y2006_io

1,2,3… assemblea

Oggi pomeriggio abbiamo avuto un’assemblea per preparare la manifestazione di martedì prossimo. Per la prima volta (forse per l’ultima?) ci siamo trovati tutti: noi che arriviamo da Tim, i due gruppi da IT Telecom, e quei pochi operai Telecom che non sono stati esternalizzati. Visto che ci sono anche degli operativi, ci sono state in realtà due assemblee; inoltre, visto che eravamo parecchi, per una volta abbiamo usato l’auditorium, che è quello dove Tronchetti fa le assemblee di Telecom :-)
I sindacalisti presenti hanno fortemente spinto perché non solo si scioperi, ma si vada anche tutti a farsi vedere, che è più o meno quello che mi aspettavo. Hanno esplicitamente affermato che la richiesta sindacale è che il governo faccia come capitato con la Fiat, quindi diventi garante di un piano industriale serio per l’azienda, con un datore di lavoro che dia garanzie al mercato e all’azienda. Inoltre sono fortemente contrari a ritrovarsi un’azienda in mano agli italiani ma spezzettata, perché si è visto cosa è successo in passato in casi simili. Bene: diciamo che la base non è poi rimasta troppo soddisfatta, per usare un eufemismo. Ci sono state voci che proponevano di fermare le centrali telefoniche, o di bloccare ferovie e autostrade per farsi sentire davvero, lamentandosi perché tanto tutte le volte che si è scioperato non ci è servito a un tubo, e soprattutto il sindacato è andato avanti per conto suo. Il tutto ha portato a un tentativo di difesa dei sindacalisti, che però non mi pare abbia sortito grandi risultati. Alla fine è probabile che molti sciopereranno, che qualcuno andrà alla manifestazione, ma tutti piuttosto scazzati con azienda e sindacato.
Io ho fatto due domande, chiedendo come poteva il sindacato chiedere un piano stile Fiat quando sappiamo che il management non ha soldi e comunque è sfiduciato dai mercati, e se avevo capito bene sentendo che voleva preservare l’italianità dell’azienda, oltre alla sua unitarietà. Alla fine dell’assemblea sono stato preso in giro dai miei colleghi, visto che la prima domanda non è stata nemmeno presa in considerazione e alla seconda c’è stata una risposta assolutamente fumosa. Certe cose non cambiano mai.

IA e informatica, old

Google sempre più italiano

Uso spesso Google Calendar, soprattutto per ricordarmi i compleanni dei miei conoscenti. Come mi capita spesso, guardo i reminder distrattamente, perché tanto so di che si tratta: stamattina mi sono però accorto che non mi era arrivato un reminder ma un promemoria. Insomma, mi era stata modificata la lingua, e adesso – anzi da ieri mattina, come ho verificato scorrendo la posta nel cestino – il signor Google mi scriveva nella dolce lingua del sì.
Vorrei solo sapere chi gliel’ha detto, visto che io mantengo sempre l’interfaccia in inglese per snobismo informatico; e soprattutto chi gli ha detto che la mia nazione è la Francia :-(

Uncategorized

Le regole del caso – istruzioni per l’uso (libro)

[copertina]
La probabilità è sempre una brutta bestia. Sono certo di averlo già detto più volte, e sono ancora più certo di non essere né il primo né il solo a dirlo. Bene: questo libro (Jeffrey S. Rosenthal, Le regole del caso – istruzioni per l’uso [Struck by Lightning: The Curious World of Probabilities], Il Cammeo 458 – Longanesi 2006 [2005], pag. 305, € 16, ISBN 88-304-2370-X, trad. Elisa Faravelli) fa un fantastico lavoro per addomesticare la bestiaccia. Innanzitutto, non ci sono praticamente formule: vengono dati i risultati, per dare al lettore un’idea, ma si punta molto sul lato qualitativo dei fatti. Gli esempi sono mostrati sotto forma di raccontini che potrebbero essere di vita reale: possono a volte sembrare un po’ fuori di testa, soprattutto visto il loro stile colloquiale e le situazioni a volte buffe, ma hanno comunque un loro fascino. Anche il testo vero e proprio è molto scorrevole, grazie anche all’ottima traduzione; spero risulti di piacevole lettura anche per chi matematico non è. Insomma, un libro da raccomandare.

y2006_pipponi

Intercettazioni abusive

Ci deve essere tanta gente che trema davvero pensando al contenuto delle intercettazioni abusive Telecom. Non mi spiegherei altrimenti come mai sono stati tutti d’accordo a promulgare il decreto (quindi qualcosa di urgente) che impone la distruzione immediata di qualunque intercettazione non chiesta dall’autorità giudiziaria. Destra e sinistra come un sol uomo, proprio come per l’indulto; viene quasi da credere all’ingegner Castelli che denuncia la sospetta fretta di Prodi.
Come da copione, Di Pietro si è subito detto contrario, anche se nelle sue ultime esternazioni sembra limitarsi a chiedere che la distruzione venga differita per il tempo di scoprire chi ha commesso il reato; insomma, non vuole più dare la possibilità ai giudici di verificare se le intercettazioni permettono di scoprire dei reati commessi dagli intercettati stessi.
Onestamente, non so cosa pensare: da un lato, capisco la logica che dice “le intercettazioni sono frutto di un reato, quindi le eliminiamo prima possibile”; ma dall’altro un reato è un reato, anche se scoperto in maniera illegale. Probabilmente il nostro vero problema è che non è così facile trovare un modo per verificare le informazioni contenute in maniera segreta, in modo che si possano distruggere i semplici gossip. Mah.

y2006_io

quello che non cambia mai

Come potete immaginare, in questo momento la situazione interna a Telecom è praticamente congelata. Si continua a fare il lavoro di tutti i giorni per inerzia e perché comunque si sa cosa fare, ma null’altro: in fin dei conti, non sappiamo nemmeno in quale società finiremo.
Non parliamo poi delle cose interne: quest’estate era partita la trafila per l’aggiornamento dei nostri computer (che ormai sono stati ammortizzati da mo’, per non parlare del caso mio dove il carcassone portatile del 2001 mi è stato rubato): tutto bloccato. Avevamo finalmente qualche possibilità reale di spostarci via da Rozzano, con una richiesta ufficiale e la disponibilità di posti in via Giacosa, non certo la migliore delle sedi ma comunque un avvicinamento non di poco a casa: tutto bloccato. Non parliamo di assunzioni, corsi di formazione e simili.
Eppure c’è qualcosa che si muove. Stamattina ci è arrivato un allegro messaggio della funzione Risorse Umane, che gioiosamente ci comunica che tra pochi giorni potremmo – con un solo clic! – compilare il questionario di autovalutazione e quello sulle nostre competenze in un colpo solo. Non sto più nella pelle.

Torna in alto