisione non è immediata: ho visto tentativi di apertura non esattamente ottimali. Se non sbaglio, alcune marche iniziano a scrivere sulla confezione come dividere le varie parti della confezione stessa, una volta che la si è usata. Tutto questo costa poco alle aziende (a parte il costo iniziale per capire come rifare il confezionamento, intendo), e semplifica la vita al cittadino che vorrebbe evitare di buttare tutto nel sacco nero. Perché non capita più spesso?

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I conti della serva

Non ci credevo. Beh, non avevo problemi a credere che Berlusconi avrebbe promesso di togliere l’IMU sulla prima casa, al limite mi stupisce che lo dica a due mesi dalle elezioni e non tre giorni prima; ma sono rimasto basito quando ha spiegato come otterrebbe il gettito equivalente. Cito dall’agenzia: “In totale [l’IMU] vale 3.8 miliardi: 1,8 miliardi si possono reperire con una tassa dai giochi pubblici, un miliardo si puo’ recuperare dai tabacchi lavorati, 241,2 milioni con l’aumento delle imposte sulla produzione di birra e di alcol, 500 milioni con il riordino dei trasferimenti alle imprese, 258,8 mln come addizionali sui diritti di imbarco, ovvero con 4 euro a passeggero”.
Quello che sfugge all’elettore medio è che se si mettono dei numeri è anche possibile verificare la loro validità pratica. Prendiamo per esempio i tabacchi lavorati: se al momento portano 13 miliardi di euro, un pacchetto di sigarette aumenterebbe almeno di 40 centesimi. Ma la cosa più interessante è un’altra: il gettito dell’IMU è pari a quello che avremo con l’aumento di un punto percentuale dell’IVA. Secondo voi, o almeno quelli di voi che l’IVA la devono pagare tutta, è preferibile lasciare tutto come ora, togliere l’IMU e aumentare quelle tasse / imposte / accise oppure non aumentare l’IVA sempre aumentando quelle tasse / imposte / accise?

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Quizzino della domenica: Cambio d’ora

Immaginate di avere una sveglia dove i numeri sono formati da segmenti come quelli del Led, ma che usa l’e-ink. Come forse sapete, l’inchiostro elettronico ha una proprietà curiosa: non consuma elettricità per mostrare un testo, ma solo per modificarlo, cioè passare da acceso a spento o viceversa. Qual è il momento in cui occorrerà maggior corrente per passare da un minuto a quello successivo?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p071.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)

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_La favola di Natale_ (libro)

[copertina]Giovannino Guareschi deve essere stato un rompipalle di prima categoria, e credo che su questo siano d’accordo in molti. Però una cosa è certa: sapeva scrivere maledettamente bene. Questa favola (Giovannino Guareschi, La favola di Natale, Interlinea 2000, pag. 89, € 9,30, ISBN 9788882122478) la scrisse e interpretò in un campo di prigionia tedesco per ufficiali italiani: sicuramente meno tragico di un lager, ma non certo una vacanza in trasferta. Beh, potete dire che io sono un mollaccione dentro, ma a leggerla a me sono venuti più volte i lucciconi. Non so se è per la scrittura semplice ma non banale, oppure perché è chiaro che in mezzo ci ha messo la sua fede – che probabilmente è stata quella che gli ha permesso di sopravvivere nonostante tutto – però la si legge in un amen, e non si sta neppure a pensarci su troppo, tipo quando c’è l’incontro tra i tre Magi e i tre Nanerottoli crucchi, coi primi che dicono “Che Dio sia con voi” e gli altri che rispondono “C’è già”, o lo sbeffeggiamento di chi non è cattivo ma è rimasto ignavo per quieto vivere o chissà cosa. È Natale, una favola è pur sempre una favola, no?

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