_Quindici_ (libro)
L’Avanguardia in Italia era contro tutto e tutti. Per mostrarlo al mondo, il Gruppo 63 tra il 1967 e il 1969 pubblicò una rivista, Quindici – sarebbe dovuta essere la sua periodicità sulla falsariga del Quinzaine francese, ma in realtà fu sempre un mensile. Questo libro (Nanni Balestrini (ed.), Quindici : Una rivista e il Sessantotto, Feltrinelli 2008, pag.494 , € 15, ISBN 9788807720345) raccoglie molti degli articoli della rivista che nacque formalmente come critica letteraria ma si spostò rapidamente verso la sinistra più a sinistra del PCI, anche se tra i contributori c’era per esempio Umberto Eco. I redattori non poterono pertanto esimersi dal commentare il golpe greco dei colonnelli, la Guerra dei Sei Giorni, e ovviamente il Sessantotto. Leggere questi articoli – beh, molti li ho solo scorsi, lo ammetto – dopo quasi mezzo secolo è straniante, con un articolo di Arbasino che recensisce i Legnanesi, un fedelissimo alla linea – con tanto di lessemi in pieno stile comunista – Giuliano Ferrara, e Oreste Scalzone ancora studente. Nonostante qualche nota storica di Nanni Balestrini alla fine di ciascun estratto, ho però trovato difficile seguire i fatti, che erano naturalmente scritti in diretta: ero sempre attaccato a Wikipedia per sapere qualcosa in più su molti dei redattori. Un libro per appassionati del genere.

Iain Banks è uno che quando scrive di fantascienza non lesina certo. I suoi libri portano il concetto di space opera all’estremo, su scala letteralmente galattica. Anche in questo caso (Iain M. Banks,
Erik Seligman lavora in Intel nel campo della VLSI, come matematico teorico prestato all’ingegneria ed ha anche scritto un libro sull’argomento, ma è più noto – almeno nel mondo anglosassone – per un suo podcast di argomento matematico, Math Mutation. Questo libro (Erik Seligman,
Se non ho capito male, “shenanigan” significa più o meno “scherzetto”, non necessariamente di buon gusto. Questo libretto (Metin Betkas,
Morozov è una delle cassandre che non si stanca di avvisarci di fare attenzione ai pericoli della società digitale e delle grandi aziende che ci stanno rapidamente invischiando nella loro rete. Questo libretto (Evgeny Morozov,
Non mi è stato facile leggere questo saggio (Maurizio Ferraris,
Secondo me il titolo scelto nella traduzione italiana di questo libro (Joseph Mazur,
Bruno D’Amore è sempre stato molto interessato all’arte, oltre naturalmente che alla matematica, e non è quindi così strano che abbia pensato a quest’opera (Bruno D’Amore,