The Wonder Book of Geometry (libro)
La geometria euclidea per vari secoli – nemmeno troppi, in realtà: diciamo dal 1700 al 1950? – è stata considerata il simbolo di come si dovrebbe fare matematica. Premesso che secondo me il rigore è sempre d’obbligo, ho il sospetto che sbatterlo in faccia ai ragazzi in questo modo sia controproducente. Ecco perché questo libro – (David Acheson, The Wonder Book of Geometry, Oxford University Press 2020, pag. 288, € 12,99, ISBN 9780198846383) è il benvenuto. Acheson non ha nessuna voglia di dimostrare tutto in perfetto ordine e con il minimo numero di assunzioni possibile; tanto per dire, parte dal teorema di Talete, che è stato la sua epifania geometrica e che non è tra le primissime proposizioni euclidee. Racconta poi di testi storici di geometria con approcci assolutamente antieuclidei, di teoremi che non si studiano a scuola come quello di Miquel o quello dei sette cerchi, dà dimostrazioni non standard del fatto che le tre altezze di un triangolo passano per uno stesso punto… Insomma un modo fresco per dare un nuovo sguardo a un campo plurimillenario.

David Blatner è fondamentalmente un grafico, e autore di vari libri su Photoshop e InDesign. Ma è anche riuscito a essere coautore di un libro intitolato Judaism for Dummies e questo libretto sul pi greco (David Blatner, Le gioie del pi greco [The Joy of π], Garzanti 1999 [1997], pag. 130, ISBN 9788811592884, trad. Libero Sosio) che è davvero particolare, a cominciare dalla grafica (immagino i moccoloni tirati dalla Nexus snc che ha dovuto mantenerla nella versione italiana…) Si trovano più o meno ovunque cifre scritte in corpo 4 che immagino siano quelle dello sviluppo decimale di π: le cifre sono un milione, e la milionesima per la cronaca è un 1. Oltre ad esse, ci sono tutte le notizie storiche e culturali sul numero che ci si può immaginare. La lettura è davvero godibile, anche per l’ineccepibile traduzione di Libero Sosio. Purtroppo il libro non è più in commercio da anni – io ho letto una copia presa in prestito in biblioteca, prima di comprarmi una copia usata della versione inglese – e non avrebbe nemmeno senso una versione in epub, vista la struttura del libro.
Perché questo libro (Lennart Berggren, Jonathan M. Borwein, Peter B. Borwein, Pi: A Source Book, Springer 2004³ [1996], pag. 816, ISBN 9781475742176) si intitola “A Source Book”? Semplice: perché raccoglie articoli su pi greco, generalmente riguardo ai modi in cui può essere calcolato. Gli articoli spaziano per quattro millenni, dalla traduzione della prima formula per calcolare pi greco che conosciamo, tratta dal papiro di Rhind, fino ai giorni nostri. C’è anche un brano di Umberto Eco dal Pendolo di Foucault, ma è un’eccezione. Il testo è ovviamente nato per essere di riferimento e non letto, anche perché molti degli articoli sono davvero tecnici: e va già bene che in questa edizione Viète e Huygens sono stati tradotti dal latino. Secondo me però si sarebbero potute evitare alcune ripetizioni di temi, che non portano grandi informazioni aggiuntive. Una nota per chi si lamenta che non si arriva mai in fondo ai libri: a pagina 678 c’è scritto che Tolomeo ha approssimato pi greco con 3 + 8/60 + 30/3600, 3,141666… che è il perimetro di un 360-gono regolare inscritto in un cerchio. Ovviamente non può essere così, visto che l’approssimazione è per eccesso.
Il lettore ideale di questo libretto (Luigi Laura,
Questo libro (Clifton Fadiman (ed.),
Come già nel suo precedente
Qualche mese fa ho letto la “biografia” di Dante scritta da Alessandro Barbero, che si lamentava del fatto che nonostante ci siano molti documenti dell’epoca e che Dante era già molto apprezzato come poeta noi abbiamo pochissime notizie su di lui. Quella biografia parte da un secolo prima della nascita del poeta, per recuperare anche le poche notizie precedenti. Ma un quarto di secolo prima Giampaolo Dossena aveva già fatto lo stesso lavoro (Giampaolo Dossena,
Per chi è abituato ad associare al nome di Philip Pullman i temi della trilogia delle Oscure Materie, quindi i temi sul libero arbitrio e sulla religione, questo libro (Philip Pullman,