Porta Susa sotterranea
Ieri ho avuto l’indubbia esperienza mistica di salire e scendere alla nuovissima stazione di Torino Porta Susa sotterranea. Io di per sé non ho nulla contro l’idea di spostare la stazione di qualche centinaio di metri e farla sotterranea; capisco anche che non è così semplice fare dei lavori mentre da qualche parte i treni devono pur passare; ho molti più dubbi sul fatto che una stazione passante a 6 (sei) binari debba essere quella principale di una città con quasi un milione di abitanti… ma su questo punto mi sa che anche Trenitalia sia d’accordo con me, visto che da dicembre i treni ad alta velocità non fermeranno più lì.
Detto questo, la stazione sarebbe anche bellina, almeno adesso che è nuova, anche se la scelta di colori argento-porpora richiede un’illuminazione non banale. Solo che oltre ai binari e ai marciapiedi non c’è niente. Ho trovato a fatica un cestino; non solo non ci sono negozi e simili ma nemmeno una obliteratrice, che si direbbe un complemento d’arredo indispensabile. Peggio ancora è l’uscita, però. Il mattino ho sbagliato a non seguire il grumo magmatico, ma non è facilissimo capire che in questo bisogna per forza prendere un corridoio specifico, dato che le frecce sui cartelli affermano spesso tutt’altro. Né riesco a capire perché hanno aperto la stazione ferroviaria senza sincerarsi che i lavori per la stazione della metropolitana – che era stata costruita ma lasciata al rustico – fossero anche completati, o appunto perché non siano state predisposte anche le altre uscite, tranne forse una su corso Inghilterra. Cos’è, il ritardo sui tempi previsti di consegna non poteva superare i cinque anni? Oppure è una nuova concezione di stazione ferroviaria, visto che sembra che anche Rho-Fiera soffra degli stessi problemi?
