_Houdini : Mago dell’impossibile_ (libro)
In questa lunga biografia (Massimo Polidoro, Houdini : Mago dell’impossibile, Codice 2018, pag. XXV+468, € 23, ISBN 9788875787622) Massimo Polidoro affronta un compito praticamente impossibile: raccontare la vita di un personaggio che ha fatto di tutto per far credere al pubblico qualcosa di diverso e più spettacolare rispetto alla realtà. Tanto per dire, Houdini (come spiega Polidoro, l’accento va sulla prima i e non alla francese come diciamo noi) diceva di essere nato a qualche giorno di distanza dalla data ufficiale e soprattutto di essere statunitense, mentre era un ebreo ungherese, figlio di un rabbino, venuto ad abitare da bambino negli USA. Nel testo si legge degli inizi davvero miseri della sua vita e della sua carriera e si scoprono le tante anime di Houdini, tutte legate alla sua volontà di essere il migliore: per dire, andò in tournée in Australia nonostante soffrisse di mal di mare per riuscire a essere il primo aviatore dell’Oceania, dopo essere stato il protagonista di uno dei primi film di Méliès decise di diventare produttore cinematografico, con opere ovviamente scritte e recitate da lui; nonostante non avesse completato gli studi e i suoi scritti fossero pieni di errori pubblicò molti libri, messi tipicamente in formato pubblicabile da vari ghostwriter (uno di essi fu H.P. Lovecraft…); smascheratore di medium ma forse sempre con la speranza di trovare davvero qualcuno che potesse parlare con l’aldilà. Un testo che permette insomma di sfatare molti miti.
Il titolo di questo libro (Meredith Broussard,
Il sottotitolo di questo libro (Sergei Urban,
Non c’è bisogno di presentare Arthur Clarke. Urania ha deciso di dividere in quattro parti la monumentale raccolta dei suoi racconti – ne mancano otto, per cui nemmeno l’edizione originale ha i diritti – che mostrano l’autore al di fuori dei suoi romanzi. In questa prima raccolta (Arthur C. Clarke, Terra e spazio vol. 1, Urania Collezione 197, pag. 328, € 6,90, trad. vari), che arriva fino al 1950, lo stile è inizialmente acerbo, con l’autore che cerca uno stile umoristico venuto – e tradotto – non troppo bene: ma arrivano presto i racconti in cui anche in poche pagine la sua fantascienza hard svetta. Si vedono ancora ingenuità narrative come in “Il leone di Comarre”, dove spiega un po’ troppe cose inutili (e nemmeno scientifiche, se per questo), ma credo che questo fosse abbastanza comune al tempo. È poi buffo vedere l’idea dei macchinari del futuro – ma qui non lo si può certo incolpare – e interessante vedere come la seconda guerra mondiale appena finita faccia più o meno inconsciamente capolino nei testi. Sulle traduzioni, a parte quelle storiche, ho qualche dubbio su quelle di Enzo Verrengia; a parte il calco pedissequo delle unità di misura, ogni tanto mi sono trovato una costruzione incomprensibile.
Prendendo in mano questo libro (Alessandro Vespignani con Rosita Rijtano,
Per molti, Roald Dahl è semplicemente l’autore di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o peggio ancora del film tratto da quel famoso libro. Sì, nel film gli altri ragazzini finiscono in situazioni un po’ preoccupanti, ma nulla di grave. Il guaio almeno per un pauroso come me è che in genere nei suoi racconti, qui riuniti in un unico volume, (Roald Dahl,
Indubbiamente a Mickaël Launay la matematica piace. Piace così tanto che non si capacita che chi matematico non è non riesca a capire quanta bellezza ci sia in essa, e così ha pensato di scrivere questo libro (Mickaël Launay,
Nicola Gardini ha un amore totalizzante per la lingua e la letteratura latina, come si vede in questo libro (Nicola Gardini,