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no more forum

Ho preso una decisione. Il forum che avevo da tre anni e mezzo è stato eliminato. Non credo sarà una gran perdita: l’ultimo messaggio risaliva a ottobre 2003. In fin dei conti il forum era nato quando non potevo ancora inserire commenti in quello che poi è diventato il mio blog, e quindi volevo lasciare una possibilità di spernacchiarmi pubblicamente. In effetti, adesso non aveva più un grosso senso e lo si vedeva. Probabilmente la persona più felice sarà il mio provider Mario, che potrà preoccuparsi un po’ di meno dei buchi di phpBB :-)

y2005_io

insonnia

Normalmente sono una persona che non ha problemi a dormire: stanotte però è stata una tortura. Ero anche andato a dormire presto, alle 23: all’una e un quarto mi sono svegliato di botto mentre stavo sognando (nulla di particolare, ora non me lo ricordo ma non era un incubo). Presente quando uno è completamente sveglio? ecco. Sono rimasto un’ora a girarmi sul letto fino a che ho deciso di alzarmi e mettermi a leggere: avevo due libri da finire che sono terminati – e la cui recensione vedrete prima o poi: in questo momento ci sono altri libri nella “coda recensioni da postare” – e finalmente alle 4 mi sono sentito abbastanza stanco da rimettermi a dormire. Stamattina è stata dura.

y2005_io

Ho perso un CD!

Io sono una persona relativamente metodica, anche se non si direbbe: ad esempio, i CD che ascolto in ufficio per isolarmi dal casino di un open space li piglio in ordine alfabetico. Così mi sono accorto solo adesso, dopo i Rolling Stones e prima di Santana, che mi manca All you need is cash, il capolavoro dei Rutles. Temo che nessuno dei miei ventitré lettori abbia mai sentito parlare di questo gruppo, il che è un problema loro, perché non sanno cosa si perdono. Il problema mio è che io voglio quel disco, e non mi importa di sapere che forse è nascosto chissà dove a casa mia. Purtroppo non solo non credo sia mai stato pubblicato in Italia (io me l’ero fatto spedire sette-otto anni fa dagli USA), ma nemmeno un sito inglese come play.com ce l’ha in catalogo. Qualcuno ne ha per caso visto una copia in qualche negozio italiano?
PS: mi ero salvato una copia in MP3, quindi non è un problema di voler avere le canzoni. Voglio il disco!
Aggiornamento (10 febbraio): Naturalmente il disco era assieme a tutti gli altri (svariate centinaia), alla lettera T. Avevo controllato la torre con la musica classica e italiana, quella dei Beatles, e quella straniera dalla A alla S e gli AA.VV, non quelli dalla T alla Z. Meglio così.

old

gmail

In questo momento la mia casella gmail ha cinquanta inviti a disposizione. Dovrò provare qualcosa tipo “hard disk virtuale” e simili.

y2005_pipponi

Rapimenti in Iraq

Agnoletto e Caruso ieri hanno deciso di fare un po’ di dietrologia chiedendosi come mai ad essere rapiti in Iraq sono solamente giornalisti di sinistra e critici sulla guerra. La domanda me l’ero fatta anch’io, ma la risposta è stata immediata, e legata al Rasoio di Occam, o se preferite alla probabilità bayesiana. I giornalisti “allineati” se ne stanno belli embedded, e non si sognano nemmeno di andarsene in giro per le città irachene. È chiaro che in questo modo corrono molti meno rischi, no? E dovrebbe anche essere sufficientemente chiaro come, se su dieci bersagli “pratici” nove sono di sinistra, sono quelli ad essere rapiti: inutile cercare chissà quali giri degli amerikani che vogliono eliminare le voci fuori coro. Che Caruso non lo comprenda non mi pare così strano: mi preoccupa di più Agnoletto che, in quanto medico, queste cose le dovrebbe sapere.

y2005_pipponi

Daki

Ricapitoliamo la storia. Un giudice proscioglie in primo grado alcuni arabi dall’accusa di terrorismo. Il ministro degli interni decide di espellere uno di costoro. Però lo stesso giudice di prima dice “no, non si può, perché il sostituto procuratore ha impugnato la sentenza, e quindi per la legge Bossi-Fini l’imputato deve restare in Italia”.
La logica non mi è completamente chiara, ma in effetti ha una certa coerenza. Quello che mi stupisce è che si sia fatta la scelta “prima verifichiamo se è colpevole” invece che “nemico che fugge, ponti d’oro”…

rec-2005, recensioni

_L’enigma dei numeri primi_ (libro)

[copertina]Negli ultimi anni vanno di moda i libri che raccontano i grandi problemi che la matematica ha incontrato nel corso degli anni: i racconti usano meno formule possibili – e lo si può capire – e sono anche romanzati, secondo lo stile portato al successo da Eric Temple Bell che non si è peritato di portare alle future generazioni delle biografie di grandi matematici piuttosto esagerate. Con questo libro (Marcus du Sautoy, L’enigma dei numeri primi, Rizzoli 2004 [2003], p. 606, € 20, traduzione Carlo Capararo) mi pare si sia davvero esagerato. Passino i pettegolezzi sui vari matematici, e non sono nemmeno disprezzabili certe metafore, come i “punti al livello del mare” (gli zeri) nel “paesaggio di Riemann” (la funzione ζ). Ma quando du Sautoy parla della “retta magica” dove si allineano tutti gli zeri non banali mi pare proprio che si stia scadendo nel misticismo. E non penso proprio sia colpa della traduzione, che mi pare buona, sia nello stile che nella parte più propriamente matematica.
E dire però che il libro è interessante, se si riesce a sopportare i primi due capitoli, ed è uno dei pochissimi resoconti sulla matematica del ventesimo secolo che io abbia mai visto. Il libro è anche pieno di citazioni varie, che sono utili per comprendere il pensiero dei matematici, ammesso che uno lo voglia conoscere…
Insomma, lo si può leggere, ma forse è meglio aspettare l’edizione economica, che potrebbe anche avere un bonus implicito: cartaccia di bassa qualità ma che comunque permette una lettura migliore rispetto alla velina usata in questa edizione.

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Le cavallette! Le cavallette!

Sulle pagine milanesi del Corsera odierno, l’Assessore ai Trasporti Giorgio Goggi risponde piccato a un lettore che si era lamentato perché in otto anni non era ancora stata aperta la fermata della metro verde in piazza Abbiategrasso, già prevista prima per fine 2003 e poi per fine 2004. Oltre a spergiurare che entro aprile sarà in funzione, si dilunga a spiegare tutte le cause (vedi titolo) per cui i 1400 metri di percorso stanno richiedendo così tanto tempo. Cito: “complessa sistemazione dei sottoservizi in piazza Abbiategrasso, a cominciare dalla Centrale dell’acquedotto” (e non sapevano che c’era la centrale?); ma soprattutto “cedimento di una fognatura sotto l’alzaia del Naviglio Grande” (sic). In effetti per andare ad Abbiategrasso (comune, non piazza) si attraversa il Naviglio Grande, e i tempi si allungano di molto; riuscire a fare il tutto in soli 1400 metri di tratta ferroviaria è stato un risultato eclatante e che potrebbe finalmente superare la geometria euclidea.
Ma la ciliegina finale è la puntualizzazione dell’assessore: non ci sono voluti otto anni, ma solamente cinque!

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