Luxuria e i matrimoni
Dopo avere aspettato che le acque si calmassero un po’, Vladimir Luxuria ci fa sapere che non ha potuto fare da testimone al matrimonio in chiesa di sua cugina. Bontà sua, Luxuria afferma: «per quanto mi riguarda, ho accettato la richiesta di mia cugina e del futuro marito senza opporre alcun problema riguardo alla scelta di sposarsi con rito cattolico.», lasciando intendere che visto che ha fatto l’elegante si aspettava che anche il vescovo di Foggia lo facesse. Oggettivamente, non vedo affatto il parallelo prospettato da Luxuria: se mio cugino volesse sposarsi con rito celtico e il druido si rifiutasse di prendermi come testimone perché sono un matematico, non potrei fare altro che abbozzare. Insomma, il tutto si direbbe la solita cazzata. Se non che…
Se non che il matrimonio religioso ha anche effetti civili, e siamo tutti d’accordo che essere transessuale non è affatto un motivo che impedisce di fare da testimone. E da questo punto di vista (che stranamente nell’articolo non è citato… si vede che la commistione tra Stato e Chiesa è ormai così entrata nel DNA degli italiani che non ci fanno nemmeno più caso, a queste cose) Luxuria ha perfettamente ragione. Quindi? Io resto dell’idea che la soluzione più pulita sarebbe quella di modificare il Concordato per abolire la validità civile automatica dei matrimoni religiosi. Ci sarebbe anche l’interessante effetto collaterale che gli annullamenti religiosi non si tramuterebbero direttamente in divorzi… oops, dite che è per quello che nessuno lo propone?
Aggiornamento: (ore 22) A quanto pare, il vescovo di Foggia avrebbe fatto marcia indietro. Mah.
