y2005_curiosita'

Li'l Abner

Mi è capitato di andare sulla home page di Li’l Abner. La maggior parte di voi è troppo giovane per conoscere il fumetto, e la versione nostrana che ha reso i dialoghi degli abitanti di Dogpatch… in bolognese. D’altra parte, l’originale è assolutamente incomprensibile. L’ultima battuta del nostro nella striscia del 18/10/1952 è “Ah kin accept a ride, now!!”, che dovrebbe essere “I can accept a ride, now!!”. Non oso pensare a esempi più complicati.

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Miracolo a Roma

Ieri sera alle 19 sono arrivato al controllo metal detector di Fiumicino. C’erano in tutto una decina di persone che stavano passando, e una fila senza nessuno, tanto che ho guardato la tipa della sicurezza per sincerarmi di quello che vedevo. Intendiamoci, sono riusciti comunque a bloccarmi non tanto per il passaggio mio ma perché nel mio marsupio c’era qualcosa di potenzialmente pericoloso: sei pile ricaricabili belle ordinate nella loro bustina. E la guardia mi ha anche chiesto “ci sono delle batterie?” No, era del plastico per buttare giù l’aereo.
In compenso ieri mattina la dozzina di minuti a Linate me la sono fatta tutta, e ho avuto il tempo di leggere i cartelli dove spiegavano quante cose non potevo portare. Però sembrerebbe che i coltellini con meno di sei centimetri di lama siano ammessi. Qualcuno ne sa qualcosa?

y2005_io

Alba milanese

trasferta rapida romana. La cosa più spettacolare è stata stamattiva vedere l’alba a Milano. Mi spiego: a est il cielo si schiariva, a sud era ancora blu scuro. Non il solito grigio indistinto. Per par condicio, a Fiumicino diluviava.

2001-06

Fiat-GM

Dopo avere pagato per entrare in Fiat, quelli della GM adesso pagano per andarsene. Il genio italico colpisce ancora.

rec-2005

Il dado e l’alfabeto (libro)

[copertina]Giampaolo Dossena è stato il primo in Italia a dare dignità ai giochi di parole, se eccettuiamo il Wutki Morando nella preistoria linusiana… ma lì eravamo ancora in una nicchia, mentre Dossena ha tenuto rubriche sui maggiori quotidiani italiani. Questo suo libro (Giampaolo Dossena, Il dado e l’alfabeto, Zanichelli 2004, p. 320, € 24.80, ISBN 88-08-17770-x) è una nuova edizione ampliata e completamente rivista del suo vecchio Dizionario dei giochi di parole, già fuori edizione da parecchi anni. Il modo di scrivere di Dossena è inconfondibile: una serie di rimandi interni come fosse un ipertesto, uno stile che passa senza soluzione di continuità dal pedante dissezionatore dei vari giochi al confidenziale puro. Non si sa mai esattamente come prenderlo, ma probabilmente l’idea migliore è leggerlo saltando qua e là con i rimandi, e possibilmente con carta e matita per provare i giochi. Alla fine si imparerà anche l’alfabeto AFI… Mi ha sfavorevolmente stupito però la sciatteria con cui sono state controllate le bozze: ho trovato decine di errori, come se in effetti si fosse saltata questa fase. Peccato, perché l’opera merita. A onore di Zanichelli, devo dire che ho avuto una risposta davvero rapida alle mie segnalazioni: se mai ci sarà una seconda edizione corretta, ringraziate anche me :-).

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Sesso e City

(il secondo nel senso del quotidiano gratuito)
Oggi veniamo a scoprire che le giovani donne con una bassa libido potranno fare sesso meglio utilizzando un nuovo spray al testosterone. Immagino che per quelle meno giovani non ci sia nulla da fare, o magari i ricercatori hanno pensato bene che non valeva la pena provarlo anche su loro.
Rimanendo più vicini al clima di San Valentino, ci viene anche detto che “le donne vogliono un partner che le faccia ridere, gli uomini una che apprezzi le loro battute”. Mica scherzi. È uno studio per una tesi di Ph.D. della McMaster University, che però si limita a un flash sulla notizia rimandando al quotidiano che ho citato qui sopra. Ricordatevi tutti: “uomini e donne vivono lo humour in maniera opposta ma, per fortuna, complementare”. Non so, il mio sense of humour è molto peculiare, e temo non sia mai riuscito a portarmi un qualche vantaggio. Dire che non era poi così difficile.

y2005_io

chi non ha la testa…

Passi che stamattina abbia lasciato a casa il telefonino con scheda Vodafone, quello insomma che Anna usa per chiamarmi a tariffa ridotta. Era lì in carica, e può sempre chiamarmi sul fisso. Però riuscire ad andare in palestra (circa otto minuti di camminata), entrare nello spogliatoio, e accorgermi di avere preso la borsa da ufficio e non quella da palestra – completamente diverse, ça va sans dire – mi preoccupa non poco. Chissà che cosa riuscirò a combinare entro stasera.

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