Siamo un popolo di Euro4
Ieri ci sarebbe stato il blocco della circolazione in mezza Lombardia. Il blocco in realtà sarebbe dovuto esserci oggi, ma c’è qualcuno che si è lamentato perché la gente non sarebbe potuta tornare dalle vacanze – beati loro, oserei dire. La scusa ufficiale per l’anticipo è stato che c’era il Natale ortodosso, che però a quanto mi consta è stato il 6. Ma non sottilizziamo.
Primo risultato: i commercianti si sono arrabbiati perché così non si sarebbero potuti cominciare regolarmente i saldi. Così sono stati anticipati in tutta fretta il 5, e già che c’era il Comune ha benignamente concesso di tenere aperto anche il 6. Peccato che almeno i grandi negozi di abbigliamento avessero già fatto un piano ferie, oppure fossero in inventario; venerdì siamo passati in Montenapoleone e quelli aperti saranno stati sì e no un terzo.
Ma torniamo al “blocco”. Come contentino, si è iniziato a dire che le auto Euro4 potevano circolare. La logica è molto discutibile, dato che l’inquinante principale sono oggi le micropolveri, che vengono smosse da qualunque veicolo di una certa massa, e che di auto Euro4 ormai ce ne sono parecchie. Ma il fatto è che in giro ho visto una notevole quantità di macchine che Euro4 non erano certo, eppure giravano amabilmente; anzi andavano ancora più veloce del solito, con l’idea “tanto non c’è nessuno”. Basterebbe abbassare a 30 Km/h il limite, e il problema non ci sarebbe stato più.
Vivissimi “complimenti” ad ATM, che ha deciso unilateralmente di mettere sui bus extraurbani l’orario feriale e non quello del sabato. Così siamo arrivati al capolinea monzese della 723 alle 15:23 per prendere quello delle 15:28; peccato che alle 15:32 sia finalmente arrivato un bus, che però aveva come orario di partenza le 15:53, e che quello che avremmo voluto prendere noi è partito alle 15:21. Per incasinare ancora di più il tutto, alle 15:45 è arrivato un altro bus che si è affiancato e ci ha fatto segno di salire lì. Chiarissimo, no?
