_Turing : La nascita dell’intelligenza artificiale_ (libro)
Nella collana del Corriere sui grandi scienziati, questo libro (Mattia Monga, Turing, Corriere della Sera – Grandangolo Scienza 2017, pag. 253, € 6.90) è dedicato ad Alan Turing, e fortunatamente curato da un informatico come Mattia Monga. La figura di Turing è infatti abbastanza nota anche al grande pubblico, per via del progetto Enigma e del test di Turing, oltre che per il suo suicidio; il guaio è che però la sua storia rimane solo romanzata e non ne emerge il suo ruolo fondamentale nella nascita di una scienza – l’informatica – che è una strana fusione tra pensiero teorico e applicazioni pratiche, proprio come era la figura di Turing. Tutto questo è raccontato nelle pagine centrali del testo, mentre la parte finale comprende alcune pagine originali delle sue opere con i commenti relativi. Insomma, un utile strumento per avvicinarsi non tanto ai concetti dell’informatica quanto alla sua filosofia di base.

«Quod est post-veritas?» Chissà se Ponzio Pilato avrebbe potuto pronunciare questa frase dopo aver udito la narrazione delle gesta di quell’ennesimo profeta ebreo che però a differenza dei precedenti sembrava essere particolarmente odiato dalle autorità religiose locali. Diciamocelo: mentire è un’attività nella quale noi tutti siamo particolamente versati, ma in questi ultimi anni sembra che essa sia giunta a un livello ancora superiore, tanto che si è sentito il bisogno di coniare un nuovo termine di stampo orwelliano.
In questo libro (Stefano Bartezzaghi,
Questo monumentale saggio (Gianfranco Salvatore,
Simone Fornara e Francesco Giudici sono due insegnanti elementari ticinesi. Sì, per un italiano la parlata ticinese è quella immortalata da Aldo, Giovanni e Giacomo (“Potevo rimanere offeso!”), È anche vero che la lingua parlata in Ticino presenta molti germanismi. Ma all’atto pratico l’educazione linguistica scolastica è la stessa degli italiani, e quindi è improbabile che chi legga questo agile libretto (Simone Fornara e Francesco Giudici,
Io sono sempre stato attratto dal trasporto su rotaia. Magari è un segno inconscio del mio desiderio di avere un numero limitato di scelte da fare. Ad ogni modo, quando in biblioteca ho visto questo libro (Francesco Ogliari,
Questo è uno dei libri che non lasciano indifferente il lettore: o lo si ama o lo si odia. Scritto al sorgere del XXI secolo, il testo (Patrik Ourednik,