_Torino un po’_ (libro)
Valdo Fusi non era torinese di nascita (nacque a Pavia) ma lo era indubbiamente di adozione. In questa sua opera postuma (Valdo Fusi, Torino un po’, Mursia 1976, pag. 229) – morì improvvisamente poco dopo avere consegnato all’editore Mursia il manoscritto – Fusi racconta dell’architettura dela città sabauda, con particolare attenzione al barocco e un odio viscerale per tutti gli scempi che erano stati perpetrati nel dopoguerra. Chissà, forse è per nemesi storica che il piazzale a lui intitolato è stato sventrato per un parcheggio sotterraneo coronato da un edificio di rara bruttezza.
Ho trovato il testo un po’ ripetitivo. Sicuramente non è pensato per chi di architettura ci mastica un po’, nel senso che i giudizi sono molto impressionistici: devo però dire che lo stile, e i riferimenti esterni vari sono molto interessanti. Molto utili sono poi le schede finali, aggiunte dalla vedova Edoarda dopo averle ripescate tra le carte del marito. Per i curiosi, il piccolo editore torinese Riccadonna ha ultimamente ristampato il testo che altrimenti è rintracciabile – a fatica – solo in biblioteca.

Qual è stato il primo “muro” della storia, dove ognuno scriveva le proprie cose lasciandole disponibili a tutti? Probabilmente l’antica Pompei, o perlomeno – causa eruzione del Vesuvio – ce li siamo trovati lì a disposizione per capire come comunicavano gli antichi romani. La tesi di base di questo libro (Tom Standage,
Quarto – e presumibilmente ultimo… – volume della scienza del mondo disco, questo libro (Terry Pratchett, Ian Stewart, Jack Cohen,
Del contenuto originale dell’ultimo libro di Hofstadter e Sander (Douglas Hofstadter ed Emmanuel Sander,
Questo libro (Richard Elwes,
Cristiano Micucci è per tutti Mix. Nonostante sia relativamente semplice trovare suoi testi in rete e anche all’interno di ebook, non aveva mai voluto pubblicare qualcosa di ufficiale; né è stato facile convincerlo a scrivere qualcosa per
Nonostante quello che il titolo potrebbe fare pensare, in questo libro (Enrico Giusti,
Non sono mica riuscito a capire cosa offra questo libro (Claudio Giunta,