curiosità-2008

Sarà falso? sarà vero?

Una chat di qualche minuto fa con un mio ex-collega di quando ero giovane e torinese:
A. – Una domanda velocissima: Luca luciani e’ quel dirigente tim che pensava che napoleone aveva vinto a waterloo?
.mau. – yup! che ha fatto di bello stavolta?
A. – L’hanno mandato in brasile (dove adesso lavoro btw)
Vi avverto subito: sono andato a controllare sull’organigramma Telecom aggiornato all’11 dicembre, e non vedo nulla del genere. Nel caso sia vero, però, potrete dire di avere avuto lo scoop :-)
Aggiornamento: (12:00) mi fanno notare via FriendFeed che potrebbe essere vero. Come dice Beneforti, è davvero “l’eroe dei due mondi!”

politica

elezioni abruzzesi

Se siete qua a leggere l’analisi del voto alle regionali 2008 in Abruzzo, i casi sono due: siete finiti qua via un motore di ricerca (e allora andate avanti a vostro rischio e pericolo) oppure mi conoscete e sapete che le cose le guardo da un punto di vista un po’ diverso da quello dei media, basandomi più che altro sui numeri e facendoli mentire come piace a me :-)
♦ Innanzitutto, fa ridere l’affermazione del neogovernatore Chiodi: “Ha vinto la maggioranza silenziosa”. O meglio, in effetti ha fatto vincere davvero la destra, ma per sottrazione e non per addizione. Controllate pure: nel 2005 FI e AN facevano 199000 voti, adesso il PdL ne ha 191000. È vero che ci sono i 40000 della lista civica, ma è anche vero che l’UDC che quest’anno è fuori dalla coalizione ne perde 31000. Insomma, il totale dei voti in quel bacino resta costante; considerando che si può ben immaginare che un elettore di simpatie per il centro-destra abbia colto l’occasione per dare una spallata, direi che l’astensione è praticamente tutta a sinistra (il famoso “effetto vomito”).
♦ Non è che Tonino Di Pietro abbia preso il 15% perché giocava (quasi) in casa. Tre anni fa l’Italia dei Valori aveva preso il 2.4%. In numero assoluto di voti, è passato da meno di 18000 a più di 81000, non so se rendo l’idea. Né immagino che importi poi molto che il candidato governatore fosse IdV. Da questo punto di vista, è vero che Di Pietro sottrae voti a sinistra (ammesso che si possa parlare di sinistra per il PD), e non certo dalla destra. Ma mi sa che se non ci fosse stato lui, molti dei suoi elettori non sarebbero nemmeno andati al seggio.
♦ Dalla sinistra vera, solo conferme. Due partiti che si sono presentati da soli, di cui non ho mai capito la differenza ideologica, e che hanno entrambi preso percentuali da prefisso telefonico: la sinistra “classica” che conferma di essere più che dimezzata. Io non piango, ve lo dico subito.
♦ Il PD ha preso meno voti di quelli che tre anni fa andarono ai DS oppure alla Margherita (non alla somma, si badi bene). Qualcuno se ne accorgerà, da quelle parti, o si limiterà a lamentarsi del fedele alleaten Di Pietren? Io scommetto per la seconda.
♦ Quindici punti percentuali di calo dell’affluenza sono un segnale pesante. Molto pesante. E questo soprattutto per la sinistra: non solo perché, come dicevo sopra, chi è stato a casa proviene probabilmente dai loro (ex-)simpatizzanti, ma anche perché sono convinto che nel ventesimo secolo la sinistra aveva come uno dei suoi scopi il creare una cultura politica di partecipazione, ed è chiaro che ha abdicato a questo scopo.
Rimane poi da commentare la notizia dell’arresto del sindaco di Pescara. Beh, se la cosa vi giunge improvvisa è solo colpa vostra, visto che il Marziano a Pescara parlava da mesi delle “attività” di Luciano D’Alfonso. Al limite ci si può stupire del tempismo: ma mi sa che questa non è solo una cosa italiana.
Aggiornamento: (11:15) Vedo ora, e aggiungo per completezza, l’analisi di Sandro Brusco da noiseFromAmerika, su posizioni leggermente diverse dalle mie.

spam_phishing

HTML e CSS per uno spam migliore

[spam graficamente carino]Tra lo spam arrivatomi nel weekend sull’email dell’ufficio, ce n’è stato uno che effettivamente era molto carino.
Il messaggio era in HTML, pieno di link al sito dello spammatore; per la precisione, era formattato in una tabella con tre colonne, ciascuna delle quali conteneva una lista di parole. Ma le parole di ciascuna colonna avevano il loro stile css, tipo
P.Amazedness:first-letter {
COLOR: #53B350; FONT-SIZE: 260%
}
mentre la tabella era scritta in grigio molto piccolo. Il risultato finale lo potete vedere qua (tranquilli, è una GIF, non vi succede nulla a cliccarci su). Aggiungo che la dimensione delle lettere nella seconda colonna è leggeremente minore di quella delle altre due, in modo che l’immagine finale risulti piacevole all’occhio.
Bel lavoro, vero?

io

Bollettino meteo montano

Stamattina, mentre sbuffavo per la fatica di salire tre piani di scale a piedi – l’ascensore era scassato – mi telefona la mia mamma rendendomi edotto che a casa sua a Usseglio (caput mundi):
– era caduto un metro di neve, e continuava a nevicare
– era bloccata, visto che la neve dal tetto era caduta davanti al garage
– era senza luce
– non sapeva se il paese fosse isolato.

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pipponi

De Mauro online: “la storia editoriale si è conclusa”

C’era una volta un dizionario liberamente consultabile online: il De Mauro-Paravia. Bastava andare sul sito, e iniziare la vostra ricerca.
Da ieri, niente da fare: leggo infatti dal FriendFeed di Teiluj che il vocabolario è stato tolto. Ragione? È scritto nella pagina stessa del sito:
«Il sito si rinnova: la versione online del Dizionario italiano De Mauro Paravia, la cui storia editoriale si è conclusa nei mesi scorsi, lascia ora il posto a un altro grande strumento per la conoscenza e l’uso della lingua italiana: il Dizionario dei sinonimi e contrari De Mauro Paravia.»
Premesso che io a suo tempo acquistai il De Mauro in edizione cartacea+cd e quindi la cosa non mi fa né caldo né freddo, mi limito a dire che credo di non aver visto molto spesso un’idiozia simile. Già la scelta dei termini, con la “storia editoriale conclusa”, è assolutamente insensata: come se un vocabolario fosse un libro a orologeria che si distrugge dopo un paio d’anni. Ma è proprio dal punto di vista del marketing che la decisione è incredibile. Un vocabolario, almeno in Italia, viene comprato perché a scuola dicono che il figlioletto lo deve avere, e a scuola non puoi certo connetterti sul sito; la probabilità che una persona non compri un vocabolario perché può leggersi i lemmi online è scarsa se non nulla. Ma Paravia, dimostrando una testardaggine che farebbe credere che la casa editrice sia ancora torinese, ha preso la sua decisione.
Non posso che suggerirvi di andare dalla concorrenza: occorre una registrazione (gratuita) per consultare il Garzanti, ma almeno lo potete usare.
Aggiornamento: (9:30) In realtà da telefonino è ancora possibile consultare il De Mauro, andando all’indirizzo wap.demauroparavia.it. Bisogna dire che sono proprio teNNIci e sfruttano le più modernISSIME evoluzioni dei protocolli!
Aggiornamento: (10:15) Leggo nei commenti del Mantellini che la frase “la storia editoriale si è conclusa” ha un suo senso, visto che il vocabolario è ormai fuori catalogo. Resta intatto il mio giudizio sull’insipienza nel decidere di non lasciare disponibile una risorsa utile e che a loro non costava nulla e dava pubblicità. Se volevano pubblicizzare il dizionario dei sinonimi e dei contrari, bastava modificare l’output delle pagine in modo che dopo il lemma dal vecchio De Mauro ci fosse il bannerino del nuovo dizionario e i risultati di quella ricerca…
Aggiornamento: (11:20) Pier.labi nei commenti fa notare che old.demauroparavia.it al momento funziona ancora.
Aggiornamento: (7 ottobre 2009) Il dizionario non ci sta (quasi) proprio più.

curiosità-2008

Santa Lucia e “il giorno più corto che ci sia”

Il proverbio “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” è noto penso a tutti. A tutti dovrebbe essere anche noto che in realtà il giorno più corto dell’anno è il solstizio di inverno: quando sia è probabilmente meno noto, ma si è tutti d’accordo che sia il 21 o il 22 dicembre.
Non so esattamente se il proverbio è nato perché veniva bene la rima, perché l’associazione di santa Lucia con la luce è più che millenaria, o se c’entri qualcosa l’anticipo di solstizi ed equinozi con il calendario giuliano; però vorrei aggiungere una possibile altra ipotesi.
Se andate a guardare le effemeridi per Roma centro, scoprirete che ieri e oggi il sole è tramontato alle 16:39, ma domani tramonterà alle 16:40. Ok, adesso non venitemi a dire che sto barando, potete verificarlo da voi. In realtà le giornate continuano ad accorciarsi per una settimana ancora, però c’è questa buffa situazione per cui il sole sorge e tramonta più tardi, insomma la giornata si sposta.
Sto barando un poco anch’io, visto che se non ho fatto male i conti il giorno in cui il sole è tramontato prima è stato il 9 dicembre: però è possibile che i nostri trisnonni si fossero accorti che a Santa Lucia il tramonto iniziava ad arrivare un po’ più tardi, e quindi abbiano preso la palla al balzo. Purtroppo per chi ha già fatica ad alzarsi al mattino, il sole inizierà ad anticipare il suo sorgere solo il 4 gennaio prossimo. Pazientate ancora un po’.

pipponi

È una dura lotta

I miei ventun lettori sono sempre molto attenti, e si ricorderanno di questa mia notiziola, che tra l’altro ha anche avuto un discreto numero di commenti: la Corte di Giustizia europea ci ha condannato perché l’età pensionabile per le donne (specificatamente nella pubblica amministrazione, perché è l’unico settore in cui poteva emettere un giudizio) è più bassa di quella per gli uomini. Per quanto riguarda il resto degli italiani, ho i miei dubbi.
Detto questo, mi chiedo chi sia il più paraculo:
– Il MINIstro Brunetta, che oggi si bea aggiungendo un’altra tacca alla sua indefessa attività contro i fannulloni e proclama ai quattro venti che visto che «l’invecchiamento attivo è un obiettivo di bene pubblico » porterà a 65 anni l’età pensionabile nella Pubblica Amministrazione anche per le donne;
– Il Corsera, che nel suo resoconto ha dimenticato di dire che Brunetta sa benissimo che tanto deve farlo lo stesso, almeno secondo quanto invece riporta La Stampa;
– il sindacato, che è insorto come un sol uomo (e una sola donna, visto che il Corsera ha anche intervistato la Polverini, segretario dell’UGL) che proprio non sembra ricordarsi della sentenza UE.
Spero concorderete con me che non è così facile fare una graduatoria.

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