io
bollettino medico oculistico
Ho fatto la visita di controllo al Policlinico. Secondo gli oculisti va tutto molto bene, nel senso che sono arrivato a vedere 9-10 decimi in un mese e mezzo. Inutile dire che “vedere” significa trovarmi una macchia di colore non omogenea da cui evinco una possibile lettera valutando la differenza tra chiari e scuri.
La vista bitorzoluta permane, però; il problema è che mi è stato fortemente consigliato di usare le lenti a contatto (perché in questo momento la differenza di visus tra i due occhi è troppo forte) ma io ho paura a mettermi qualcosa nell’occhio. Devo comunque cambiare occhiali, perché con questi ovviamente non ci vedo.
12 settembre 2018 – parlo a Torino
Il 12 settembre sarà il decimo anniversario del suicidio di David Foster Wallace. Il Circolo dei lettori a Torino ha preparato un tributo: nella prima parte, la “mappa esperenziale per tutti gli appassionati”, mi vedrà tra i relatori a parlare di DFW e la matematica in un qualche imprecisato momento tra le 18 e le 21 (non ho ancora il programma completo). Sapevàtelo!
Stanchezza
Io ogni tanto scrivo cose sbagliate. Capita a tutti, la perfezione non è di questo mondo. Però cerco sempre di pensare prima di scrivere, trovare le fonti (che poi magari sbertuccio ragionandoci un po’) e insomma fare un ragionamento senza limitarmi a copincollare qualcos’altro, quand’anche rispecchiasse perfettamente la mia opinione.
Il problema è che trovo sempre meno roba su cui pontificare. I socialcosi sono pieni di reciproci insulti, l’italica stampa pare focalizzarsi sulla stessa linea d’onda (oltre ai soliti colonnini infami online, ma non è che il cartaceo settimana) è insomma non so che dirvi. Mi spiace per voi ventun lettori.
Ma io sono un matematico?
Come i miei ventun lettori sanno, tecnicamente io mi definisco “matematto divagatore” e sono ragionevolmente certo che la definizione mi caschi a pennello, considerato che sono una persona serissima sempre pronta a partire per la tangente. La domanda oziosa perfetta per ferragosto è se però mi posso considerare un matematico oppure no, e la risposta è un po’ più complicata.
Per prima cosa, non esiste a quanto ne so un albo dei matematici, almeno in Italia: quindi non possiamo determinare ope legis la mia appartenenza o no alla categoria. Certo, ho una laurea in matematica. Ma è altrettanto certo che io non faccio matematica nel senso di ricerca di nuovi teoremi, né ho mai fatto nulla del genere. (A proposito di divagazioni: sulla carta d’identità la mia professione è indicata come “ricercatore”, per una congiuntura astrale di più di vent’anni fa. È una cosa diversa da “ricercatore universitario”, comunque). Detto questo, penso si possa asserire che io abbia una forma mentis matematica: non genericamente scientifica, perché più che fare ipotesi io tendo a sviscerare le conseguenze di un fatto, lavorando insomma per deduzioni. Sicuramente poi se mi trovo davanti un problema provo a matematizzarlo, e se il problema è già matematico la mia mente prova subito in automatico un certo numero di vie tipiche del matematico di professione. Poi magari non so risolvere il problema, ma quello è un dettaglio.
Insomma credo di meritarmi il titolo di “matematico aggiunto” o “di serie B”!
faccio il prezzemolo
Tra metà settembre e inizio novembre sarò ospite (“parlante”) in tre eventi. La concentrazione è un po’ strana, tipicamente faccio una o due conferenze l’anno, ma ci può stare. Naturalmente nessuno dei miei discorsi verterà sulle cose che faccio per il mio lavoro ufficiale, quello insomma per cui mi pagano: ma questo ci sta.
Il punto è che a metà settembre sarò a Padova al CICAPfest per parlare di matematica – avrei dovuto presentare il nuovo libro che è slittato a inizio 2019, quindi riciclerò altre cose; a inizio ottobre sarò a Torino a dig.it con il cappellino di Wikimedia Italia a raccontare ai giornalisti sabaudi la direttiva sul copyright; e infine a novembre a Chiari, a Microeditoria, farò l’internettaro col mio sodale Paolo Artuso parlando di Scimmie digitali.
Forse sto esagerando un po’ con la quantità di cose diverse che faccio?
brutte nuove
Alla visita di controllo dicevano che tutto andava bene, la retina si è riattaccata, il gas sta andando via, eccetera eccetera. Peccato che io continui a vedere a bitorzoli, nel senso che messa più o meno a fuoco una riga vedo un po’ di lettere, poi due o tre che formano una specie di dosso, e così via. Quando è arrivato il chirurgo mi ha fatto rifare la scansione oculare e ha bofonchiato agli specializzandi “fotoricettori”. A mia domanda specifica ha detto che potrebbero essersi rovinati, essendo la retina comunque fragile, e che bisogna aspettare per sapere che succederà :-(
Pregiudizi
L’altro giorno sono venuti in casa nostra due operai per rimontarci un mobile. Nessuno dei due era italiano: il primo era probabilmente slavo, parlava un ottimo italiano e manteneva i contatti, mentre il secondo era sudamericano e parlava più spagnolo che italiano. Mi ci è voluto un po’ per capire che il più sveglio era il sudamericano :-)
(Per completezza: i miei pregiudizi non erano sulla razza, cosa della quale non poteva importarmi di meno, ma sull’equivalenza padronanza linguistica – perizia)
