Il mese scorso vi avevo raccontato di AI 2040, le idee (presentate e sponsorizzate da Scott Alexander, ma non direttamente sue) su cosa gli USA dovrebbero fare nella guerra tecnologica sull’IA con i cinesi. Oggi recupero un post di Gary Marcus, scritto quando uscì Kimi K3, che prova a elencare i possibili scenari, partendo naturalmente da un “ve l’avevo detto, io!” in linea con il suo stile. A parte il fatto che il Congresso dovrebbe investigare su come mai gli USA si sono visti riempire il fossato che pensavano di avere e che separava la loro tecnologia da quella cinese – oh, gli americani pensano sempre in questo modo – Marcus elenca sette possibili linee di azione.
(1) Non fare nulla, e lasciare che OpenAI e Anthropic se la cavino da sole. Anche se fallissero, Google, Amazon e Microsoft porterebbero comunque avanti il programma IA. Certo che i cinesi potrebbero ottenere più quote di mercato.
(2) Vietare i modelli open source. Suo commento: buona fortuna… non funzionerà mai
(3) Ricreare un fossato, stavolta di tipo regolatorio. Questo farebbe bene a OpenAI e Anthropic, e male a tutto il resto degli USA.
(4) Salvare OpenAI e Anthropic iniettando denaro per farli proseguire. Il suo commento: “semplicemente no”.
(5) Vietare le IA cinesi. Marcus è un convinto liberista, forse addirittura più che un convinto americano: scrive che c’è chi dice che il governo ci sta già pensando, e spera proprio che non succeda.
(6) Nazionalizzare OpenAI e Anthropic, pagando il 2% del loro valore ufficiale, il che sarebbe una cifra vicina al loro valore reale. Non gli dispiacerebbe, ma teme che il governo potrebbe fare brutte cose, tipo sorveglianza di massa.
(7) Sforzarsi di rendere l’IA un bene pubblico, e non il risultato di ricerca da parte di privati. Di nuovo, Marcus ha tirato fuori una sua proposta del 2016 (!) di un “CERN per l’IA”; è ovvio che a lui piacerebbe una cosa del genere, che assomiglia abbastanza al Piano A di AI 2040.
A differenza di Alexander, Marcus è molto più interessato alla parte economica dell’ecosistema IA, come vedete: il tutto sempre con una visione USAcentrica, ma di quello non ci dobbiamo stupire. Probabilmente non dobbiamo nemmeno stupirci che in tutto questo bailamme l’Europa non tenti nemmeno di inserirsi: magari l’AI Act blocca gli investimenti privati, ma anche la collaborazione da un punto di vista politico non è pervenuta.
Ultimo aggiornamento:: 2026-07-24
L’Europa politicamente non entra perché non può farlo, non ha “un campione europeo” (Mistral è troppo piccino) ed inoltre Trump non gradirebbe affatto interferenze esterne. Meglio farli bollire nel loro brodo: loro hanno creato il problema, loro se lo risolvano.
Cmq non capisco, o meglio comprendo ma non sono d’accordo con la visione americana. Capisco che ci sia apprensione nella consapevolezza di non essere più i primi della classe, od esserlo solo per un margine sempre più risicato, ma questo fa parte della decadenza del modello americano che Trump sta fortemente accelerando, al pari di Caligola con l’impero romano.
Ma anche il solo pensare di fermare la decadenza con delle leggi, è come pensare di addestrare i salmoni a non nuotare più contro corrente. Solo un idiota può avere idee del genere. Insomma, dalla 1) alla 7) son tutte stronzate.
Se realmente si vuole risolvere il problema, questo particolare e quello generale, occorrono cambiamenti strutturali, non pecette legislative. Non lo vedo realistico, neppure nel post-Trump.
Sisi, anche io lo stesso. Sembra di vedere una replica di UK quando hanno perso l’impero, grandi colpi di coda ma tutto indica la fine della gloria tecnologica passata.
Sull’EU continuo a non capire. Sarà che ho letto recentemente un libro sulla vita della più nota spia doppiogiochista di cui si può scrivere, ma non capisco se l’EU pensa davvero di fare grandi gesta a mezzo burocrazia oppure se qualcuno lavora duro affinché il martello cada ostinatamente sempre sugli stessi piedi.
E’ vero che gli espertoni locali si accontentano del gettone per la supercommissione che scrive il superdocumento e non cercano, come gli equivalenti USA, di fare soldi veri con le proprie pensate, però a livello EU possibile che siano tutti distratti dai discorsi sull’etica e l’anima dell’AI?
(non male il documento dei Valdesi sull’AI, anche se dimentica che i regolamenti EU e nazionale partono con una bella “esenzione”: per gli stati e per le armi impiegate nelle guerre di pace tutta l’AI vale. Le acute grida sono solo per le aziende disarmate e i cittadini comuni)
IA in prospettiva (e in parte anche già ora) è uno strumento strategico, quindi verrà trattato come tale dagli USA che hanno nella strategia il motore principale della loro azione. Questo significa che avranno nei confronti delle compagnie che producono IA un rapporto simile a quello che hanno nei confronti dell’industria militare (Lockheed Martin, RTX, Northrop Grumman, Boeing, etc.). La distinzione importante è che le compagnie IA, al contrario delle industrie della difesa, hanno anche un mercato civile, che in teoria sarebbe la fonte maggiore dei loro guadagni. Tuttavia in USA le questioni strategiche hanno generalmente la priorità su quelle economiche e questo determinerà il destino delle compagnie IA (al netto della competizione interna che si giocherà su entrambi i fronti: strategico e di mercato).