Si inizia
stamattina mi ha punto la prima zanzara della stagione.
(chissenefrega, direte voi? me ne frego, e mi frego, io!)
Non ho ben capito quale sia tutto il cancan “è colpevole/non è colpevole” rispetto alla nuova sentenza di appello.
In primo grado Andreotti è stato assolto per quello che una volta si chiamava “insufficienza di prove”. In appello, parte di quell’insufficienza di prove è diventata prescrizione, e il resto è rimasto insufficienza di prove.
Tutto qui.
Poi, potrei vedermi Andreotti accordarsi con capetti politici in odore di mafia per rafforzare la sua corrente, ma non certo mettersi a dare il famigerato bacio di sottimissione… Lui sotto qualcuno?
Per la seconda volta in un anno mi si è spaccato l’innesto a baionetta della mia borsa da bicicletta.
Per la precisione è la seconda borsa, nel caso qualcuno si chieda se avessi provato a fare una riparazione “personalizzata”. La prima borsa in realtà è stata riparata, ma è a Torino.
La domanda che sorge spontanea è questa: perché a Torino non mi si è mai spaccata la borsa, mentre qui ho un tasso di mortalità incredibile?
e stamattina mi è sembrato che il traffico fosse peggio del solito – almeno così ad occhio. Non che avessi pensato a un qualunque sistema diverso dalla bicicletta per andare in ufficio…
L’anno scorso, la mia posizione era chiara: mentre ritengo che in un’azienda “grande” e quindi impersonale sia utile avere una tutela anche solo di principio per il lavoratore, nelle aziende con pochi dipendenti dove il padrone è sempre lì la cosa era assolutamente inutile: ti potevano far trovare la vita così dura che alla fine te ne andavi tu. Quindi pensavo di andare a votare, e deporre il mio bel NO nell’urna.
Ora, con tutti i distinguo che arrivano dai politici del cosiddetto centrosinistra, mi viene quasi da votare SI (senza accento) per far loro dispetto. Non so se resisterò alla tentazione…